Un giretto in cerca di novità
di // pubblicato il 25 Febbraio, 2010
Succede spesso che non riesco a decidere di cosa parlare, visto che in Lombardia, come in tutto il resto della nostra bella Italia, ci sono sempre tantissime cose da vedere: le mie scelte sono guidate dalla quantità di tempo che penso ci sia a disposizione (spesso un weekend) per vedere quello che mi ha colpito di più.
Questa volta penso sia particolarmente interessante cominciare, a Milano, dalla zona delle Stelline, anche perché si trova quel meraviglioso monumento rinascimentale di S. Maria delle Grazie, con il “Cenacolo Vinciano” tornato al suo splendore e freschezza iniziale grazie all’ultimo restauro (la visita va prenotata). Già che si è lì vale la pena fare due passi per vedere la sacrestia del Bramante e ammirare i suoi splendidi scranni dagli intarsi davvero magnifici che, con le loro volumetriche rappresentazioni, impreziosiscono tutto l’ambiente.

Lì di fronte si trova il complesso delle Stelline dove, sino a metà marzo, sono allestite due mostre: la retrospettiva dei dipinti di Alan Rankle “Selected works 1992 – 2009” e anche “On the Edge of Wrong” dove sono esposte le opere create dalla collaborazione tra Kirsten Reynolds e Rankle per dimostrare la ricerca comune da loro fatta sul dialogo avvertibile tra i segni.
I paesaggi di Alan (Oldnam 1952) mi hanno molto colpito per la strana visione di mondo sconvolto, direi quasi turbolento, che propongono, tanto che mi ero immaginata il loro autore come un violento complessato. Invece è un uomo gentilissimo, molto tranquillo e pronto a collaborare se c’è bisogno di qualcosa. La sua continua rielaborazione di paesaggi appartenenti a culture e stili propri di epoche diverse è la chiave per comprendere come per lui sia di vitale importanza il problema ambientale con il conseguente e violento cambiamento paesaggistico.
Questo è quello che si vede al piano rialzato della galleria; andando nel sotterraneo si incontrano le rielaborazioni ottenute grazie all’intervento di Kirsten Reynolds (Macclesfield, 1968) e il connubio ha portato una specie di leggerezza ai paesaggi di Alan grazie agli inserimenti di chiare linee sinuose che provocano un simpatico senso di vaporosità quasi giocosa.
Poiché la musica è una specie di disegno che prende una forma definita grazie all’aria e al tempo Kirsten “realizza una sorta di sinestesia immaginaria, esperienza multisensoriale che confonde intenzionalmente le percezioni sonore e quelle visive. Usando delle sorgenti luminose per creare una traccia fotografica, l’artista inglese, nei suoi nuovi disegni, crea e incoraggia la manifestazione di sensazione della visione: apparizioni luminose, immagini o percezioni soggettive di natura allucinogena”.

Il catalogo che accompagna la mostra è stampato dalle Edizioni Hans Alf Gallery in italiano e inglese, contiene molte fotografie e saggi di Brian Sherwin e dello stesso Alan Rankle. Il sito con le informazioni è www.stelline.it.
Prima di andare via vale la pena di fare un giro nei tre ben proporzionati chiostri e nel giardino per ammirare le sculture e i simpatici fiori disseminati qua e là, magari si guarda l’allegra mostra della Galleria del Credito Valtellinese (vedi “Un po’ di Milano all’inizio del 2010”) e via, facciamo una visita al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci che si trova lì vicino, in via S. Vittore 21.
Chi entra lì rimane stupito dalla sua grandezza e dalla quantità di “reperti”, oltre 10.000, che vi sono esposti per soddisfare qualsiasi curiosità scientifica attraversi la mente. Naturalmente ci sono molte postazioni interattive che, insieme agli oggetti esposti, aiutano a seguire l’evoluzione della tecnologia e della scienza. Tra le cose interessanti da fare ci sono i molti laboratori per adulti, bambini e famiglie, dove gli animatori aiutano a fare esperimenti mirati a rendere comprensibile il mondo che ci circonda.
Per esempio i laboratori che riguardano la comunicazione riescono a fare conoscere la storia degli strumenti usati per mandare le notizie, oppure si può capire il cambiamento sostanziale portato dai caratteri mobili di Gutenberg e dal telegrafo senza fili. Ora che il cellulare è diventato d’uso comune, è interessante sapere come si è trasformato in veramente pochi anni. Bene, per scoprire tutto quello che si può vedere e provare in questo museo basta cliccare il sito e scegliere l’argomento o gli argomenti che più interessano.
Avendo voglia di vedere ancora qualcosa di splendidamente sommesso consiglio di andare dentro la vicina chiesa romanica di S. Ambrogio, una delle più belle di Milano, tanto bella che vale la pena di scoprire da soli i tesori che custodisce nel suo interno.