Un catalogo on line per la scultura medievale alpina

di Amici in Visita // pubblicato il 30 Luglio, 2009

di Elisa Mazzagardi


Il primo insegnamento di Federico Zeri era una massima perentoria e innegabile: ”La catalogazione è la prima forma di tutela”.

Non era solo un monito o una riflessione astratta, ma il frutto di un’analisi acuta dei fatti della storia, della debolezza umana e della logica del profitto che, miseramente e subdolamente hanno intaccato il patrimonio artistico italiano e non, e fatto scomparire nel nulla migliaia di capolavori.

Catalogare significa sottrarre l’oggetto artistico alla disattenzione, significa che qualcuno per un certo periodo ha dedicato il suo tempo a sondare la sua natura, le sue misure, il suo stato di conservazione, il suo contesto, per evitare che quell’opera fosse inghiottita nel tunnel del commercio clandestino, o nella galleria di qualche impavido appassionato.

Il primo passo fu quello dei cataloghi cartacei dei musei e dei patrimoni provinciali (ancora non del tutto completi) che impegnarono coloro che da studiosi hanno fatto la storia dell’arte da Longhi a Lucco.

Oggi la catalogazione conosce una nuova era: la rivoluzione di internet, le sinergie tra istituzioni italiane ed estere hanno dato vita al fiorire di una nuova forma di catalogo destinata al grande pubblico, il catalogo on-line.

www.sculpturealpes.com è una banca dati dedicata alla scultura medievale delle Alpi occidentali dal IX al XVI secolo.

Trecentosessanta schede complete, corredate di immagini e bibliografia aggiornata, fruibili con un metodo di ricerca semplice e intuitivo che classifica le opere per soggetto, per titolo, per museo o semplicemente per materiale.

Come nasce il progetto? Nel giugno del 2001 a Palazzo Madama si teneva la mostra Gotico e Rinascimento. Scultura in Piemonte incentrata sulle raccolte di scultura medievale del Museo Civico d’Arte e Antica, presentate insieme ad alcune opere giunte in prestito dal territorio piemontese. La mostra fu un’occasione di incontro, prima umano e poi di studio, con i musei dell’area degli antichi domini sabaudi, dalla Francia alla Svizzera francofona, alla Valle d’Aosta, e creò un’intensa collaborazione, scaturita, poi, in progetti per due nuove mostre, una nel 2003, a Chambéry e Annecy, in cui le opere di Palazzo Madama erano esposte accanto alle “sorelle” d’oltralpe una nel 2004 ad Aosta. Il gruppo di lavoro nato “sul campo” e oramai delineato come una vera squadra di studio sul tema della scultura medievale cisalpina e transalpina ha creato questa incredibile banca dati, su esempio delle grandi banche dati francesi.

Il sito è semplice leggero e velocissimo, e permette tramite un bottone in alto a destra di selezionare l’impaginazione preferita, tra una elegante, ma con caratteri piccoli, e una con caratteri grandi ben leggibili per tutti, in home page una cartina delimita chiaramente la zona di interesse e permette di selezionare i vari musei che hanno aderito al brillante progetto, niente pubblicità invadente, nessuna applicazione superflua, ma solo contenuti chiari e straordinariamente utili.

 

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