Un artista “bavarese” di nome Fritz Baumgartner
di // pubblicato il 27 Luglio, 2011
Le nuvole che navigano erano già insieme a loro quando via volarono da una vita verso un'altra vita (Bertolt Brecht)
Fino a domenica 2 ottobre 2011, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospita un'eccezionale antologica dedicata a Fritz Baumgartner, maestro del segno e del colore che ha saputo sapientemente fondere la lezione espressionista a una sempre più urgente e sentita esigenza d'astrazione.
La mostra - la più ampia rassegna di opere dell'artista austriaco mai fatta in Italia – racchiude oltre cinquanta dipinti e tredici disegni, che spaziano dai primi anni ’50 fino ai lavori a pochi mesi dalla morte avvenuta nel 2006.
Fritz Baumgartner, classe 1929, austriaco di nascita, risiede e lavora a Monaco di Baviera e si considera bavarese a tutti gli effetti. Diplomatosi all'Accademia delle Belle Arti, ha la fortuna di seguire per un breve periodo le lezioni del grande Kokoschka e di guadagnarsi una borsa di studio per un soggiorno di tre anni a Parigi. Dal 1953 espone principalmente nelle gallerie tedesche ma anche in quelle di altri paesi europei e in Italia, dove ha un particolare legame con Torino ed il Piemonte anche per merito del gallerista dell’”Approdo” Arturo Bottello a cui si deve la diffusione delle sue opere in Italia e non solo.

Osservando uno dei suoi autoritratti si riscopre quel suo sorriso che si apriva in una parola colta e misurata, in uno sguardo penetrante e contemporaneamente sprizzante della gioia di un incontro o del consueto ritorno fra i palazzi e le piazze di una Torino profondamente amata. La sua produzione artistica ha inizio negli anni 50-60 in seno a una corrente espressionista e giunge, attraverso continue ricerche e sperimentazioni, all’astrazione simbolista delle ultime opere, contraddistinte da una netta grafia e un intenso cromatismo. Superbe le grandi vetrate a soggetto religioso.

«Artista inquieto e poliedrico - di lui scrive proprio Arturo Bottello - senza alcun dubbio uno dei più interessanti disegnatori e grafici contemporanei, uomo colto, dotato di un senso totale dell’esistenza, un’intelligenza vitale e partecipazioni non comuni con un modo di pensare, vedere, segnare l’essenza della vita che si dilata anche fra la gente.» L’essenza della vita è ciò che traspare maggiormente dalle sue opere, vere e proprie rappresentazioni dell’esistenza umana in tutte le sue sfaccettature, dai momenti più ironici e leggeri a quelli più profondi, tragici e appassionati. Non mancano né i riferimenti mitici e biblici, trattati con intelligenza e sincera sensibilità culturale e spirituale, né le celebrazioni della sensualità e della carnalità.