Un ospite illustre: la Galleria Estense a Sassuolo

di Marica Guccini // pubblicato il 18 Settembre, 2012

Il Palazzo Ducale di Sassuolo, realizzato dai duchi d’Este nel XVII secolo, dopo il trasferimento forzato nella cittadina modenese in seguito alla devoluzione del Ducato ferrarese allo Stato della Chiesa, è una delle perle non sufficientemente conosciute che la regione Emilia Romagna ospita.

Se la residenza estiva di Francesco I (1610-1658) con i suoi impianti scenografici, i meravigliosi interventi decorativi del raffinato Jean Boulanger, o di artisti come Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli vale da sola un viaggio nel modenese, fino all’11 novembre essa è inoltre arricchita da dodici tra i maggiori capolavori appartenenti alla Galleria Estense di Modena.

Fin dai tempi del marchese Leonello d’Este l’importante casato iniziò a raccogliere nella una collezione di migliaia di opere, molte delle quali realizzate dai maggiori artisti del tempo. Se la famiglia non smise mai di raccogliere ed incrementare le proprie collezioni nemmeno dopo il trasferimento forzato a Modena, esse trovarono dimora nello splendido Palazzo Ducale che Francesco I fece costruire nella nuova residenza. Fu l’ultimo duca di Modena, Francesco V, ad aprire per la prima volta la Galleria al pubblico nel 1854, ma agli albori del Regno d’Italia nel 1880 il Palazzo fu destinato a diventare sede dell’Accademia Militare, e la splendida collezione dovette migrare nell’attuale sede di Palazzo dei Musei, per essere poi riorganizzata da Adolfo Venturi e nuovamente aperta al pubblico nel 1894.

Fino al 20 maggio scorso era possibile visitare la Collezione in quella medesima sede, ma come ben sappiamo il sisma dell’Emilia ha comportato gravi danni strutturali a questo come a molti altri edifici della Bassa modenese (ma anche di quella reggiana, ferrarese e bolognese).

In attesa che vengano messi in atto i complessi lavori di consolidamento necessari per riaprire al pubblico la Galleria Estense, la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna e il Comune di Sassuolo hanno deciso di trasferire al Palazzo Ducale di Sassuolo dodici dei maggiori capolavori conservati nella Galleria.
Secondo il Soprintendente Stefano Casciu l’evento Un ospite illustre. La Galleria Estense a Sassuolo rappresenta “un importante momento di ripresa delle attività culturali dopo i tragici eventi sismici del maggio scorso. Testimonia della nostra volontà di continuità dell’azione di tutela e di valorizzazione del patrimonio storico artistico, così fortemente colpito dal sisma.” Inoltre al Soprintendente preme sottolineare come: “la concessione della gratuità da parte della Direzione Regionale è un segno fortemente simbolico di apertura e di disponibilità nei confronti della cittadinanza e dei visitatori, per superare il momento di grave crisi e restituire alla cultura e al patrimonio artistico nazionale quel ruolo centrale indispensabile per una ricostruzione su basi solide e condivise.”

Era ovviamente impossibile trasferire tutta la collezione nella delizia estense di Sassuolo (l’unica ancora sostanzialmente integra), ed alcune importanti opere come il celebre Busto di Francesco I scolpito da Bernini senza mai mettere piede a Modena, sono dovute rimanere al sicuro altrove, tuttavia le dodici opere scelte rendono pienamente l’idea della ricchezza artistica e culturale raggiunta dai duchi estensi.
Lo splendido Sant’Antonio da Padova di Cosmè Tura, ad esempio, è uno dei capolavori estremi dell’artista che, ormai sullo scorcio del Quattrocento, sul finire della propria carriera realizza una figura dalla monumentalità scultorea, percorsa da quel rovello formale che è sua peculiarità stilistica. Ma tale figura affascinante non dovrà togliere totalmente la scena al paesaggio marino che si intravede alle sue spalle, dove la luce crepuscolare si riverbera nell’ambiente circostante. Segue il Compianto su Cristo Morto dipinto da Cima da Conegliano, recentemente accolto come una gemma alla mostra parigina dedicata al pittore. E ancora la splendida opera giovanile del Correggio, la Madonna Campori, giunta in Galleria con un lascito testamentario solamente nel 1894 ma non per questo meno emozionante e rilevante all’interno del percorso correggesco. Tintoretto è rappresentato con due dei sedici ottagoni raffiguranti le Metamorfosi realizzati per il Palazzo di San Paterniano a Venezia e in seguito inseriti in una delle sale del Palazzo Ducale dagli Estensi, e ancora due ovali realizzati dai Carracci per l’appartamento di Virgina de’ Medici in Palazzo dei Diamanti. Interessanti sono anche le tele di Nicolas Tournier, artista attivo a Roma sulla scia di Caravaggio; la loro presenza nelle collezioni di Alessandro d’Este dimostra l’alto grado di ricettività e l’apprezzamento del casato per manifestazioni artistiche ancora ai margini dei canoni ufficiali dell’arte.
Una splendida tela del Guercino con Amon che scaccia Tamar sostituisce l’altra tela con Venere, Marte e Amore dello stesso maestro, solitamente esposta a Sassuolo e oggi prestata all’esposizione dedicata dal Palazzo Reale di Milano a sir Denis Mahon. Infine il capolavoro di Velazquez, il Ritratto di Francesco I d’Este che non necessita di ulteriori presentazioni ma solo di ammirazione, e la natura morta di Cristoforo Munari chiudono cronologicamente il cerchio delle opere che potrete ammirare a Sassuolo.

Infine, come scrive ancora il Soprintendente Stefano Casciu: “Non va dimenticato che al pian terreno del Palazzo, sin dai primi giorni successivi al sisma, è attivo il Centro di raccolta delle opere danneggiate dal terremoto e vi è inoltre organizzato il cantiere per i primi interventi di manutenzione e di restauro, con l’insostituibile supporto dell’ISCR di Roma e dell’OPD di Firenze.”

A chi volesse cogliere l’occasione consiglio, prima della visita, di scaricare gratuitamente il Giornale di mostra.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Cosmè Tura, Sant’Antonio da Padova, ca. 1485 – 1490, particolare
Olio e tempera su tavola, cm 178 x 80, Inv. 3510

  • Locandina dell'evento
     
  • Cosmè Tura, Sant’Antonio da Padova, ca. 1485 – 1490, Olio e tempera su tavola, cm 178 x 80, Inv.3510

Dove e quando

Un ospite illustre: la Galleria Estense a Sassuolo

  • Date : 01 Settembre, 2012 - 11 Novembre, 2012

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