Un genio dimenticato del novecento: Adolfo Wildt

di Federica Falleri // pubblicato il 27 Febbraio, 2012

I musei di San Domenico, Forlì, ospitano fino al 17 giugno 2012 un’imponente esposizione “Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt” e il titolo della mostra, curata da Fernando Mazzocca e Paola Nola e da un facoltoso comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci, ne esprime già di per sé il fulcro centrale:
L’intento è quello di far conoscere uno degli artisti più complessi e sofisticati del primo novecento, un genio dimenticato, Adolfo Wildt attraverso l’esposizione della sua produzione artistica accostata e messa a confronto alle opere dei grandi artisti del passato che per lui furono fonti significative di ispirazione. 
Wildt luminariam
Fin da ragazzo studiai con selvaggia intensità i nostri maestri antichi. È questo studio, lungo e faticoso, l’unica fonte della mia arte e a questo aggiungo il mio potente bisogno di sincerità.” (A. Wildt, 1915)

Con queste parole lo stesso Wildt, artista estraneo alle avanguardie e anticonformista, spiega quali furono gli studi e le fonti di ispirazione ai quali attinse per la sua produzione. Per il suo modo d’essere e di esprimersi fu attaccato sia dai conservatori sia dai modernisti, occupando una posizione distaccata rispetto alle correnti artistiche e di pensiero che durante i primi del novecento circolavano.
Partendo da un sottofondo romantico di tardo ottocento, la sua produzione grafica e scultorea fu successivamente influenzata dalla Seccessione e dall’Art Noveau.
Oltre ad un continuo interscambio con correnti artistiche diverse lui intraprese un forte dialogo con altre forme d’arte quali la musica e la letteratura grazie alle tematiche da lui privilegiate ed affrontate quali il mito e la maschera.
Maschera-del-dolore
Per spiegare e comprendere appieno questo artista e la sua arte i curatori ed organizzatori della mostra hanno sapientemente deciso di creare un percorso espositivo in cui le opere dell’artista sono accostate a quelle che per lui furono fonti d’ispirazione.

Le produzioni grafiche e scultoree di Wildt in esposizione, molte delle quali restaurate per l’occasione, provengono dai musei di Forlì che dall’Archivio Scheiwill. La mostra presenta poi numerose opere dei grandi artisti del passato classico (Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini, Bernini, Canova) e moderno (Previati, Mazzucotelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Martini, Fontana, Melotti) ai quali in momenti diversi Wildt si ispirò e per i quali fu fonte di ispirazione.
Natura-morta-metafisica-morandi
Le opere si dispongono in un complesso percorso espositivo che si articola all’interno delle grandi sale della biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra. La mostra è accessibile ad ogni tipo di utenza. Sono infatti previsti laboratori didattici, guide singole o di gruppo, guide per non vedenti e non udenti.

Il-puro-folleL’esposizione fa parte del “Progetto Novecento. Percorsi - Eventi -Interpretazioni” che si svilupperà nel corso del 2013 con una ricognizione e esposizione dedicata all’arte italiana durante gli anni del consenso che culminerà con  la mostra DUX.
Nell’ambito dello stesso progetto da segnalare altre esposizioni collegate a quella di Forlì: a Faenza, all’interno del Museo Internazionale delle Ceramiche una mostra dal titolo “Le ceramiche nell’età di Wildt”, a Cervia nei Magazzini del Sale la mostra “Giuseppe Palanti. La pittura, l’urbanistica. La pubblicità da Milano a Milano Marittima.” E infine a Predappio, nella Casa Natale di Mussolini due mostre consecutive tra di loro; “Archivio del Novecento. Marisa Mori, donna e artista del ‘900, il talento e il coraggio” e “Renato Bertelli, la parentesi futurista”.
Per la quantità e la qualità di opere esposte, la mostra “Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt” è di fatto la retrospettiva più importante mai realizzata sull’artista, una celebrazione del grande genio del Novecento capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico e di confrontarsi in maniera continua e del tutto originale con i più grandi artisti del passato, in momenti diversi della sua vicenda artistica.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Adolfo Wildt, Luminaria, 1925
    matita e carbone su carta, cm. 90x131
    (Adolfo Wildt, LuminariMilano, Courtesy of Galleria Daniela Balzaretti)
  2. Adolfo Wildt, Mascera di Dolore (Autoritratto), 1909
    marmo, 37x31x17 cm, su fondo in marmo dorato, 38,5x32x3 cm, Forlì, Musei Civici.
  3. Giorgio Morandi, Natura morta metafisica, 1918
    olio su tela, 54 x 38,7 cm Mamiano di Traversetolo (Parma), Fondazione Magnani Rocca
  4. Adolfo Wildt, Parsifal (Il puro folle) 1930
    bronzo, 155 x 90 x 62 cm Milano, FAI - Fondo Ambiente Italiano

In copertina:
Adolfo Wildt, Carattere fiero-anima gentile, 1912, (particolare)
marmo con dorature, h. cm. 40. Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

Mappa

Dove e quando

Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt

  • Date : 27 Gennaio, 2012 - 16 Giugno, 2012
  • Indirizzo: Forlì, Musei di San Domenico, piazza Guido da Montefeltro
  • Sito web

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