Un esempio di riqualificazione urbana: il complesso delle Murate

di Elisabetta Morici // pubblicato il 23 Novembre, 2011


L’ex-complesso carcerario delle Murate di Firenze è uno dei più interessanti recuperi architettonici che si è realizzato e sta arrivando a completamento in questi anni a Firenze. Il convento, dedicato alla SS. Annunziata e a Santa Caterina,  venne costruito nel ‘400 per le suore di clausura, da cui il nome Murate, trasferite dalle piccole casupole sul Ponte alle Grazie; soppresso nel periodo napoleonico nel 1808, venne adattato a carcere dal 1832 al 1983. Con la perdita della sua funzione carceraria alla apertura del nuovo carcere di Sollicciano fuori città, il comune ha fatto i passi necessari per un intervento che riqualificasse l’intera struttura. Così, nel 1985 è stato bandito un concorso internazionale di idee per il recupero del complesso; dopo varie fasi di stallo, sono usciti gli orientamenti e i nomi dei progettisti per questa importante riconversione dell’area.
Le linee guida sono state date da uno dei più importanti nomi dell’architettura mondiale, l’architetto Renzo Piano, che ha definito questo complesso “una città murata nella città, che deve aprirsi a Santa Croce e a Firenze”; la sua idea di recupero ha considerato quindi il mantenimento delle antiche murature, sia interne che esterne.

Il progetto ha previsto un inquadramento urbanistico che ha coinvolto le ex-carceri di Santa Verdiana (edifici assegnati alla facoltà di architettura dell’università di Firenze, progetto di Roberto Maestro) e Santa Teresa, il mercato di Sant’Ambrogio con il parcheggio sotterraneo e la sistemazione della piazza.
I primi lotti dei lavori si sono già conclusi nel 2004; è stata aperta la piazza di Madonna delle Nevi, dal nome della cappella omonima che vi si affaccia, e che unisce via Ghibellina con via dell’Agnolo, con il suggestivo prospetto a canne tridimensionali che si affacciano sulla piazza (disegno degli architetti Melosi e Pittalis).  Questo era il cortile usato per l’ora d’aria dei carcerati e la struttura metallica sembra voler ricordare il passato ma con incredibile leggerezza, grazie anche alle aperture del cortile con le strade adiacenti. Le abitazioni residenziali pubbliche sono state realizzate nei piani alti degli edifici, per usufruire di una migliore illuminazione, dove si trovano interessanti scale sospese, passerelle ed allargamenti di balconi in acciaio e cristallo. L’intera superficie delle Murate è composta di 2700 metri quadrati e gli alloggi dovrebbero essere circa settanta, dei quali una parte è stata destinata a studenti fuori sede.

Nel complesso troverà sede anche il museo della Liberazione, una biblioteca, le associazioni della Resistenza e il Centro Studi; un cortile più piccolo, il “cortile del granaio”, opportunamente coperto a vetri, viene dedicato all’arte contemporanea come  sede espositiva per giovani artisti, denominato SUC, ovvero Spazi Urbani Contemporanei. Le altre funzioni riguardano le attività commerciali e artigianali,  un caffè letterario e botteghe creative trovano posto fra via dell’Agnolo e via Ghibellina, e  il distretto socio-sanitario con quattro cortili interni, che diverranno piazze-giardino e luoghi di aggregazione per uno dei quartieri popolari più caratteristici della città di Firenze.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Piazza Madonna delle nevi (particolare) (© 2011 Andrea Mancaniello)

- piazza Madonna delle Nevi
- piazza delle Murate
- alcuni dettagli del complesso delle Murate
© 2011 Andrea Mancaniello

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