Uffizi per non vedenti

di Marica Guccini // pubblicato il 07 Ottobre, 2011

L’arte è, ricordiamocelo, patrimonio di tutti. Grazie alle nuove tecnologie è divenuto oggi possibile realizzare opere visibili anche a chi non guarda con gli occhi, bensì con le mani.

Aggirandosi tra le stanze della Galleria degli Uffizi è d’obbligo una visita alla botticelliana Nascita di Venere, proprio accanto al dipinto è stata posta la traduzione dell’opera in rilievo realizzata in resina bianca.

Il bassorilievo prospettico per non vedenti e ipovedenti alto 60 cm e lungo 93, è stato realizzato  dagli  specialisti della Fondazione Città Italia, da anni impegnata nelle operazioni di salvataggio del nostro patrimonio culturale. I fondi necessari sono invece stati raccolti in occasione dell’asta benefica d’arte contemporanea A.A.A. L’arte di Amare l’Arte tenutasi presso la Sala delle Reali Poste il 22 settembre 2010, grazie ad una collaborazione con le istituzioni bolognesi del Museo tattile di pittura antica e moderna Anteros, e l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza.
Uffizi venere bassorilievo
L’opera non rimarrà un esempio isolato all’interno delle sale della Galleria fiorentina, e lo stesso sistema sperimentato con la Venere sarà utilizzato per riprodurre molti altri capolavori delle collezioni. 

Alcuni pannelli in braille, oggi in lavorazione, forniranno le informazioni utili sulle opere che saranno scelte per dare vita a un vero e proprio itinerario per non vedenti.
Infine alcune statue di eta' antica (sarcofagi, busti e ritratti), necessariamente di medie dimensioni, saranno offerti alla fruizione che avverrà indossando guanti appositamente realizzati, scongiurando così ogni possibile danno che il tatto potrebbe apportare  alle opere.

Il percorso per non vedenti sarà ufficialmente inaugurato il 3 dicembre in concomitanza con la Giornata  internazionale delle Persone con disabilità. Secondo il Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (Sezione provinciale di Firenze) Antonio Quatraro, l’avvio inaugurale di questo percorso tattile  curato da esperti del settore, rappresenta un importante passo verso la fruizione delle opere d’arte da parte dei non vedenti, oltre che una immensa apertura dei confini: “toccare una statua è come colloquiare fisicamente con il corpo estraneo.”
Del resto come si apprende proprio dalla tradizione portata avanti dal museo per non vedenti Anteros, il processo immaginativo che porta alla ricostruzione di un’opera prevede che si apra uno spazio, nella mente e nel sentimento, alla connessione di saperi tra la memoria sensoriale e la rappresentazione che si fa nella mente delle forme “visibili”.

La Soprintendente Cristina Acidini, nel presentare l’evento ci offre uno spunto sfizioso che vale la pena cogliere: “ho voluto percepire con le dita ciò che solitamente percepisco con gli occhi […] lo consiglierei a tutti, è un ingresso in più nell’opera, alternativo, diverso.”

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Uffizi, Bassorilievo con la Nascita di Venere

In copertina:
Bassorilievo con la Nascita di Venere, particolare

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