Uè Belloooooo…
di // pubblicato il 14 Febbraio, 2010
Martedì di lusso al Teatro Puccini di Firenze con i Gatti Mézzi, e occhio all’accento!
Il 9 sera, per chi ha avuto la fortuna di trovare un biglietto, quattro pisani doc han fatto salotto per il popolo fiorentino. Serata di slang ai limiti del comprensibile, a parlata libera frenata in tempo pe’ fassi intendè da’ foresti. Tutto fatto con passione pé la lingua e pé la musica sopraffina.

Francesco Bottai seduto al centro del palco ha il capello luccicoso di brillantina super strong, elegantissimo e distinto in completo bianco: gatto quieto, chitarra, voce e kazoo.
Anche Tommaso Novi è rimesso a modino, saltella sul panchetto con la camicia scura e la cravatta nova… pè ll’occasione, che al posto non la tiene e la tira e la gira, poi la arrotola e si toglie le scarpe: gatto inquieto, pianoforte, voce e fistio, di quello melodico da intenditori.
Gatto nero, Gatto bianco, contrabbasso e schioccatore.
Viaggiano bene i gatti, son contenti d’i lloro mestiere e son convinti che in Toscana queste cose si possano fare e parecchio bene. Dieci anni a scrivere sonetti in vernacolo pisano, poi nel 2005 cominciano a suonare e nel 2006 autoproducono ‘Anco alle puce ni viene la tosse’.
Si addentrano nel jazz e nello swing, seguono grandi orme divertendosi a raccontare Pisa e i suoi personaggi, le sue contraddizioni. Hanno immaginazione, tecnica perfetta, narrativa a fiumi e tanto personale, e se protestano lo fan con garbo e ironia. È così che ti ritrovi innamorato in un par d’ore.
La peggior cosa che possa capitare ad un gatto è essere sorpreso da un diluvio in un vicolo di notte o una piena del fiume in città.
Contro un tremendo cimurro poco possono i felini randagi.
L'immagine evocativa di due gatti infradiciati scorazzanti in un vicolo notturno alla ricerca di una lisca o di una compagna in calore è l'idea che ci ha affascinato per raccontare una Pisa borghese, globalizzata e tecnologica che si sta dimenticando dei propri vicoli bui e puzzolenti, dei suoni e dei rumori che li animano e dei loro abitanti secchi e spelacchiati che vivono fra un miagolio d'amore e uno di disperazione'
Tra il 2006 e il 2007 si aggiungono altri gatti, funziona così nei peggio vicoli, e la banda s’allarga: arrivano Matteo Consani, gatto batteria e Matteo Anelli gatto contrabbasso. Con loro arriva anche la seconda produzione “Amori e Fortòri”, progetto tecnicamente rifinito, ben pensato e ben eseguito.
E arrivano anche i riconoscimenti: nel 2007 il Premio Ciampi con “Tragedia dell’estate” e “La zuppa e’r caciucco”, poi Martelive nel 2008 e Barezzi Live nel 2009.
A febbraio 2009 esce “Struscioni” per l’etichetta Sam e comincia il Tour con più di 100 date, anche for di confine, che fanno il tutto esaurito.
Niente male per du’ pisani che dal vivo rendono alla grande, fan spettacolo e son preziosi che al naturale così sinceri non se ne trovano. Loro ci tengono al contatto con il mondo.
In registrazione però, va detto, perdono un pochino: se un son freschi si sente mancà qualcosa. Dunque vanno cercati, perché loro sono a giro e a trovalli un ci si pente…salvo ad esse’ lucchesi.