Tutti per uno

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 17 Giugno, 2011

22 marzo 2067, la voce sommessa di un’anziana signora introduce il racconto e ci trasporta indietro, lontano nel tempo ai ricordi della sua infanzia, nell’anno 2009, quando aveva solo dieci anni e viveva a Parigi.
Oggi può apparire incomprensibile, ma allora il governo del paese aveva introdotto discipline molto dure nei confronti degli immigrati clandestini. Senza alcun riguardo nemmeno per i bambini e in disprezzo ad ogni principio umanitario, intere famiglie venivano espulse e rimandate con la forza nei loro paesi d’origine.

Difficile capire una tale rigidità oggi che sono passati tanti anni, ma questo era il clima in cui viveva Milana, figlia di una famiglia cecena senza permesso di soggiorno. L’applicazione ferrea delle leggi faceva sparire bambini da scuola improvvisamente e il rimpatrio forzato dell’amico Youssef con i suoi genitori aveva messo in allarme tutto il gruppo dei compagni di classe che, temendo per la sorte della loro amica, misero in azione un piano per proteggerla dall’accanimento delle autorità.

Romain Goupil con il suo Tutti per uno affronta il tema dei sans-papiers facendo finta di parlare d’altro, sceglie il racconto di formazione di un gruppo di bambini alle prese con i primi turbamenti sentimentali per proporre una necessaria riflessione. L’ ambientazione nel futuro di prologo e finale sono un modo per dare al racconto il sapore struggente dei ricordi, ma soprattutto per prendere le distanze da un’indegna attualità.
Problematiche complesse come l’accoglienza ai migranti clandestini sono filtrate attraverso gli occhi dei bambini, che assistono agli eventi immersi nei loro giochi, un po’ come aveva fatto in letteratura Italo Calvino con Il sentiero dei nidi di ragno, raccontando la resistenza al nazifascismo con lo sguardo puro e innocente del piccolo Pin.
Un dibattito molto vivo nell’opinione pubblica francese è stato innescato da fatti drammatici degli ultimi anni. Un uomo a Joinville per sfuggire un controllo in metrò si è gettato nel fiume Marna annegando, un bambino a Amiens per nascondersi a un’irruzione in casa delle forze dell’ordine è fuggito col padre sul tetto ed è caduto finendo in coma, una giovane donna a La Villette al grido “polizia” è scappata da una finestra ed è precipitata morendo sul colpo.
Il regista, anche autore della sceneggiatura originale, si è chiesto: in quale stato d’angoscia devono vivere queste persone per avere reazioni così disperate? Un suo conoscente si è sentito chiedere dal proprio figlio di origini vietnamite quando anche lui avrebbe dovuto lasciare la Francia, così è nata l’idea di adottare un punto di vista ad altezza di bambino, con gli adulti lasciati spesso ai margini o addirittura fuori dall’inquadratura.
 
Valeria Bruni Tedeschi, sorella della premiere dame Carla, ha interpretato con sentita passione il personaggio di Cendrine, mamma dei piccoli Blaise e Alice, l’unico adulto che riesca davvero a capire paure e sentimenti dei bambini, ai poliziotti che la interrogano sulle azioni dei figli replica senza esitazione: “Se mi fate questa domanda significa che non siete in grado di comprendere la risposta!”.
Il film ha creato qualche imbarazzo all’Eliseo, comprensibile considerando che all’inizio del film l’anziana Milana rievoca il lontano 2009 dicendo: “Non ricordo chi fosse Presidente.” Una chiara provocazione per ricordare a certe figure politiche che usano la paura del diverso per guadagnare consenso che, per quanto possano essere abbagliate dallo splendore delle loro auguste figure, un giorno il mondo saprà benissimo fare a meno di loro. 

Tutti per uno è un ritratto fresco e delicato, con la poesia delle gocce di pioggia che scendono sui vetri e l’emozione di scoprirsi impreparati alla felicità, di quel momento spensierato dell’infanzia in cui si pensa di poter migliorare il mondo e che niente potrà dividerci dalle persone a cui si vuol bene. In fondo quando i piccoli protagonisti si troveranno con les mains en l’air sarà solo per arrendersi all’implacabile scorrere del tempo, all’inarrestabile crescita che chiudendo la porta dell’infanzia annuncia l’arrivo di una nuova stagione.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Les mains en l’air
  • Regia: Romain Goupil
  • Con: Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset, Jeremie Yousaf, Dramane Sarambounou, Hippolyte Girardot, Romain Goupil, Malika Doudaeva, Sissi Dupare, Hélène Babu, Florence Muller
  • Sceneggiatura: Romain Goupil
  • Fotografia: Irina Lubtchansky
  • Musica: Philippe Hersant
  • Montaggio: Laurence Briaud, Laure Meynet, Julie Deconde
  • Scenografia: Jean-Baptiste Poirot
  • Costumi: Julie Marteau, Sanda Charpentier, Aurélie Morille, Zdravka Tchakaloff
  • Produzione: Margaret Menegoz per Les Films Du Losange in collaborazione con France3 Cinéma e la partecipazione di France Télévision, Canal+ e Cinécinéma
  • Genere: Commedia
  • Origine: Francia, 2011
  • Durata: 90’ minuti

 

DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Claudio, Youssef, Alice, Milana, Blaise e Alì
- Milana nel 2067 e nel 2009
- La banda / Valeria Bruni tedeschi
  e Romain Goupil
- Altre immagini del film