Tutte le anime della mummia

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 21 Maggio, 2009

...un viaggio tra gli splendori dell’Antico Egitto

Più di cento oggetti provenienti dalle maggiori collezioni italiane e la parziale ricostruzione di una sepoltura faraonica, una delle più importanti della Valle dei Re, sono il fulcro della mostra “Tutte le anime della mummia. La vita oltre la morte ai tempi di Sety I”.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 20 Giugno 2009 al 6 Gennaio 2010 presso il Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme (Siena), mira a illustrare il rituale funerario egiziano nell’età ramesside. Consentirà di ammirare una parte dello straordinario contenuto sepolcrale del faraone Sety I, (Nuovo Regno: XIX dinastia, 1290-1279 a.C.), del quale sono presenti in mostra circa quaranta statuette, un rilievo e un corredo funerario dello stesso periodo.

Di particolare interesse e raffinatezza la serie degli “elementi incorporei”, che costituivano le anime di ciascun egiziano e che venivano custoditi con riguardo nella tomba affinché il defunto potesse conquistare la vita eterna. Si doveva infatti garantire l’immortalità degli “elementi” che componevano ogni umano: corpo, cuore, ombra, nome, Ka, Ba e Akh, e ad ognuno di questi la mostra dedica ampio spazio.

Nella prima sezione espositiva, dedicata a tutto quello che questo antico popolo valutava indispensabile per mantenere la vita anche dopo la morte, due vasi canopi in terracotta, uno etrusco e uno egiziano, considerati le ideali “case dell’anima”, introdurranno l’ospite alla visita.

Il primo tema trattato è la conservazione del corpo (Khat) del deceduto, come rivelano la mummia donata a Bologna da Papa Lambertini, il sarcofago della defunta Nebtaui e quattro vasi canopi caratterizzati da coperchi che raffigurano le teste dei figli di Horo, la testa umana di Amset, la testa di cinocefalo di Hapi, la testa canide di Duamutef e la testa di falco. L’elemento più importante del corpo, il cuore , rappresentava la culla dell’intelletto e della morale e per questo motivo veniva lasciato nel corpo del defunto durante l’imbalsamazione e veniva protetto da formule contenute nel Libro dei Morti, da amuleti, da scarabei e da pettorali, esposti in quantità. Il nome (Ren), che nasce insieme alla persona, la segue anche dopo la morte e proprio per questa ragione veniva inciso o dipinto sulle pareti della tomba, sui sarcofaghi, sui vasi canopi, sulle statue e statuette e sui corredi funerari. Un altro elemento di marcato interesse è il Ba, la personalità dell’individuo, rappresentata da un uccello con la testa umana, a volte con mani e braccia. Questa creatura spirituale, figurata sulla Stele della suonatrice di Amon Takhae, si libra in volo percorrendo sia la vita terrena che quella dell’al di là, così da soddisfare il desiderio dei morti di tornare alla luce. La forza vitale, il Ka, vive insieme al corpo dell’uomo ed è per lui indispensabile così come il sarcofago per la mummia, nel quale abitare per tutta la vita ultraterrena. La maggior parte degli oggetti del corredo funerario esposti sono proprio destinati al Ka; tra i tanti di rilievo la statua dei coniugi Merimaat e Nefertari, cibi e bevande nei propri contenitori e vari monili. Dopo la morte, quando raggiunge lo stato spirituale, l’uomo virtuoso si trasforma in Akh, così come descritto nei Sakhu egiziani, veri e propri testi funerari; se invece, ha condotto una vita terrena sbagliata, il defunto subirà una seconda morte, anticipata da grandi sofferenze. Questa prima sala espositiva si conclude col Libro dei Morti, testo funerario nato durante il periodo del Nuovo Regno e in uso fino all’Epoca Romana, le cui formule magiche, secondo gli Egiziani, erano dettate dal dio della scienza e della scrittura Thot. A tale proposito alcuni oggetti presentati riportano i capitoli più noti del Libro dei Morti: il 30B inciso sullo scarabeo del cuore, il 6 iscritto sul corpo delle statuette Ushabti, il capitolo 125 dedicato alla Psicostasia, vale a dire la pesatura del cuore e dell’anima, dipinto su un papiro.

Il viaggio prosegue con la seconda sezione della mostra che introduce il visitatore all’interno della tomba del faraone Sety I. Questa tomba, che porta il nome del suo scopritore Belzoni, è particolare per l’eccezionalità delle dimensioni, la complessità della pianta, la tecnica di costruzione utilizzata e la varietà delle scene raffigurate a basso-rilievo e dipinte con ricche scalature di colori sulle pareti interne. I dipinti, scoperti nel 1817 dal padovano Giovanni Battista Belzoni, furono prontamente riprodotti attraverso disegni, acquerelli e calchi in cera. Oggi sono custoditi presso il City Museum and Art Gallery di Bristol ma per questa occasione hanno potuto essere utilizzati ed hanno consentito la ricostruzione di due ambienti di sepoltura tipici; una camera a pilastri e l’adiacente stanza del sarcofago dove sono disposti numerosi reperti del Belzoni, statuette funerarie di vari materiali appartenenti ai musei di Bologna, Firenze e Città del Vaticano. Sarà affascinante per tutti gli appassionati di popoli antichi, chiudere gli occhi e provare a rivivere, con la propria immaginazione, il rito di questa sepoltura.

L’evento, a cura di Daniela Picchi, Conservatore della Collezione Egiziana nel museo Archeologico di Bologna, sarà arricchito da alcuni eventi collaterali organizzati sempre a Chianciano a partire dal 4 luglio.
Il primo appuntamento, a cura dello scenografo Mauro Tinti, sarà un approfondimento su “Giovan Battista Belzoni. Un Indiana Jones alla riscoperta della tomba di Sety I”. Domenica 9 luglio sarà la stessa Daniela Picchi ad esprimersi su “Sety I e dintorni. La collezione egiziana del Museo Civico Archeologico di Bologna” mentre sabato 1 agosto sarà la volta della Direttrice del museo egizio di Firenze, Maria Cristina Guidotti, con la relazione “Dalla Valle dei Re al Museo Egizio di Firenze: storie di viaggiatori, studiosi e archeologi”. Sempre la curatrice, il 22 Agosto, introdurrà “Ogni cosa buona, pura e ... cibi e delizie sulle sponde del Nilo”, seguita da un insolito buffet a base di birra e pietanze tipiche dell’età egiziana a cura di Claudio Cavallotti, esperto di cucina antica. Seguiranno altri eventi interessanti che termineranno il 17 Ottobre, quando il giornalista e scrittore Marco Zatterin interverrà sul tema “Il gigante del Nilo: Giovanni Battista Belzoni”. A questo particolare ed articolato evento non mancherà la partecipazione dei bambini, impegnati in un concorso grafico. Il disegno più creativo sarà premiato con un soggiorno a Bologna, insieme alla famiglia e con la visita alla collezione egiziana del Museo Civico Archeologico con una compagna d’eccezione, la curatrice della mostra.

Inoltre è in programma il prossimo Dicembre un convegno scientifico titolato “L’egitto in Età Ramesside”, con una ricca partecipazioni dei maggiori studiosi italiani di Egittologia.

 

Dettagli

Info: museoetrusco@libero.it
museo@comune.chianciano-terme.si.it

DIDASCALIE IMMEGINI

  • Ostrakon con ritratto di Sety I
    Nuovo Regno: XIX dinastia,
    regno di Sety I (1290-1279)
    Calcare, pittura rossa e carboncino nero
    Museo Egizio di Firenze,
    inv. 7618 43.
  • Ushabti di Sety I
    Nuovo Regno: XIX dinastia,
    regno di Sety I (1290-1279 a.C.)
    Legno
    Museo Civico Archeologico di Bologna,
    EG 2057 68.
  • Gruppo statuario a nome di Merimaat e Nefertari
    Nuovo Regno: fine XVIII-inizi XIX dinastia
    Calcare dipinto
    Museo Civico Archeologico di Bologna,
    EG 1813 98.
  • Ushabti a nome di Amenemhat
    Nuovo Regno: XIX-XX dinastia (1292-1190 a.C.)
    Arenaria con tracce di policromia
    Museo Civico Archeologico di Bologna,
    EG 2161 111.
  • Amuleto raffigurante il nodo di Isi tit
    Nuovo Regno: XVIII-XX dinastia (1539-1075 a.C.)
    Diaspro rosso
    Museo Civico Archeologico di Bologna,
    EG 1563

Mappa

Dove e quando

Tutte le anime della mummia. La vita oltre la morte ai tempi di Sety

  • Date : 20 Giugno, 2009 - 07 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Museo Civico Archeologico, Via Dante, Chianciano Terme (SI)

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