Trovarsi di fronte al sole
di // pubblicato il 21 Novembre, 2009
“Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento…”
(G. Ungaretti, Silenzio)
Salendo le scale dei ponteggi allestiti nella Sala di Marte, all’interno di Palazzo Pitti, nella Galleria Palatina, l’impressione è stata proprio questa: di trovarsi di fronte al sole.
I bravissimi restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure hanno ridonato all’opera di Pietro da Cortona, la luce ed i colori originari, tanto da renderla abbagliante.
Certo vedere gli stucchi e le pitture murali dal basso, scopo per il quale sono state create, darà sicuramente una visione d’insieme con prospettive completamente diverse rispetto a quella da vicino, e posso garantire un effetto emozionante.
Però che occasione e che meraviglia essere lassù!

Il progetto è nato nel 1997 con l’intento di restaurare i cinque soffitti delle altrettante Sale dei Pianeti.
Nel 1999 è stato terminato il restauro della Sala di Giove, nel 2004 quello della Sala di Saturno ed adesso, la Sala di Marte, che sarà riaperta al pubblico già dal prossimo dicembre.

Questa è la grande Firenze barocca, forse meno nota, ma non meno importante di quella medioevale e rinascimentale. Grande fu l’eco che da qui partì ed ebbe risonanza nelle principali residenze europee, come Versailles.
L’immensa quantità di capolavori raccolti nella Galleria Palatina è esposta proprio in quelle che erano le sale di rappresentanza dei Medici. Quadri di Raffaello, Giorgione, Tiziano, Andrea del Sarto, Rubens, Caravaggio e tanti altri, sono disseminati in sale dalle volte affrescate ed in particolare in quelle dei Pianeti, che sono il capolavoro del Barocco italiano e del suo principale autore, Pietro da Cortona, al secolo Pietro Berrettini (Cortona 1597 – Roma 1669).
Fu il Granduca Ferdinando II de’ Medici ad incaricarlo della grande opera dopo averlo “testato” con la decorazione della Sala della Stufa, dipinta nel 1637.
“Nelle intenzioni del Granduca vi erano infatti probabilmente già idee e fantasie di prospettive aeree e di sottinsù che nessun pittore fiorentino del momento era in grado di affrontare. Dopo aver realizzato le Quattro età dell’uomo alle pareti della Sala della Stufa, capolavoro che segna l’atto di nascita della grande decorazione murale barocca, Pietro da Cortona ottiene dai Medici l’incarico che darà alla sua carriera lo slancio definitivo, consacrandolo come il maggior pittore e decoratore del Seicento a Roma. Il complesso significato iconologico generale del ciclo può essere riassunto nei termini di un processo allegorico che attraversa le esperienze morali e politiche di un principe ideale, coadiuvato dalle divinità dell’Olimpo (che rappresentano anche i Pianeti tolemaici) e dal suo eroe e alter ego Ercole. Si parte quindi dall’adolescenza (sotto il segno di Venere), per passare alla giovinezza studiosa (Apollo), all’affermazione nell’arte del comando e della guerra (Marte) ed infine alla maturità nel segno del potere ormai assoluto (Giove). La conclusione è sotto il segno di Saturno, con il raggiungimento della saggezza che conduce il Principe all’eternità della Fama” Stefano Casciu Vicedirettore della Galleria Palatina.

L’opera di Pietro da Cortona è indubbiamente un capolavoro di splendida fattura, pieno di luce, ori e colori, dove le mani esperte dei restauratori dell’Opificio hanno fatto un lavoro perfetto, artigianale, ma non solo. Hanno tolto la polvere, i fumi, dove possibile hanno ripristinato l’originalità alle modifiche che erano state fatte nel corso degli anni. Hanno riparato e aggiunto le lamine d’oro dove si staccavano, consolidato gli stucchi, ecc, il tutto con tecniche sempre diverse a seconda dei vari casi. Un lavoro enorme.

La figura del restauratore non è più quella di colui che lavora solamente grazie alla propria passione, esperienza e capacità. Tutto questo è coadiuvato da una scuola tra le più prestigiose e dalle più moderne tecnologie, accompagnate da una ricerca costante. L’attività dell’Opificio si delinea in tre settori principali, che sono quello della “conservazione” dotato di undici settori specialistici di restauro e di 60 restauratori; il settore della “ricerca” spesso svolta anche tramite collaborazioni e consulenze sia nazionali che internazionali, e quello della “didattica” con la Scuola di Alta Formazione.
In queste abilissime mani il progetto di restauro della Sala dei Pianeti continua con le Sale di Venere e Apollo.
Sempre che si trovino i fondi!