Tridimensionalità e silenzio: i Tetraktys a Musicascolto
di // pubblicato il 23 Dicembre, 2011
Andres Segovia diceva che la chitarra è lo strumento più facile da suonare male: non è questo il caso. Ascoltando (per chi scrive riascoltando) Tetraktys in occasione del primo appuntamento (20 dicembre 2011) della prima stagione concertistica Musicascolto, organizzata dall’Associazione Culturale LAB PSL e da Il Moro Jazz a Carlentini (SR), si ha modo di scoprire il variegato universo sonoro di questo strumento. Il quartetto di chitarre elettriche - che il catanese Paolo Sorge ha realizzato con i conterranei Fabrizio Licciardello ed Enrico Cassia e con il calabrese Giancarlo Mazzù - mostra infatti la totale maturità artistica di questi musicisti, di certo non neofiti del genere.
Nel totale silenzio di un ambiente intimo i suoni arrivano da lontano, dapprima acustici, crescendo e gonfiandosi sempre più nel loro timbro elaborato dall’elettronica che crea suggestioni di moderata psichedelìa, di acquatica fantascienza. Il concerto si snoda poi lungo complessi e ossessivi incastri poliritmici che - grazie all’uso dei loop elettronici - rimbalzano nella loro circolarità che a tratti si fa tribale, occhieggiando al minimalismo. La scrittura si mescola all’improvvisazione: i temi (Spring Changes, Slonimsky’s Domino di Paolo Sorge e Chiovi di Enrico Cassia) sono collegati fra loro da lunghi episodi totalmente improvvisati, caratterizzati da rapidi cambi di direzione che mantengono sempre alta l’attenzione del pubblico continuamente stupito; durante questi momenti temi di grande semplicità e cantabilità si ergono su accompagnamenti che creano l’illusione della stabilità ritmica e armonica.
I vari timbri che i quattro strumenti producono si amalgamano fra loro pur mantenendo distinte le individualità dei musicisti, di modo che ogni artista arricchisca con la propria esperienza e con il proprio linguaggio il sound collettivo. Il frequente ricorso ad un “eco” di contrappunto, il maturo interplay fra i quattro chitarristi e la consapevole conoscenza della Storia che li ha preceduti creano la suggestione di una musica cameristica contemporanea, filtrata dall’elettronica che deforma i suoni come una “camera degli specchi” da Luna Park.
D’obbligo il bis: due sezioni di una suite regalata al quartetto dal compositore inglese Fred Frith, esponente della scena dell’improvvisazione radicale e del rock post-progressivo. Nel giusto spazio di un’ora e venti - che passa lasciando soddisfatti ma non annoiati - i Tetraktys creano una sorta di tridimensionalità sonora che avvolge l’ascoltatore conducendolo in un universo elettrico fatto di forme circolari.
“Or mentre i canti alterno or lieti or mesti, / non si mova augellin fra queste piante, / né s’oda in queste rive onda sonante, / ed ogni auretta in suo cammin s’arresti”. Così la Musica invitava al silenzio nel libretto dell’Orfeo di Alessandro Striggio in un’epoca in cui nessuno immaginava ancora sale teatrali buie e attente, che furono poi una realtà tutta wagneriana.
Oggi, quando tale consuetudine dovrebbe essere ormai assodata, i musicisti si trovano ancora a dover sgomitare per far sentire la propria voce soffocata dal rumore di piatti e stoviglie. La prima stagione concertistica Musicascolto nasce proprio per concedere uno spazio in cui il musicista non sia disturbato dal chiacchiericcio del pubblico e - viceversa - in cui gli artisti possano donare piacere agli avventori e non essere una condanna, un ostacolo alla conversazione; uno spazio in cui la musica possa distendersi, gonfiarsi e dilatarsi liberamente in un’area affrancata dal chiasso; uno spazio in cui si possa udire sino al più discreto soffio.
La rassegna andrà avanti fino al 3 Aprile 2012 presentando in sette concerti il meglio del jazz siciliano e non solo. Il filo rosso che lega tutti gli appuntamenti è il desiderio di andare oltre, di sperimentare, di produrre qualcosa di originale. Tutti gli artisti coinvolti nell’iniziativa mescolano alla propria esperienza nel mondo del jazz la profonda conoscenza delle manifestazioni della musica contemporanea di stampo “eurocolto”, sia quella ormai storicizzata sia quella più recente, creando qualcosa di nuovo e interessante. La funzione che la Musica ha all’interno di questi sette concerti non è di ameno intrattenimento, la Musica è protagonista assoluta di quello che si propone quasi come un rito del quale gli artisti sono i sacerdoti.