Tredicenne Dannazione

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 20 Settembre, 2012

 Chuck Palahniuk, DannazioneL'ultima fatica letteraria di Chuck Palahniuk, che i più conoscono come autore di Fight Club, è intitolata Dannazione edita in Italia da Mondadori. Madison Spencer è la protagonista di un viaggio ultraterreno in un inferno instancabilmente pop. Tra i mille diversi episodi ed i dannati personaggi non mancano riflessioni acute e rappresentazioni riuscite dei limiti di un'umanità stanca, ingiusta ed egoista. I vivi sono il bersaglio preferito delle invettive di Maddy: la loro egocentrica visione della vita è irrisa da una tredicenne che non ha potuto svilupparne una propria. Maddy lotta in tutti i modi per costruirsene una nuova ed eterna, restando immancabilmente attaccata alla speranza e cercando d'accompagnare nell'aldilà, nel modo più indolore e sincero possibile, chi resterà ancora per poco tra i vivi.

L'affascinante inferno diventa terreno di scoperte ed amicizie, un luogo dell'analisi interiore ricco della materialità figlia d'una fantasia disarmante. Tra call center, demoni mostruosi e morti d'ogni forma ed età, Maddy riuscirà a comprendere l'infida legge e la vera condanna di quel luogo, immondo perché frutto dell'incuria eterna. L'ossessione dell'affermazione di sé genera la formazione di un'identità che neanche l'eternità basta a cancellare: “E' vero, la morte del corpo è la parte più semplice. Poi devono morire i ricordi. E l'ego. L'orgoglio e la vergogna e l'ambizione e la speranza, tutte quelle stronzate dell'identità possono metterci secoli a scomparire”.

Con la sua ironia ed irriverenza Palahniuk non rinuncia ad un suo tratto caratteristico la critica alla società moderna prendendone alcune peculiarità e riducendole in microscopiche infinitezze, in un mix pulp, pop e splatter. La pennellata dello scrittore si reinventa destrutturando un'altra mania della società di fine secolo: l'ossessione difficile da definire, la deriva di una filosofia di vita estrema ed intrinsecamente contraddittoria. Palahniuk critica quell'atteggiamento pseudo ambientalistico incondizionatamente democratico che si contraddice costantemente: per arrivare all'obbiettivo ideologicamente prefigurato e ritenuto giusto, vengono compiute una serie di azioni distruttive che sormontano il piccolo buon effetto finale. Ed ecco i campioni di queste prerogative, i genitori di Maddy, che adattano costantemente bambini per poi mandarli via dopo 6 mesi: promotori di diete e regimi salutari si distruggono il corpo con botox e farmaci e per finire costruiscono case con materiali di riciclo ma per spostarsi da una proprietà all'altra consumano tonnellate di combustibili fossili col loro jet privato.

Il romanzo è scandito da elementi strutturali e stilistici che si ripresentano costantemente: le storpiature di cognomi noti in sostantivi dispregiativi, le invocazioni a Satana di Maddy che precedono ogni capitolo, frasi e formule di Maddy sulla sua età e sulla sua padronanza di linguaggio. Questi come molti altri elementi ricorrono notevolmente nel testo. Tuttavia, anche se concorrono nell'assegnare  una sorta d'impronta e peculiarità stilistica al romanzo, questi elementi risultano, nell'economia finale del testo, troppo ridondanti e stancanti.

Ma come sempre Palahniuk stupisce continuamente con colpi di scena e sagacia postmoderna: l'inaspettato è sempre presente. Un marchio di fabbrica che si ripresenta infallibile, ma lo stile questa volta è più appesantito e ridondante. La pecca è forse la mancata profondità del racconto, non di temi e problematiche, ma del decoro, dell'immensa possibilità descrittiva che l'inferno fornisce. Un esempio tale è ben evidenziato dall'ascesa al potere di Maddy: se il primo scontro con Hitler è affrontato con più decisi particolari, i successivi duelli sono quasi solamente elencati. Tutto ciò è motivato dalla forza dell'azione, dalla sua maggiore importanza rispetto alla descrizione. E' vero, quest'ultima è una delle caratteristiche stilistiche dell'autore, ma in Dannazione, proprio in quanto ennesima creazione artistica che rimane nel solco delle precedenti, la forza dell'azione rischia a tratti d'apparire come superficialità narrativa. Un salto verso il capolavoro per Palaniuk potrebbe coincidere col connubio tra la sua caratteristica instancabile ed irriverente narrazione ed un maggiore respiro espressivo del corollario all'azione.

 

 

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In copertina:
Chuck Palahniuk, Dannazione

Chuck Palahniuk
Dannazione
Pagg. 252
Mondadori