Tre fervidi patrioti sconfitti

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 03 Maggio, 2012

Il maestro  il Terrorista il TerroneNel 2011 Laterza pubblica Il Maestro, il Terrorista, il Terrone un'opera ibrida, tra romanzo, biografia e diario personale. L'autore è Giancarlo De Cataldo che ritorna sul tema del risorgimento per la seconda volta.

L'opera in questione tratta delle vite di tre patrioti. Stiamo parlando di Giuseppe Mazzini, da tutti chiamato maestro, di Felice Orsini, autore del fallito attentato a Napoleone III e Carlo Pisacane, terrone perché napoletano e morto invano nel tentativo si sollevare il suo Sud. Sono tre patrioti che non riescono a vedere i loro sogni realizzati: Orsini e Pisacane moriranno per la causa e Mazzini dovrà arrendersi ad un'Italia unita ma monarchica. De Cataldo ne descrive le azioni, i furori ed i pensieri dipingendo un Risorgimento attraverso la lente della propria passione ma sostenendola su studi ed analisi storiche ben documentate e mature.

Il primo capitolo è dedicato al maestro. La descrizione che ne viene fatta è senz'altro entusiasta ma non è un apologo. Mazzini è innanzitutto una grande mente. Costui è fermamente convinto dei sui ideali, inamovibilmente dedito alla causa con tutti i mezzi possibili. Il suo lavoro è instancabile: anche dopo la raggiunta unità non si arrenderà e spronerà ancora per conquistare i territori in mano straniera. Ma l'assenza d'una soluzione di continuità nei sui lavori è rappresentata dalla scrittura continua, da un lavoro intellettuale immenso. Accanto all'apparato intellettuale che animerà migliaia di giovani, si delinea uno sfrenato desiderio d'azione che si traduce nella continua cospirazione ma non nell'intervento fisico diretto. Emergono due poli contrapposti: l'instancabile forza della mente di fronte ad una debolezza fisica che non riesce a sostenere il desiderio d'azione. Degna di nota è la riflessione decostruttiva che De Cataldo compie sulla leggenda nera di Mazzini, che inserisce il maestro nella teoria del complottismo mondiale. L'autore è chiaramente contro queste castronerie.

Orsini è l'unico vero terrorista del Risorgimento. Caratterizzato da una personalità violenta, instabile, egli fu uomo d'azione ma anche un grande comunicatore che seppe costruirsi da solo la propria fama e reputazione. Ne da un buon esempio l'autore descrivendo le varie modifiche che Orsini apportò alle sue Memorie. Orsini viene indicato come un eroe minore, periferico tanto da trovare riconoscimento solo in nomi di piazze e vie di piccoli comuni. Ma l'autore pone una domanda interessante. Questo terrorista, ebbe influenza nel processo di unificazione? De Cataldo spinge i fatti storici verso una legittima domanda: può la paura generata dall'atto terroristico aver influenzato le scelte di Napoleone III (L'imperatore francese si sarebbe schierato di lì a poco con l'Italia per provocare l'Austria)? Da questo presupposto sarebbe legittimo pensare che quell'atto terroristico fu realmente utile. Ma l'intento dell'autore non sembra tanto quello di legittimare o meno il terrorismo ma più che altro di porre l'attenzione del lettore sulla partecipazione e sull'effetto che Orsini ebbe nel Risorgimento. Potremmo quindi affermare che quell'atto costituì uno dei tanti fattori, una concausa degli eventi successivi. Ma il merito di Orsini, il vero motivo per il quale può essere posto tra i grandi eroi risiede più nella sua capacità d'accrescere la sua immagine, e quindi la causa italiana, che nell'esito fallimentare dei suoi atti violenti.

Il terzo capitolo si apre più degli altri alla vita personale dell'autore, agli aneddoti della sua infanzia, al suo rapporto col padre. Successivamente compare Pisacane, eroe passionalissimo, forse troppo confusionario che accecato dal fervente amore per la causa si lancia ad occhi chiusi nel “piano”, nel sogno della ribellione, del Sud guida dell'unità d'Italia. Quello che realizza De Cataldo è un dipinto che emerge dai suoi sentimenti, dalle sue origini meridionali comuni a quelle del patriota. E proprio per queste ragioni nasce l'amore ed il fascino per Pisacane tanto quanto dal rammarico per un Sud che all'epoca era incapace di potersi sollevare con la rivolta popolare.

De Cataldo attua un efficace e maturo ritratto del Risorgimento, senza esaltazioni patriottiche. I giudizi e le riflessioni, a volte molto personali, sono sempre fondate sui fatti. Quest'opera rappresenta la morte di un grande sogno e la forza viva della sua fervida passione.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Il Maestro il Terrorista il Terrone

Giancarlo De Cataldo 
Il Maestro, il Terrorista, il Terrone
pagg. 133
Editore Laterza 

 
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