Trasparenze. L’arte per le energie rinnovabili
di // pubblicato il 28 Luglio, 2010
La mostra Trasparenze. L’arte per le energie rinnovabili, promossa dal Comune di Roma e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali che sarà ospitata al MACRO Testaccio di Roma fino al 22 Agosto 2010, propone, attraverso l’energia dell’arte, spunti di riflessione sul tema delle energie rinnovabili con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori del settore. La manifestazione artistica e culturale è ideata, organizzata e promossa dall'Associazione Fabula in Art, fondata da Alberto Michelini, Alessia Montani, Bianca Alfonsi, Elisabetta di Mambro e Giorgia Simoncelli. L’Associazione Fabula in Art già prevede per il prossimo anno un prolungamento della manifestazione che vedrà artisti ed imprese lavorare in comunione su nuovi progetti artistici e tecnologici nel campo delle energie rinnovabili. In questa ottica fondamentale si concretizzerà l’adesione delle industrie al progetto, al fine di attivare una proficua collaborazione con gli artisti nella volontà di proporre l’arte contemporanea come forza di cambiamento e per maturare riflessioni e nuovi progetti interessanti sul tema delle energie rinnovabili.
La mostra sarà poi accolta dal MADRE, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli dal 15 Settembre all’11 Ottobre 2010. Il dialogo tra i due musei suggerisce un messaggio fondamentale di una propensione alla collaborazione tra le maggiori istituzioni museali italiane.

Trasparenze è una mostra fatta di opere di artisti italiani e internazionali che riflettono, attraverso l’energia dell’arte che è la vera energia rinnovabile che non si esaurisce perché rigenera permanentemente se stessa, su una tematica fondamentale del mondo contemporaneo e si propongono come importante strumento di comunicazione, capace di offrire nuovi punti di vista sul tema delle energie rinnovabili. Trentacinque artisti espongono opere appositamente create per gli spazi espositivi del MACRO Testaccio: Georges Ade’agbo, Ackroyd & Harvey, Jota Castro, Alberto Garutti, Christiane Löhr, Liliana Moro, Yoko Ono, Taro Shinoda e Nari Ward. A questi si aggiungono le opere di El Anatsui, Mario Ceroli, Tony Cragg, Olafur Eliasson, Shay Frish, Carlos Garaicoa, Wolfgang Laib, Luigi Ontani, Lucy + Jorge Orta, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Rirkrit Tiravanija, Vito Acconci, Massimo Bartolini, Sarah Ciraci’, Sandro Chia, Bruna Esposito, Flavio Favelli, Sidival Fila, Stefano Nicolini, Chicco Margaroli, Cesare Pietroiusti, Lorenzo Giusti e Cecilia Guida, Cloti Ricciardi, Marco Giuseppe Schifano, Gian Paolo Striano e Pascale Marthine Tayou. L'obiettivo è far capire quanto sono importanti le energie alternative per la tutela del futuro del pianeta.
S’incomincia già all’esterno con la grande scritta circolare “Iamaman” Nari Ward, presa di coscienza sui diritti civili e con la scritta dello Studio Acconci con “Help”.

Proseguendo con l’opera tattile di Ackoyd&Harvey che propongono “Shroud”, un manto erboso appoggiato su una struttura in legno a forma di capanna come a voler mostrare qualcosa che forse si sta perdendo, il contatto con la terra.

Materiali e oggetti quotidiani che si reggono in equilibrio in un ambiente bianco e nero quelli di Yoko Ono per “Balance Piece”, ma anche calzini, stoffe, vetri e candele per le opere di artisti come El Anatsui, Tony Cragg con il suo bellissimo murales “Riot” fatto con scarti di materiali e oggetti più disparati, Shay Frish Peri, Michelangelo Pistoletto con “Love Difference” di tavoli e sedie, Pascale Marthine Tayou, Rirkrit Tirvnija. Insomma materiali confusi e banali a dimostrazione che anche da essi può nascere una forma di energia rinnovabile, quella dell’arte.

Il vento è invece protagonista nelle opere di Stefano Nicolini (con l’idea bellissima di milioni di farfalle il cui battito d’ali genera energia) e nella fotografia delle pale eoliche di Mario Giuseppe Schifano; mentre troviamo il tema della luce in Bruna Esposito, Olafur Eliasson, Flavio Favelli, Wolfang Laib e Chicco Margaroli che espone, al secondo piano del MACRO, veri cuori di vitello che dopo essere stati sottoposti ad un processo di essiccazione, sono stati aperti per innescare al loro interno delle piccole luci da accendere con un generatore d’energia manuale.

Acqua per Lucy e Joerge Orta, Alberto Garutti, materia pura per Sandro Chia, Christiane Löhr, Cloti Ricciardi, infine, per Mimmo Paladino con “El Quixote” un documentario girato nel 2007 e ispirato al Don Quichotte di Cervantes. Trasparenze si conclude al secondo piano del Macro con l’allestimento di Georges Adéagbo “La visibilité parlant de la transparence et l’invisibilité parlant de la non-transparence…! (2010), un vero e proprio percorso di immagini e connessioni significative costruite con ritagli di giornali, oggetti trovati, libri e stoffe.
Robert Rauschenberg realizza la sua Ca’ Pesaro (Venetian) con un’asse di legno a fasce intrecciate come quello delle casse da imballo, una corda in tensione, due cuscini: sono questi gli elementi che costituiscono.

E’ sicuramente una collettiva che punta il dito su una tra le tematiche più urgenti del mondo contemporaneo: la salvaguardia dell'ambiente. L'arte, da sempre considerata non necessaria e fonte di piacere e intrattenimento, si dimostra in questa occasione autrice di gesti concreti ed efficaci.
Sulla scia del tema della mostra, il 19 Luglio 2010 sempre al MACRO Futere di Testaccio si è riunita la tavola rotonda “L’arte per le energie rinnovabili”, dibattito sulla sinergia tra arte e ambiente, arte ed energie rinnovabili, arte ed ecosistema, arte e aspetti giuridici delle nuove energie alternative e sostenibili. Tra i partecipanti al dibattito, coordinato da Cristina Tagliabue del Sole 24 Ore, oltre a Michelangelo Pistoletto, l’Assessore alla Cultura Umberto Croppi, il Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli, il Direttore del MACRO Luca Massimo Barbero, la curatrice della mostra Laura Cherubini con Sergio Billwiller, il sociologo Paolo De Nardis e l’avvocato Alessia Montani.
L’incontro è stato anche un’importante occasione per mettere a confronto i diversi protagonisti di una realtà ormai strategica che coinvolge, oltre agli artisti, le imprese, le istituzioni e gli utenti.