Traduzione, citazione, contaminazione “Rendering”
di // pubblicato il 03 Giugno, 2010
I capolavori lasciati in eredità dai maestri sono a loro volta creatori di finzioni, fanno nascere aspirazioni e commenti... Ogni secolo si affaccia su di essi come in uno specchio e tenta di sorprendere al suo interno la propria immagine.
(Henri Focillon)
Si apre una nuova riflessione sulle forme di relazione stabilite tra i vari linguaggi dell'arte visiva nell'epoca moderna.
Palazzo Poli a Roma, in occasione delle celebrazioni per il 35esimo anniversario dalla fondazione dell'Istituto Nazionale per la Grafica, offre una panoramica su quelle che sono state le trasformazioni avvenute nel rapporto tra grafica, pittura e scultura nei vari anni.
Perché “Rendering”? Questo termine è stato preso in prestito da Luciano Berio che intitolava così, nel 1989, la sua rielaborazione di alcuni frammenti sinfonici di Franz Schubert.
Gli esempi di “rendering” realizzati con la stampa, la fotografia e il video si succedono nelle tre sale con un criterio cronologico di massima cui in taluni casi viene preferito l'accostamento diacronico per favorire altro tipo di associazioni e sottolineare come il tuffo nel passato di ogni artista permette di entrare in una dimensione atemporale.
Dopo alcuni riferimenti al '500 e '600 ci si concentra su una selezione di autori moderni e contemporanei, fino a quando nel '700 si iniziò a definire incisori “traduttori” coloro che riproducevano un'opera essenzialmente a scopo divulgativo dando una consapevole interpretazione, pur sempre nella ricerca di massima fedeltà all'originale e giungendo infine all'epoca in cui l'artista sceglie di rielaborare un'opera altrui partendo da un lavoro preesistente per elaborarne un altro muovendosi liberamente, citando dettagli o appropriandosi di un'opera nella sua interezza e nell'intenzione di fare una cosa nuova.
L'Istituto Nazionale per la Grafica, che ha organizzato questo evento, è costituito dalla fusione tra due antichi istituti romani che da secoli rappresentano un punto di riferimento fondamentale per lo studio di stampe e disegni con una collezione di opere che vanno dal XV al XX secolo, il Gabinetto Stampe e la Calcografia.
Si è così creato un patrimonio di opere a carattere distintivo rispetto alle collezioni internazionali di grafica e alle calcografie pubbliche che è dato proprio dalla presenza del più vasto patrimonio di matrici calcografiche insieme con stampe, disegni e fotografie, l'unicità consiste proprio nella possibilità di accedere direttamente alla consultazione contemporanea di opere e documenti interrelati tra di loro, per facilitare uno studio analitico e una ricostruzione corretta della storia della grafica.