Tra tradizione e cultura: Festa del pane ad Altopascio
di // pubblicato il 07 Maggio, 2010
Ai nastri di partenza la sesta edizione della Festa del pane di Altopascio in programma per domani, sabato 8, e domenica 9 maggio nelle piazze del centro storico, con ingresso libero.
Una decina i panificatori in piazza Garibaldi dalle 15 alle 20 del sabato e dalle 11 alle 20 della domenica (nel giorno festivo animazione per ragazzi e merenda) per l’esposizione e la vendita del prodotto tipico della cittadina del Tau.
Il Tau era il grande ospedale dove venivano accolti e curati i pellegrini che nel Medioevo percorrevano la Via Francigena, l’Autosole medievale, ideale ponte che ha messo in comunicazione sotto il profilo commerciale e religioso interi popoli.
Obiettivo della manifestazione è la promozione del simbolo di Altopascio, il pane, un prodotto legato alla storia di questo borgo della lucchesia.
È proprio grazie a questo particolare prodotto (crosta croccante, profumata e dorata con la mollica chiara e pastosa necessariamente con poco sale) che la panificazione costituisce ancora oggi uno dei settori più importanti dell’economia locale.

I panificatori in attività sono circa una decina che si occupano, non solo della produzione interna, ma anche della distribuzione extra-territoriale come in Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Finlandia, e addirittura Nuova Zelanda e Australia per un fatturato di circa 35 milioni di Euro all’anno.
Il segreto del successo rimane pur sempre un segreto, si dice però che la sua eccellente qualità la si deve soprattutto al tipo di acqua, piuttosto dura, e la lievitazione anche se i panificatori tengono a sottolineare che il merito è soprattutto delle loro abilità professionali.

Protagonista di queste due giornate non sarà però solo il pane, infatti, in piazza Ricasoli, si darà spazio anche allo stand dell’associazione “Strade del vino e dell’olio”, con possibili degustazioni guidate del nettare di Bacco, ma anche assaggi di salumi e formaggi.
Il 9 saranno coinvolte altre due agorà del centro: in piazza Vittorio Emanuele si troverà il secondo raduno di lambrette d’epoca mentre in piazza Tripoli, dalle 9 e fino a sera (con la sola interruzione per il pranzo) raduno di auto d’epoca, alcune delle quali raggiungeranno anche Montecarlo. Non mancheranno la Band itinerante, musei aperti, tra cui l’Esposizione Archeologica dell’Antico Ospedale della Via Francigena (rientra nelle 26 strutture museali segnalate dalla Regione Toscana nel progetto “Taccuino della via Francigena”) mentre sempre nello “spedale” si potrà ammirare la mostra di pittura della pittrice lucchese Cinzia Coronese.
Un mercatino dell’antiquariato (come ogni seconda domenica del mese) completerà la manifestazione che ormai si è ritagliata una data fissa nel calendario degli eventi locali.
Un po’ di storia
Altopascio deve la sua rinomanza alla grossa battaglia del 1325, in cui i Fiorentini furono sconfitti da Castruccio Castracani; e più ancora allo Spedale o Magione di Ss.Iacopo, Egidio, Cristoforo, che diede origne al borgo e fu la culla dei frati o cavalieri di Altopascio.
Come accennato prima, lo Spedale nacque con lo scopo di soccorrere ed ospitare i viandanti e i pellegrini che, per la via Romea o Francisca, di lì passavano numerosi e correvano il rischio di smarrimento o di rapina, in un paese allora tutto paldui e selve, estese poi la propria azione ad ogni forma di assistenza caritatevole.
L’Ordine, ricchissimo per il suo tempo , provvisto di molti privilegi papali e imperiali, ebbe momenti di grande floridezza. Contò dipendenze e magioni numerosissime, e non solo in Italia.
Alla fine del ‘300 iniziò tuttavia la decadenza e nel 1459 fu soppresso da Pio II. Rimase solo la casa di Altopascio, i cui beni vennero dati in commenda rimasta quasi sempre ai Capponi di Firenze.
Dopo la morte di Ugolino Grifoni, ultimo commendatario, il patrimonio dell’Altopascio fu unito da Cosimo I a quello del nuovo ordine di S.Stefano.
I frati erano ecclesiastici e facevano voti di povertà, castità ed obbedienza. Vestivano una tonaca scura ed un mantello con cappuccio di uguale colore. Segno caratteristico sulle vesti, un τ di colore bianco nel quale alcuni hanno voluto riconoscere un martello o un succhiello, indizio della loro attività nel costruire e restaurare ponti per il transito dei pellegrini. Ma esso è sicuramente il simbolo della croce o croce taumata.
Dell’Antico Spedale, in Altopascio rimane la massiccia torre campanaria, nella quale si conserva “la smarrita” (campana che si suonava all’imbrunire come richiamo ai viandanti che si fossero smarriti nei boschi delle cosiddette Cerbaie), che porta la data del 1327 e , della chiesa di San Jacopo Maggiore del 1065 (?), la facciata del transetto nord-ovest, con le figure di Dio Padre e dei Santi Pietro e Iacopo.