Tra mito e realtà: arte e cultura dal Paese del Sol levante
di // pubblicato il 08 Novembre, 2010
Quattro mostre e numerosi eventi compongono un percorso che coinvolge gli spazi espositivi della città di Lugano fino a Febbraio 2011. La città presenta il Giappone, dalle origini dell’arte e dalle antiche tradizioni fino alle forme artistiche più contemporanee, inclusi i grandi interpreti della fotografia. Così il nuovo centro culturale LAC (Lugano Arti Contemporanee) inaugura la sua stagione espositiva, con l’intento di promuovere iniziative che non nasceranno isolate, o addirittura in conflitto tra loro, ma prevedranno ogni volta integrazioni delle diverse attività, in nome di una cultura moderna, pervasiva, capace di lasciare un segno nel tessuto della città, uno spirito unitario, che prosegue il suo cammino dopo la fondamentale tappa dello scorso 31 maggio, quando fu firmato l’accordo di collaborazione tra il Museo Cantonale d’Arte e il Museo d’Arte, proprio in vista di un progetto culturale condiviso.

Nippon – Tra mito e realtà: arte e cultura dal Paese del Sol levante, è la prima importante iniziativa, una rassegna espositiva che documenta secoli di cultura artistica e sociale, abbracciando tanto la tradizione quanto la stretta contemporaneità, per mettere a fuoco gli elementi ricorrenti nell’evoluzione della straordinaria civiltà giapponese. Il percorso riunisce sotto il segno del Sol Levante l’intera città, con l’utilizzo delle diverse sedi espositive, legate fra di loro dal progetto comune del LAC. A partire da Villa Malpensata, Nippon si dispiega infatti lungo il lago verso il Museo Cantonale d’Arte, Villa Ciani con il suo parco, il Palazzo dei Congressi e Il Ciani, per concludersi al Museo delle Culture. Attraversando la città il visitatore di Nippon scopre la ricchezza e la densità dei luoghi che Lugano dedica alla promozione della cultura. Sono previste inoltre, iniziative collaterali che tramuteranno per qualche tempo i luoghi principali della città, trasformandola in qualche occasione in una piccola Tokyo sul lago e non mancheranno manifestazioni, incontri e spettacoli teatrali come ulteriori approfondimenti, volti a favorire l’incontro del pubblico con la cultura tradizionale giapponese attraverso molte sue affascinanti forme d’espressione.

L’ideale punto di partenza da cui iniziare l’itinerario della grande manifestazione Nippon, sono le due mostre dedicate alla storia iconografica del Giappone dalle sue origini nel XIX secolo, fino alla contemporaneità: Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910, in programma a Villa Ciani, e Araki Love and Death al Museo d'Arte di Villa Malpensata.
La prima mostra è curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta Giunti Arte mostre musei con il Museo delle Culture di Lugano. L’esposizione propone quasi 200 fotografie (prevalentemente stampe all’albumina, acquerellate a mano) dei maggiori fotografi della seconda metà dell'Ottocento, provenienti da una collezione privata costituita da un appassionato cultore d’arte italiano, considerata la più grande raccolta del genere esistente al mondo, superiore anche a quella conservata all'Università di Nagasaki. Il percorso espositivo è organizzato per sezioni e indaga sulla rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe, l’immagine della donna colta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere.
L’esposizione è completata dalla presenza di una cinquantina di opere d’arte e di raffinati oggetti di cultura materiale provenienti da prestigiose collezioni private, fra questi: una magnifica armatura di Samurai del XV secolo, alcune preziose sculture di carattere religioso, una raffinatissima selezione di abiti maschili e femminili e una scelta di sedici straordinarie maschere del teatro Nō.

La seconda mostra, Araki Love and Death, curata da Fuyumi Namioka presenta
alcuni capolavori di uno dei più importanti artisti della storia della fotografia: Nobuyoshi Araki. Le immagini conducono il visitatore a immergersi nelle diverse tematiche della cultura e dell’arte del Giappone, proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando con le immagini e le espressioni della sua creatività il gusto dell’intero Occidente.
La fotografia di Nobuyoshi Araki esprime e riattualizza molti dei temi che più strettamente si legano alla cultura giapponese. L’esposizione documenta l’opera dell’artista nelle sue diverse declinazioni: oltre alle celebri serie autobiografiche, come ad esempio Sentimental Journey/ Winter Journey che narra la relazione fra Araki e la moglie Yoko dal giorno del loro matrimonio fino alla malattia e prematura scomparsa di lei nel 1990, sono documentati i paesaggi urbani, le evocative immagini di fiori e di cibo, le poetiche serie dedicate al cielo e naturalmente le serie di nudi femminili e bondage cui, più che a ogni altro soggetto, si lega la fama dell’artista.

Se l’opera di Nobuyoshi Araki invita a osservare il mondo attraverso lo sguardo di un artista giapponese e a coglierne la carica sensuale, le opere del gruppo Gutai permettono di cogliere il significato di concetti quali quello di materia o dell’atto creativo e quale sia il rapporto fra artista e natura nell’isola del Sol Levante. Questa la mostra, dal titolo GUTAI Dipingere con il tempo e lo spazio, allestita al Museo Cantorale d’Arte e nel Parco di Villa Ciani, curata da Marco Franciolli, direttore del Museo Cantonale d’Arte. L’esposizione ripercorre le vicende del movimento artistico giapponese, costituitosi nel 1954 a Ashiya, presso Osaka, su iniziativa del pittore Jiro Yoshihara insieme ai giovani artisti Shozo Shimamoto, Chiyu Uemae e Tsuruko Yamazaki. Gutai, che negli anni vedrà accrescere il numero dei suoi membri, sarà attivo fino al 1972, data della morte del venerato fondatore Jiro Yoshihara. L’attività del gruppo è caratterizzata da happening, installazioni all’aperto (da qui la denominazione “avanguardia sotto il cielo”), mostre di un giorno, action painting e performance di carattere teatrale.
La naturale conclusione del percorso espositivo è rappresentata dalla mostra dedicata agli Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo, presso il Museo delle Culture a cura di Günther Giovannoni. Gli shunga, termine giapponese che significa letteralmente “immagini della primavera”, sono un genere di stampe a soggetto erotico che raggiunsero la massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867.
In estrema sintesi, gli shunga costituiscono una delle più vivaci manifestazioni di una riflessione etica ed estetica sulla brevità e transitorietà della vita, riflessione che esprime i valori del ceto borghese delle grandi città di quel tempo. Mercanti, artigiani, medici e artisti erano esclusi dal potere politico, ma, economicamente fiorenti, affermavano una concezione edonistica della vita, in aperto contrasto con la rigida morale neoconfuciana dei samurai che reggevano il paese. In definitiva, gli shunga materializzano la visione del mondo di coloro che irridevano il conservatorismo del potere politico, raffigurando il lusso, le feste, gli spettacoli teatrali e la vita delle case di piacere, dove i borghesi trovavano la compagnia di donne esperte nell'arte dell'intrattenimento e dell'amore. L’esposizione, frutto di una ricerca condotta dal Museo delle Culture e dai suoi partner, intende guidare il visitatore alla scoperta di un genere artistico inusuale, esprimendo un profondo legame con la vita e la cultura giapponese del suo tempo e, più in generale, con le filosofie e la visione del mondo delle civiltà dell’Oriente. La selezione presenta opere degli autori più importanti dell’evoluzione del genere degli shunga, da Koryusai a Kunimori, e comprende gran parte degli artisti più noti, come Kiyonaga, Utamaro, Hokusai e Hiroshige.

Per consultare il programma completo, della rassegna Nippon – Tra mito e realtà: arte e cultura dal Paese del Sol levante, visita il sito