Tra dipinti e suggestioni multimediali l’esperienza romantica e l’età del Risorgimento
di // pubblicato il 04 Marzo, 2011
Analizzando i numeri, ho constatato quanto avete gradito, in modo che ha dell'incredibile, i racconti di alcuni miei trascorsi di bambina con una sorella tanto più grande, primo fra tutti quello dello "zio Telemaco"!
Mentre leggevo l'elenco opere della mostra “L’anima e la musica” (in programma a Siena, nel Complesso Museale Santa Maria della Scala, dal 12 marzo al 19 giugno) l'occhio è caduto sul prestito del Ritratto di Madame De Staël di Marie Eleonoire Godefroid e, come in un flashback sono passate davanti le immagini di un passato lontano quando, ancora alle elementari, cercavo di comprendere il concetto di popolo e nazione rapportato alla storia del romanticismo quale coscenza di un programma culturale. Anche se Cinzia raccontava le cose come capitoli di una fiaba - fra cui quello intitolato "Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni" - non erano proprio semplicissimo seguirla però, proprio quel quadro appeso a Versailles divenne come un'icona e una delle mie Barbie si chiamò Anne Louise Germaine.

Madame De Staël a parte, la mostra è una particolarissima iniziativa per celebrare i 150 dell’Unità d'Italia attraverso le nuove tecnologie dove dipinti, documenti e musica vengono valorizzati da elaborazioni multimediali per offrire al pubblico uno spaccato della realtà storica e culturale dell’Europa dell’Ottocento.
Curata da Sergio Carrubba, Orietta Rossi Pinelli e Roberto Venuti, promossa dal Comune di Siena e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, “L’anima e la musica racconta l’esperienza romantica e l’età del Risorgimento in un percorso che guiderà il visitatore alla scoperta (o riscoperta) di quel “Romanticismo” che, rivoluzionando sensibilità e gusto di un’epoca, trasformò, in modo irreversibile, la cultura europea con peculiarità segnatamente nazionali. Infatti, abbracciando contemporaneamente letteratura, arti figurative e musica, vennero coinvolte tutte le diverse discipline del pensiero e, più in generale, vita pubblica, politica, religione fino alla sfera dei rapporti privati e familiari.

Un tuffo virtuale in quel mondo - esperienza multisensoriale che coinvolge oltre la vista anche udito e olfatto - il cui sfondo e contesto saranno le sale di una casa ottocentesca che permetterà di rivivere personaggi, quadri, musiche, parole tutte legate ai temi del Viaggio, del Popolo, della Nazione, dei Notturni, dell’Amore.

Immerso in biblioteca o in salotto, in un giardino d'inverno o nell’“alcova dell'amore”, il visitatore potrà muoversi fra schizzi e appunti con il filo conduttore della musica diffusa in ogni sala espositiva e supportata da voci narranti che leggeranno brani tratti da opere di poeti e viaggiatori del tempo.
Da Schubert a Mendelsshon, da Schumann a Liszt, da Wagner a Verdi per la musica; da Byron a Stendhal, da Novalis a Manzoni, da Pushkin a Mickiewicz per la letteratura, animeranno con la loro “presenza” la mostra. Inoltre, fra i capolavori di Füssli, Ingres, Blechen, Friedrich, Constable, Vernet, Caffi e Boldini esposti nell’ultima sala dedicata al Risorgimento, saranno visibili, in successione e su schermi al plasma, alcune opere virtuali, attraverso proiezioni e stampe serigrafiche.

I Curatori hanno voluto sottolineare, come una stagione - di cui la rivoluzione europea del 1848, la «primavera dei popoli» rappresenta il momento più emblematico - sia diventata anche il contesto culturale e politico entro cui si innesta il Risorgimento italiano che ha, quindi, un debito sia culturale, sia politico nei confronti del Romanticismo.
La presenza di Verdi a Milano all’indomani delle Cinque giornate o la visita di Garibaldi a Manzoni, sono due momenti di questo intreccio, che arrivano dopo il lungo soggiorno italiano di Shelley e Byron (con il coinvolgimento di quest’ultimo nei moti carbonari prima di andare a morire per l’indipendenza della Grecia) e di un altro significativo soggiorno milanese, quello di Stendhal, dove lo scrittore francese iniziò il suo celebre “De l’Amour”.

Una rilettura del Romanticismo attraverso il prisma dei generi musicali propri dell’epoca (notturni, mazurche, te, polacche, valzer, preludi, concerti) intrecciati con i temi della cultura e sensibilità romantica "...il contrasto tra classico e moderno, tra ingenuo e sentimentale, la scoperta del folklore, dei miti, di fiabe e leggende, il ruolo del sogno, il gusto per il frammento, il grottesco, il sublime, l’uso dell’allegoria e del simbolo, il senso della patria, della nazione, l’impeto rivoluzionario e solidaristico, l’amore rinnovato e trasformato in modo definitivo accogliendo insieme passione e sentimento, amore spirituale e fisico, emozioni e struggimento, il perdersi nell’altro/a, intimità e complicità, trasgressione individuale e vita familiare".
