Toy Story 3 – La grande fuga

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 16 Luglio, 2010

Solitamente quando una serie giunge all’episodio numero tre la serialità inizia a mostrare un po’ la corda, i meccanismi narrativi palesano la loro struttura. Non fa eccezione il terzo episodio delle avventure dei "giocattoli" Pixar, a tratti è evidente come la struttura di base della trama appaia in più punti quasi ricalcata dagli episodi precedenti. In questo senso l’incipit fantasmagorico di Toy Story 3 con l’avventura sul treno nel deserto del west ricorda, per impatto visivo, l’inizio del secondo episodio con Buzz in guerra su un pianeta alieno; oppure la corsa finale sui nastri trasportatori della discarica nel nuovo film, cade allo stesso punto della narrazione in cui in Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa assistevamo alle articolate acrobazie tra i bagagli dell’aeroporto.

Tutto questo è vero, però anche il terzo capitolo della saga è così ricco in termini di gag e trovate spiazzanti e imprevedibili, perfettamente all’altezza dei film precedenti, che è impossibile non farsi travolgere dal divertimento della nuova avventura e dal piacere, forse anche un po’ infantile, di ritrovare i vecchi amici che ormai da quindici anni abitano l’immaginario collettivo di almeno due generazioni di bambini (di tutte le età).
In fondo, come scriveva anche Luigi Pirandello nel suo saggio L’umorismo, la ripetizione crea comicità e nonostante le analogie con i due film precedenti anche Toy Story 3 è un frizzante gioco pirotecnico.

Buzz Lightyear, che nel primo episodio aveva una crisi d’identità scoprendo di essere un semplice giocattolo e non l’eroe spaziale che difende la galassia dal malvagio imperatore Zurg, di nuovo viene resettato dai cattivi, mostrando anche un divertentissimo e inedito aspetto latino.

I piccoli alieni a tre occhi del Pizza Planet, che nel primo episodio adoravano l’artiglio dell’erogatore da cui erano distribuiti come fosse una divinità, colui che sceglieva i prescelti che avrebbero oltrepassato il mistico cancello, cioè sarebbero usciti dal distributore automatico acquistati da qualche bambino, anche in questo film hanno varie occasioni di palesare la loro devozione religiosa al culto dell’artiglio.
Persino Woody risulta immutato nella sua eterna fedeltà a Andy, il suo proprietario-bambino.

Nel nuovo episodio, che è lecito pensare conclusivo, Andy, il proprietario dei giocattoli protagonisti della trilogia, è cresciuto e dopo il diploma si appresta a lasciare la sua casa per andare al college, come nella miglior tradizione americana. La partenza imminente costringe il ragazzo a dover scegliere tra i suoi oggetti, quelli da portare con sé, quelli da archiviare in soffitta e quelli da buttare via. L’incertezza per la sorte che lo aspetta riaccende tutte le ansie di Rex, il dinosauro verde specialista nel farsi prendere dal panico, che trasmette al solito le sue angosce all’intera comitiva, già in crisi per la diserzione dei soldatini di plastica verdi, fuggiti col paracadute dalla finestra per non essere abbandonati.

Per una serie di circostanze e casuali malintesi, Buzz, Woody, Jessie, Bullseye e tutti gli altri finiranno prigionieri nella stanza da gioco dei terribili bimbi più piccoli dell’asilo Sunnyside, quelli per intendersi che sbavano sui giocattoli e li mordono deformandoli con i loro dentini da latte. Impediti nella fuga dal cattivo orso di peluche aromatizzato alla fragola, Lotso Grandi Abbracci, da Bimbo e dal bambolotto Ken, redento sul finale dall’amore per Barbie.

Attraverso tutta una serie di nuove peripezie Toy Story 3 rimette in campo il divertente gioco cinefilo delle citazioni, questa volta si va da Mission Impossible e tutti quei film d’ambientazione carceraria che raccontano pianificazione e realizzazione di fughe come Nick mano fredda, Fuga da Alcatraz e La grande fuga, che è poi anche il sottotitolo del capitolo tre.
Il personaggio di Lotso evoca i film di gangster, da Il padrino a Quei bravi ragazzi, mentre il bambolotto Ken offre l’occasione, attraverso lo sfoggio del suo immenso guardaroba, di parodiare La febbre del sabato sera.

Agli storici personaggi in scena fin dal primo Toy Story, come il cane a molla Slinky, il maialino salvadanaio Hamm e il tubero smontabile Mr Potato, si unisce tutta la galleria di balocchi che abitano l’asilo e i teneri giocattoli della piccola Bonnie, vicina della famiglia di Andy. Tra questi sono indimenticabili il morbido unicorno Cono di panna, il triceratopo di plastica Trixie e la bambola di pezza fatta a mano Dolly, che come attori consumati interpretano i giochi della bambina con la serietà di una compagnia teatrale; soprattutto il riccio di peluche Prickles, amante “del metodo”, che non risponde alle domande di Woody per non rischiare di essere distratto e uscire dal ruolo interpretato.
La presenza del muto peluche di Totoro tra i giocattoli di Bonnie è un omaggio di John Lasseter, fondatore della Pixar e regista dei primi due episodi, all’amico Hayao Miyazaki.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Toy Story 3 –
    The great escape
  • Regia: Lee Unkrich
  • Con le voci di: Fabrizio Frizzi,
    Massimo D’Apporto, Ilaria Stagni, Angelo Nicotra, Piero Tiberi, Carlo Valli, Renato Cecchetto, Cristina Noci, Giorgio Savoia, Carlo Cosolo, Riccardo Garrone, Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Gerry Scotti, Giorgio Faletti, Matteo Leoni, Micaela Incitti, Michele Kalamera, Enzo Avolio, Roberta Pellini, Gerolamo Alchieri, Sonia Scotti, Edoardo Siravo, Arianna Vignoli, Pinella Dragani, Margherita De Risi
  • Soggetto: John Lasseter, Andrew Stanton, Lee Unkrich
  • Sceneggiatura: Michael Arndt
  • Fotografia: Jeremy Lasky
  • Musica: Randy Newman
  • Montaggio: Ken Schretzmann
  • Scenografia: Bob Pauley
  • Produzione: Pixar Animation Studios e Walt Disney Pictures
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2010
  • Durata: 109’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- I giocattoli di Andy arrivano all’asilo
- Lotso Grandi Abbracci accoglie Buzz,
  Woody e company al Sunnyside
- Woody e i giocattoli di Bonnie:
  Prickles, Cono di Panna e Trixie
- Andy con Buzz e Woody /
  Barbie e Ken, amore a prima vista
- Woody a casa di Bonnie con
  il peluche di Totoro