Tous les soleils
di // pubblicato il 28 Ottobre, 2011
Ha un grande cuore tutto italiano il film di Philippe Claudel Tous les soleils e non solo per la presenza nel cast di due dei nostri attori migliori, lo spunto iniziale per creare la storia è nato dall’ascolto di una canzone popolare siciliana e la bellissima colonna sonora include molti brani di musica popolare italiana.
Stefano Accorsi è Alessandro Regazzoni, professore dell’università di Strasburgo che tiene corsi sulla Musica Barocca usando metodi anche poco ortodossi ma molto apprezzati dai suoi studenti, come ballare la tarantella sulla cattedra durante la lezione per accompagnarne l’ascolto.
Sandro dedica il suo tempo libero a un’associazione di volontariato per cui va negli ospedali a leggere libri ai malati, è vedovo e vive con la figlia dodicenne Irina e il fratello Luigi “fuggito” dall’Italia.
Neri Marcoré è Luigi, da tutti ribattezzato Crampone, riparato in Francia in attesa che Silvio Berlusconi lasci il potere, vive chiuso in casa perennemente in vestaglia, dipingendo copie infinite dello stesso soggetto, occupandosi della cucina e appassionandosi alle telenovelas trasmesse in tv.
Il ritratto di Che Guevara sulla maglietta sotto la vestaglia e il sorriso del Cavaliere di Arcore sul bersaglio delle freccette appeso al muro.
Crampone si sente un rivoluzionario e conduce la sua lotta in pantofole tra le mura domestiche, iniziando la nipote a ideali di giustizia, quando la incontriamo è stata arrestata per una sassaiola contro la polizia mentre dimostrava per la libertà del Tibet, e formando la coscienza di classe della postina con istigazioni a inserire “granelli di polvere” tra gli ingranaggi del sistema.

Tous les soleils è una commedia che ti conquista piano piano con la capacità di tenersi in perfetto equilibrio tra malinconia e umorismo.
Accanto a situazioni divertenti generate dal rivoluzionario sui generis e dalla sua lotta tra le mura di casa, ma anche dalle goffe trame di zio e nipote coalizzati per trovare una donna al professore, si snodano momenti narrativi più intimi, come gli incontri tra Alessandro e i suoi ascoltatori malati.
Il titolo del film fa riferimento proprio ai versi di una poesia che il protagonista legge alla signora Agathe interpretata da Anouk Aimée.

I legami spesso troppo vincolanti sono un altro dei temi principali del film. Le ansie del padre vedovo davanti ai primi coinvolgimenti sentimentali dell’adolescenza, costringono Irina a intraprendere la lotta necessaria per la conquista di un’indipendenza psicologica. Abbracciando il padre per fargli sentire il suo affetto, la ragazzina non può far a meno di sussurrargli la preghiera: lasciami libera, lasciami vivere.
Anche Il rapporto tra vivi e morti può essere una catena, l’attaccamento affettivo verso chi se n’è andato a volte diventa ostacolo al fluire della vita. I cigni del lago, sempre uguali a se stessi, diventano rappresentazione concreta di un’immortalità negata al genere umano e i fantasmi che solo nell’ultima sequenza finalmente si annullano nell’ombra, lasciano lo struggimento del ricordo con cui è anche dolce convivere e segnano un nuovo inizio.

Il mito di Orfeo ed Euridice, evocato nella lettura a una piccola malata, invita a riflettere; si tende a credere che i morti ci si avvinghiano alla memoria impedendo alla nostra vita di evolvere, ma la bimba, con la maturità che spesso la malattia impone, sottolinea che al contrario sono i vivi ad aver difficoltà a lasciar andare i morti per uno strano senso di colpa. Ci sono rapporti che sentiamo di tradire cercando di vivere senza chi abbiamo tanto amato, altri irrisolti al momento dello stacco che lasciano strascichi di dolore e recriminazione. E’ Orfeo, il vivente, a voltarsi per sincerarsi della presenza dell’amata contravvenendo al patto e perdendola per sempre.

Presentato in anteprima assoluta per l’Italia nella terza edizione di France Odeon, Tous les soleils è uscito nei cinema francesi nel marzo 2011 e non ha ancora trovato una distribuzione per raggiungere il pubblico italiano, un vero peccato perché è un film molto bello e anche molto divertente.
Certo la visione ideale sarebbe in lingua originale per apprezzare i duetti tra Stefano Accorsi e Neri Marcoré in francese, con l’italiano che affiora comicamente solo nelle liti o nei momenti in cui i personaggi devono imprecare o esultare.
Un piccolo gioiello, tenero nel mostrare i tentativi di un Alessandro “arrugginito” nel riavvicinarsi alle donne o il suo comico imbarazzo davanti a un pianto femminile; pieno di battute fulminanti, Crampone estremista della pace risponde alla nipote che cerca la spillatrice: “Io non spillo mai niente, è un gesto troppo violento!” e situazioni divertenti come la lettura della risposta dello Stato francese sul perché Silvio Berlusconi non può essere processato per crimini contro l’umanità.

Tout les soleils è un tributo allo spirito italiano fin dai titoli di testa con Stefano Accorsi sul suo motorino Solex per le strade di Strasburgo in omaggio al Caro Diario di Nanni Moretti, le tarantelle e i brani meravigliosi di antica musica popolare del nostro sud esprimono quel misto di nostalgia e vitalità su cui la pellicola si muove con maestria dall’inizio alla fine, perciò appare ancora più incomprensibile che non sia prevista (al momento) una sua distribuzione in Italia.