Torno a casa a piedi
di // pubblicato il 06 Febbraio, 2011
Di che colore è la stanza del bambino?
È un dato fondamentale nel caso di Cristina visto che Torno a casa a Piedi è cresciuto proprio tra il fasciatoio e il lettino dell’ultimo nato di casa Donà.
Gioco forza il lieto evento familiare ha trasformato la casa della cantautrice in studio di registrazione per la preparazione di questo dolcissimo album uscito lo scorso 25 gennaio per la EMI.
Che bella questa mamma nuova, come sa essere lei, di sonorità e di una giusta e fitta collaborazione con il musicista e produttore Saverio Lanza.
Ed è la prima volta in vent’anni e sette album che un’esplorazione sonora della Joan Baez di noialtri ne è così pervasa. Un esercito di alberi al vento sei tu. L’ha rivelato Cristina che alcune cose sono state scritte prima dell’arrivo del bambino e altre dopo, molte sono state suonate e registrate mentre il bambino dormiva.
Alla faccia dell’imprinting dico io!
La dimensione acustica è ancora condizione sufficiente a una voce così completa che una chitarra è più che abbastanza, stavolta però di strumenti ce ne sono tanti, si sente: suonano gli archi e anche i fiati, a volte ragionati a volte tentati. Tutto sommato è una Cristina diversa ma ci sta bene, chissà dal vivo che effetto fa.
Torno a casa a piedi è una raccolta di piccole immagini e riflessioni sulle impostazioni, quelle prese e quelle da cambiare, “carezze disegnate, come fossero vere”.
Il singolo c’è già, bello vivo come il sole e le margherite, per chi crede nei miracoli; Giapponese è un degno secondo che arriva più lento… “sono a casa” mi dici mentre scoppia un temporale. Ho un sospetto: forse stanotte c’è il lavaggio strada?…Campionario di velocità e concretezza.
Insomma ad andare a piedi non ci si annoia e c’è un sacco di mondo da guardare: è un momento di cura personale (senza cellulare giapponese) “… il resto, forse, non serve”.