Torna a splendere Palazzo Barberini
di // pubblicato il 21 Settembre, 2010
È uno dei palazzi più importanti di Roma: Maderno, Bernini, Bernini e Pietro da Cortona hanno lavorato alla sua costruzione ed alla decorazione dell'interno. appartenuto alla famiglie più potente del seicento romano, Palazzo Barberini riapre le sue porte e si mostra al massimo del suo splendore. La notte del 19 settembre, affollata da spettatori incuranti dell’attesa e degli scrosci di pioggia, ha infatti sancito la rinascita del palazzo, che ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica.
Il museo, in origine ospitato nel Palazzo Corsini alla Lungara, nasce ufficialmente nel 1893; le opere, provenienti dalle collezioni Sciarra, Torlonia, Chigi e Barberini, vennero trasferite nell’omonimo palazzo a partire dal 1949. Un museo però diviso a metà, con opere esposte a rotazione e spazi accessibili solo a pochi eletti. Fino ad oggi.

Le maggiori novità riguardano senza dubbio i restauri del piano terra del palazzo, in origine appartamento del nipote del pontefice, il cardinale Antonio Barberini, e quindi destinato a sede del Circolo delle Forze Armate. Finalmente aperta la pubblico, quest'ala del palazzo ospita ora dipinti usciti direttamente dai depositi del museo e databili dal XII al XV secolo, come la Madonna Advocata, icona della fine dell’undicesimo secolo, l’Annunciazione di Filippo Lippi, il Ritratto Virile di Giovanni Bellini o la Croce dipinta delle bottega di Alberto Sotio, concessa in comodato per cinque anni dalla famiglia Jacorossi.

Si passa quindi al piano nobile, le cui quindici sale accolgono opere del Cinquecento e del Seicento con, tra gli altri, Caravaggio e l’importante nucleo di caravaggeschi, Pietro da Cortona, Valentin de Boulogne e Nicolas Poussin. Tra tanti capolavori, un posto privilegiato lo occupa la Fornarina di Raffaello, destinata a divenire il simbolo della galleria.

La rivoluzione di palazzo Barberini non si ferma tuttavia quest’anno: per la primavera del 2011 è infatti prevista la riapertura delle dodici sale del secondo piano, che saranno dedicate al periodo che va dal tardo barocco al Settecento, e dell’appartamento abitato dalla famiglia Barberini dal XVIII al XX secolo.