The Etruscans, an ancient Italian civilization

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 09 Giugno, 2011

Da domani a Washington, al National Geographic Museum, oltre 400 opere tracceranno una straordinaria panoramica della civiltà etrusca con la mostra The Etruscans, an ancient Italian civilization curata dall'archeologa Domizia Tami e organizzata da Contemporanea Progetti di Firenze in collaborazione con il partner americano Exhibits Development Group.
Percorso espositivo in tre sezioni per una grande occasione di scambio culturale fra la società americana e quella italiana che porta ancora traccia dell'influenza etrusca.

La maggior parte delle opere sono della collezione privata Cambi di Chiusi - tra le più grandi in Europa - mentre i reperti di maggior interesse appartengono al Museo Archeologico di Firenze, diretto da Giuseppina Carlotta Cianferoni, studiosa di fama mondiale di archeologia etrusca.
In esposizione anche l'imponente urna funeraria con due sposi in alabastro policromo, della fine del IV secolo a.C., e il coperchio di sarcofago raffigurante un uomo adagiato in terracotta dello stesso periodo. Spettacolari il diadema ed altri gioielli in oro finemente lavorato dall'eccellenza orafa etrusca.

Entrando nello specifico delle sezioni, si inizia focalizzando come la vita ruotasse intorno ad una fortissima spiritualità, che, fra l'altro, inflenzò la civiltà romana.
Il tema della religione e delle credenze è caratterizzato da rituali magici e creature misteriose legate ad antiche credenze e superstizioni, mostri tipo demoni alati, draghi, chimere e altre creature mitologiche. Gli Etruschi ritenevano che l'aldila fosse popolato da sfingi, sirene, tritoni, entità ibride immaginarie il cui compito era quello di guidare e proteggere le anime nel difficile e pericoloso viaggio nel mondo dei morti. Religioso e sacro non costituivano aree separate dal resto della vita e l'esistenza stessa era pervasa da un senso mistico, rintracciato nel quotidiano, quale espressione di volontà divina e presenza del mondo ultraterreno. Le divinità erano considerate forze inspiegabili che comunicavano attraverso i segni che solo i sacerdoti potevano interpretare.
Quindi, ruolo fondamentale nella vita etrusca era il culto dei morti, in particolare quello degli antenati.
Due le pratiche funerarie adottate nel corso della loro storia: cremazione e sepoltura, entrambe eseguite con specifici rituali e cerimonie di purificazione per onorare gli dei e il defunto che veniva dotato di quanto pottesse occorre per continuare il viaggio secondo le sue capacità economiche. La tomba era una sorta di riproduzione della casa e, per una partenza meno traumatica, riempita con una vasta gamma di oggetti.

Gli Etruschi erano esperti nella cura dei pazienti con erbe, sostanze animali, ed acque speciali. Furono anche chirurghi in grado di guarire ferite, preparare protesi e trasformare il loro ambiente in un luogo più sano.
Per ottenere protezione dalle divinità o ringraziarle per una guarigione, venivano offerti, e collocati in luoghi tipo santuari, oggetti raffiguranti la parte del corpo per cui era stato chiesto l'intervento soprannaturale. Bronzi, raffiguranti la figura umana, teste o maschere, simboleggiavano proprio la persona e la sua gratitudine.
Il ciclo di vita degli Etruschi era fortemente legato alla propria terra, favorita dall'ottimale posizione geografica, un terreno ricco di risorse minerali e un clima mite. E' noto che l'Etruria sia stata una delle regioni più fertili dell'Italia antica, paesaggio vario e rigoglioso, caratterizzato da basse colline e vaste pianure alluvionali. I confini erano delimitati da valli, montagne, corsi di fiumi e laghi.
Lo sfruttamento delle risorse minerali (ferro, rame, zinco, argento e piombo) e l'agricoltura erano le attività economiche più importanti. I campi erano impiegati con i cereali - sia sulle coste che all'interno - mentre le colline venivano coltivate con olivi e vigneti.

Le chiavi del rapido sviluppo della civiltà etrusca furono scambi e contatti con altri popoli di tutto il bacino del Mediterraneo, in particolare greci e fenici, attraverso commercio e navigazione. Innovativi per la produzione e le tecniche agricole e lo sfruttamento delle enormi risorse naturali del loro territorio, importarono nuove forme artistiche che divennero esempio e stimolo.
Sempre dai Greci appresero come ottenere l'olio dalle olive e coltivare la vitis vinifera. All'epoca il vino era molto denso, aromatico e altamente alcolico, per questo motivo veniva diluito con acqua secondo proporzioni prestabilite con l'aggiunta di spezie e miele. Mai usato per preparare salse o cucinare, era invece impiegato in creme cosmetiche o medicinali.

L'allevamento degli animali fu praticato solo in piccole aziende agricole - come strumento di supporto al lavoro dei campi - per fornire nutrimento e per la produzione di lana.
Caccia e pesca erano estrememente diffuse in un ecosistema ideale per l'abbondanza di animali selvatici e vasti corsi d'acqua, lagune e zone costiere.
Le attività svolte dagli uomini si svolgevano per lo più all'aperto ed erano tutte quelle necessarie a fornire mezzi di sostentamento alla famiglia, mentre le donne assicuravano cibo e vestiario per tutti i membri.
La famiglia etrusca era senza gerarchie rigide seppur con ruoli ben definiti. L'uomo era a capo della famiglia, ma la donna godeva di uno status particolarmente all’avanguardia rispetto alle contemporanee, disponendo di una maggiore libertà personale e sociale.
In mostra importanti oggetti personali della donna, ma anche del guerriero, rinvenuti nei corredi funerari.

In epoca più antica - IX-VII secolo a C. - gli Etruschi vivevano in un'unica stanza costruita con materiali deperibili, mentre le case in pietra arrivarono tra l'VIII e il VII secolo a C., a partire dal V secolo a C., fanno la loro comparsa pareti in laterizio o argilla, lastra tetto, un vasto atrio aperto e varie stanze.
Il banchetto, infine, è stato sempre esaltato, la vita sociale e pubblica manifestava il prestigio personale e la ricchezza anche in occasioni funebri.
Durante le riunioni conviviali, il vino veniva servito agli ospiti in tazze e la prima veniva lasciata agli dei come offerta votiva.
Dopo arrivava il cibo, spesso accompagnato da musica e canti, discorsi e brindisi.
Una nota di particolare interesse in mostra è la ricostruzione della dieta divenuta base di quella "Mediterranea".

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Urna, Alabastro
    Prima metà del IV sec a.C.
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale
  • Collana con pendenti
    Oro
    Fine del VII sec. a.C.
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale
  • Vaso Canopo
    Argilla
    Ultimo quarto del VII sec. a.C.
    Firenze Museo Archeologico Nazionale
  • Anfora decorata con colomba
    Bucchero
    terzo quarto del VI sec a.C.
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale
  • Cratere attico a figure nere
    metà del V sec a.C.
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale
  • Diadema
    Necropoli dello Sperandio, Perugia
    Oro
    fine del IV sec. a.C.
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale


IN COPERTINA
un particolare 
Sarcofago
Terracotta
Fine del II sec. A.C.
Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Mappa

Dove e quando

The Etruscans, an ancient Italian civilization

  • Date : 10 Giugno, 2011 - 25 Settembre, 2011
  • Indirizzo: National Geographic Museum, 1145 17th Street NW Washington, D.C., US 200036
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)