Tesori d’Oriente in visita a Milano

di Cecilia Limpido // pubblicato il 02 Novembre, 2010


Una collezione da mille e una notte per raccontare la storia della civiltà islamica. Pretenzioso, ma vero ciò che accade nelle sale di Palazzo Reale, sino al 30 gennaio 2011. La mostra “Arte della civiltà islamica” presenta, in prima mondiale, più di 350 oggetti, di cui un terzo inediti, appartenenti alla Collezione al-Sabah. Secondo un percorso ricchissimo, sia per la varietà cronologica che rappresentano, dal VII al XVII secolo, sia per le differenti tipologie che contengono, dai tappeti ai tessuti, dalle ceramiche ai gioielli, le preziose opere della collezione offrono uno sguardo nuovo sulla cultura e l’arte orientale, smentendo non pochi stereotipi relativi soprattutto al tema dell’immagine.

Tutto ha inizio nel luglio del 1975, quando Sheik Nasser Sabah Ahmed al-Sabah mostrò a sua moglie, Sheikha Hussah Sabah al-Sabah, la prima opera d’arte islamica – una splendida bottiglia in vetro smaltato d’epoca mamelucca (Egitto o Siria, XIV secolo) – comprata durante un viaggio. In otto anni di lavoro, divertimento e appassionata ricerca, la coppia ha potuto raccogliere e collezionare circa ventimila opere, tali da tramutare la curiosità di un’avventura in raccolta museale. Il 23 febbraio 1983, infatti, in occasione della festa nazionale del Kuwait, Sheikh Nasser e Sheikha Hussah offrirono al Museo Nazionale del Kuwait l’inestimabile dono del prestito permanente della collezione, in grado di fornire un panorama pressoché completo dell’esperienza artistica islamica. Le 1200 opere d’arte ospitate in un’ala del museo sarebbero andate completamente distrutte se il 2 agosto 1990 – data dell’invasione del Kuwait da parte del potente vicino Iraq – non fossero già partite per una mostra itinerante, e direi provvidenziale, dal titolo “Islamic Art & Patronage”.

Il DAI – Dar al-Athar al-Islamiyya, ovvero Casa delle Antichità dell’Islam, è questo il nome della collezione e dell’istituzione scientifica mondiale che ne deriva – conta allo stato attuale un numero impressionante di 26.000 opere, recuperate dai due coniugi con la tenacia e la passione di sempre. Di qui il compito gravoso e piacevole del professor Curatola, curatore della mostra, che per selezionare 350 opere da una raccolta decisamente più ricca, ha dovuto “trovare un possibile equilibrio fra aree geografiche diverse (dalla Spagna alla Cina), fra periodi storici differenti, che abbracciano quindici secoli, e fra materiali disparati: ceramiche, vetri, tessili, miniature, legni, metalli, avori.”

La mostra si divide sostanzialmente in due parti: la prima metà consiste in un percorso cronologico scandito in quattro tappe, dagli inizi (VIII-X secolo) all’apogeo dei tre grandi imperi cinquecenteschi, Ottomani, Safavidi e Moghul. Nella seconda, invece, vengono approfonditi alcuni temi trasversali a tutta l’arte musulmana: la sezione dedicata alla calligrafia – con interessanti incisioni che vedono l’alternarsi degli stili epigrafici cufico, naskhi e thuluth – affianca la parte dedita agli arabeschi, mentre la sala dell’arte figurativa smentisce il luogo comune di una pretesa iconoclastia islamica. Vietato lasciare la mostra senza prima aver visto l’ala dedicata ai gioielli: ornamenti, pugnali e bottigliette di profumo con rubini e smeraldi incastonati rappresentano l’eccellenza della jewellery indiana, ricordando la famosa esposizione “Treasury of the world. Jewelled Arts of India in the Age of the Mughals”, itinerante da quasi dieci anni sul territorio mondiale.

 

Dettagli

didascalie immagini
copiright Lorenzo Ceva Valla

  • Brocca di bronzo con corpo a scanalature verticali e un poggiadito a forma di melagrana;
    bronzo del corpo e del manico fusi separatamente;
    scanalata e incisa Iran, VIII secolo
  • Foglio di pergamena da un manoscritto del Corano;
    pergamena con inchiostro, colori e doratura probabilmente Iran occidentale, X secolo circa
  • Bicchiere smaltato in policromia con due uomini con turbante che paiono a caccia di gru o aironi in un paesaggio acquatico vetro soffiato, lavorato, smaltato e dorato Egitto o Siria,
    seconda metà del XIII secolo
  • Gruppo di dieci lussuosi cucchiai eseguiti in vari materiali: corallo, madreperla, avorio, tartaruga, corno, guscio di cocco e legno, con elementi in argento e rame; scolpiti in modo diverso, stampati al vapore, mortasati e uniti a tenone, ageminati Turchia,
    fine del XVIII secolo
  • Miniatura dipinta su seta con la rappresentazione di una coppia principesca con attendenti, tutti riccamente ingioiellati e con vesti dalle lunghe maniche ricamate d'oro e profilate di pelliccia
    Policromia su seta e doratura
    Asia centrale, inizi del XV secolo


IN COPERTINA
un particolare di
Miniatura dipinta su seta con rappresentazione di una coppia principesca con attendenti


Catalogo edito da Skira

Mappa

Dove e quando

ARTE DELLA CIVILTA' ISLAMICA LA COLLEZIONE AL-SABAH, KUWAIT

  • Fino al: - 30 Gennaio, 2011
  • Indirizzo: Palazzo Reale, Milano, Piazza Duomo,12
  • Sito web

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