Terre Vulnerabili, atto secondo

di Cecilia Limpido // pubblicato il 08 Febbraio, 2011

Prosegue con la mostra Interrogare ciò che ha smesso per sempre di stupirci il secondo quarto del progetto che vede protagonista l’Hangar Bicocca di Milano.
Dopo la prima parte, di cui ho parlato ampiamente nel dicembre scorso, otto le opere ambientate e site specific che abiteranno lo spazio espositivo fino alla fine della quarta fase lunare, aggiungendosi, come in un terreno fertile che “germoglia”, ai lavori precedenti. Dal labirinto in cartone dell’urbanista Yona Friedman al piccolo altare laico di Bruna Esposito, dalla stella in marmo bianco di Remo Salvadori allo spettacolo pirotecnico di Nino Vascellari, tutti declinano in modo personalissimo il tema della vulnerabilità.

Geniale la Ville spatiale pour artistes della Friedman: un grigliato regolare su più livelli sotto cui sviluppare una sorta di labirinto, di percorso articolato che conduca lo spettatore in un viaggio all’interno dell’opera, a sua volta contenitore di opere di altri artisti, secondo il concetto di “fare partecipato”. Uno spazio concepito in maniera mai irreversibile, tale da essere manipolato e modificato da coloro che vi entreranno e che vi cercheranno un accogliente mis en place dei propri lavori.

La Camera Oscura di Carlos Garaicoa, realizzata per l’ottava Biennale di Shangai, è un’installazione di forte impatto sul tema delle notizie veicolate dalla stampa. In altri termini, mostra la visione di un solo essere umano al quale per un giorno è stato fornito il potere di controllare l’informazione che tutto un Paese riceve. “Il potere delle immagini – secondo l’artista – ci interroga e ci ossessiona dalle pagine dei quotidiani, per questo motivo il nome dell’opera si relaziona con la camera oscura del fotografo e del reporter, all’interno della quale molte immagini particolari vedono la luce per la prima volta”.

Adele Prosdocimi fa del suo taccuino di ricordi lo spunto per un’opera d’arte. “Gli incontri che hanno accompagnato la crescita del progetto Terre vulnerabili fra gli artisti coinvolti – racconta la scultrice – hanno raggiunto in alcuni momenti un’intensità preziosa e abbastanza rara. Quando andavo poi a rileggere i miei “appunti” mi sembrava che contenessero un potenziale di riflessione enorme, e così ho deciso che il mio contributo/lavoro poteva essere proprio lo svelare il contenuto di questo diario di bordo, traducendo ogni frase in una pagina ricamata, quasi alla maniera dei vecchi tappeti che venivano usati dai popoli nomadi a mo’ di testimoni di spostamenti e di esperienze di vita vissuta”.

Uno spettacolo pirotecnico organizzato all’interno di un edificio distrutto durante la guerra e ripreso da una telecamera in movimento in mezzo alle esplosioni è il contributo, infine, di Nino Vascellari. Tiberio De Poi imita il suono dei fuochi d’artificio della festa del paese. Entrambi associano l’esplosione gioiosa allo scoppio delle bombe di una nuova guerra e se ne servono per esorcizzare tutta la paura che ne deriva. 

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Yona Friedman
    Une ville spatiale pour artistes, 2011
  • Bruna Esposito
    Sotto Terra Vulnerabili Terre Moti, 2011
  • Carlos Garaicoa
    The Dark Room
    installazione, giornali, inchiostro, legno, metallo, 2010-2011
  • Adele Prosdocimi
    Appunti di viaggio
    feltro e filo di cotone
    103 pezzi di cm 50x50
    (lunghezza totale mt. 51,5), 2010-2011
  • Remo Salvadori
    Non si volta chi a stella è fisso
    marmo bianco, 2011


Catalogo edito da Skira

Mappa

Dove e quando

  • Date : 02 Febbraio, 2011 - 27 Maggio, 2011
  • Indirizzo: Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano
  • Sito web

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