Templi Moderni!
di // pubblicato il 12 Dicembre, 2011
Che i centri commerciali siano divenuti, a partire dagli ultimi decenni del XX secolo il maggiore luogo di aggregazione popolare, è ormai un fatto acclarato, e Firenze non fa eccezione, anzi; interessanti architetture moderne sono state realizzate a Firenze e dintorni a partire dagli anni Ottanta, con importanti nomi dell’architettura contemporanea internazionale.
Nel 1988 un concorso viene bandito dal comune di Firenze e da Esselunga per un centro commerciale nel popolare quartiere dell’Isolotto; vincitore è il progetto dell’architetto Mario Botta (Mendrisio, Ticino 1943). I lavori vengono avviati nell'aprile del 1990 e portati a termine con celerità, tanto che il centro commerciale viene inaugurato nel 1992: la rapidità nell'esecuzione dell'opera è dovuta alla fortunata sinergia e collaborazione tra i progettisti, la direzione dei lavori, l'impresa costruttrice e i tecnici dell'Esselunga. Importante per il processo di riqualificazione di un brano periferico di città, risulta molto interessante considerando anche l’originale contributo alla tipologia del centro commerciale. Sorto lungo via Canova, il centro commerciale svolge un ruolo di polo di aggregazione per un quartiere, l’Isolotto, privo di vere emergenze strutturali e funzionali. Il complesso presenta un impianto compatto, uniformato dalla tessitura in mattoni.

Il fronte principale dell’edificio è caratterizzato dall'ampia apertura della galleria, formata da due travi reticolari dal profilo lenticolare, raccordate al centro da un lucernario trasparente voltato a botte e impostate su una coppia di pilastri in cemento. Ai due lati dell'ingresso si dispongono simmetricamente i fianchi in laterizio marcati ciascuno da due aperture circolari. Un percorso pedonale, su due livelli e parallelo al viale, raccorda l'intero fronte, con alle due estremità due corpi, uno circolare e uno semicircolare, che fungono da chiari segnali di orientamento nell’urbanistica della zona ed ospitano le scale di accesso al percorso rettilineo in quota. Quest’ultimo è qualificato dalla scansione dei massicci pilastri, “che disegnano uno pseudo porticato con 24 aperture architravate, e dalla campitura in mattoni faccia vista, nella quale si inseriscono i tagli dei parapetti ed i gocciolatoi in cemento.” L'ampia galleria a sviluppo longitudinale, coperta con volta a botte e copertura metallica, funge da elemento distributivo interno.
L’altro interessante centro commerciale dell’area fiorentina lo troviamo a Capalle, comune di Campi Bisenzio, dove era stata localizzata già dal 1991 un’area da destinare a grandi funzioni industriali, commerciali e direzionali.
Dopo varie discussioni e varianti ai piani regolatori e particolareggiati dei comuni interessati, nel 1995 è stata rilasciata la concessione edilizia.
Il progetto architettonico è stato redatto tra il 1993 e il 1995 dallo studio Natalini Architetti di Firenze ed ha ridisegnando l’intera area, organizzando il Centro come una serie di luoghi connotati, riconoscibili e inseriti in una serie il più possibile semplice.

Esteso su una superficie totale di 282.000 mq, di cui 120.000 mq previsti a parco attrezzato e 68.000 mq di superficie utile comprendente un Ipermercato di 23.000 mq, 10 medie superfici per 25.000 mq, 115 negozi per 18.500 mq, un “mercatino di piazza” (interno) di 1.500 mq, il Centro Commerciale è stato inaugurato il 29 maggio 1997, dopo due anni di lavoro (1995 – 1997). All’epoca della sua inaugurazione venne considerato il centro commerciale più grande d’Europa.
Un fondamentale aspetto della progettazione è stato il fattore tecnologico e costruttivo, per il notevole grado di complessità del sistema tecnico-impiantistico che presiede alla vita del Centro: per alimentare il comparto è stato necessario realizzare una nuova centrale ENEL che fornisce energia in media tensione, integrata ad un sistema di co-generazione con una centrale alimentata a gas metano. L’utilizzo di materiali diversi come legno, marmo o laterizio, assemblati con tecnologie d’avanguardia è voluto, secondo i progettisti, per dare un aspetto organico e in qualche modo tradizionale al fabbricato secondo un richiamo a tecniche costruttive vernacolari e tipiche del territorio nel quale il fabbricato si colloca. E’ chiaro che il complesso de I Gigli ha segnato fortemente la pianura, soprattutto con le emergenze dei cosiddetti totem, ovvero i tralicci metallici, di forma circolare quelli sopra le torri di ingresso, che ricordano inevitabilmente i gazometri delle vecchie metropoli, e triangolari quelli posti nell’area di parcheggio - che servono per la segnaletica luminosa attrattiva con i loghi commerciali, e che costituiscono ormai nuovi segni di identificazione e orientamento del territorio.

Le basi cilindriche su cui sono impostati i tralicci metallici sono marcate da quattro file verticali di aperture rettangolari spaziate da fasce di laterizio e quadroni di pietra artificiale bianca a scacchiera. Il centro commerciale è circondato da un parcheggio pubblico previsto per 6.000 posti; per ridurre il forte impatto ambientale, dovuto anche ai grandi macchinari per l’aria condizionata e per i frigoriferi degli esercizi commerciali, è stata impiantata su tutta la superficie del parcheggio un’alberatura di pioppi cipressini , aceri e gelsi, che crescendo dovrebbero aiutare a controbilanciare il grande calore generato.