Tatanka

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 01 Luglio, 2011

Incastro di verità e finzione, riflesse l’una nell’altra all’infinito in un continuo gioco di specchi, Tatanka di Giuseppe Gagliardi utilizza veri corpi da combattimento, fatti di sudore e sangue, per rappresentare attraverso la finzione l’essenza stessa di una realtà contemporanea.

All’origine uno scritto di Roberto Saviano, Tatanka Skatenato, pubblicato da L’Espresso nel 2008 e poi inserito nella raccolta La bellezza e l’inferno, che ripercorre la storia di Clemente Russo, insieme al conterraneo Domenico Valentino, pugile nato a Marcianise in provincia di Caserta, cresciuto nella stessa palestra Excelsior che appare nel film e arrivato fino alla medaglia olimpica di Pechino 2008.
Il film sceglie la storia inventata di Michele, che con l’amico Rosario vive di piccola delinquenza, che riesce solo grazie alla boxe a trovare una via di fuga da un ambiente difficile, dove spesso lo Stato è latitante e l’inevitabile affiliazione ai clan della camorra diventa unica alternativa all’emigrazione.

Con una brillante intuizione il regista Giuseppe Gagliardi, al secondo film dopo La leggenda di Tony Vilar, ha scelto proprio Clemente Russo, qui all’esordio come attore, per dare carnale consistenza al suo protagonista. Perfino gli incontri che si vedono nel film sono veri match tra pugili, filmati in presa diretta per restituire al pubblico il rumore dei pugni.
Colpi che, come scrive Saviano nelle parole che hanno fatto da scintilla iniziale per l’ispirazione del film, “smettono di essere gesti sportivi e divengono simboli. Divengono i cazzotti di un’intera generazione, i ganci e gli uppercut di chi non ne può più di stare sempre in salita e giorno dopo giorno mette da parte un nuovo strato di rabbia.
Così il pugile stesso non è più solo sul ring, combatte per il riscatto di un intero territorio, violentato dalle organizzazioni criminali, denigrato dalle cronache che vi si riferiscono solo per raccontare faide e registrare efferati fatti di sangue. Il riscatto morale di tanta gente onesta passa anche attraverso i pugni di Clemente Russo.

Tatanka, parola che nel linguaggio degli indiani Lakhota Sioux indica il bisonte maschio, è il soprannome del protagonista del film ma anche lo stesso che Clemente Russo s’è conquistato sul campo per il suo particolare stile di combattimento, a testa bassa concentrato sull’obiettivo.

Soluzione vincente, quella di fondere il vissuto dell’uomo nel personaggio, perché la notevole presenza scenica del vero Tatanka riempie lo schermo anche quando è fuori dal ring, con la naturalezza di chi recita un ruolo attingendo anche al proprio bagaglio personale. Semmai, ha dichiarato Clemente Russo, la difficoltà è stata quella di tenere a freno la sua naturale esuberanza, il suo essere estroverso, per dare vita sullo schermo a un personaggio chiuso e taciturno. Perché alla fine il solo punto di contatto vero tra finzione e realtà è nel vivere la boxe come nobile occasione di riscatto sociale.

Il campione dei pesi massimi, agente di Polizia e membro della squadra delle Fiamme Oro, teneva talmente a partecipare alla realizzazione del film da sfidare lo stesso corpo d’appartenenza che per dargli il via libera esigeva tagli alla sceneggiatura, in particolare della sequenza di un interrogatorio con drammatiche conseguenze, ritenuto lesivo per l’immagine della Polizia di Stato.
Il regista Giuseppe Gagliardi ha spiegato che si trattava di un fatto realmente accaduto in Sicilia, necessario per rappresentare il clima di certe terre di confine, dove la boxe rappresenta davvero l’ultimo baluardo all’orizzonte contro un territorio d’illegalità. Avendo ignorato la negazione della liberatoria, l’agente Clemente Russo è stato espulso dall’arma per aver comunque partecipato al film, poi però la condanna è stata commutata in sei mesi di sospensione dal servizio grazie ai suoi alti meriti sportivi e adesso il pugile si sta preparando alle qualificazioni per le Olimpiadi di Londra 2012.

Marcianise e il casertano sono diventati culla del pugilato italiano dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando i soldati americani della base NATO di Bagnoli impiegavano gente della zona per allenarsi, alcuni hanno vinto quegli incontri scoprendo la passione per la boxe e aprendo le palestre che gratuitamente oggi allenano i ragazzi togliendoli dalla strada.

All’inizio del film i giovani Michele e Rosario, interpretati da Lorenzo Scialla e Vincenzo Pane si nascondono dalla polizia nella palestra di Sabatino, Giorgio Colangeli, modellato sul vero allenatore Mimmo Brillantino, “sorta di sacrestano del pugilato, allenatore di campioni europei, olimpici, mondiali.
Completano il cast Carmine Recano, visto in Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, nel ruolo da adulto dell’amico Carmine, l’attore serbo Rade Serbedzija, noto per aver lavorato anche con Stanley Kubrick in Eyes Wide Shut, nella parte di un allenatore clandestino, e Raiz, cantante di nuovo prestato al cinema dopo il recente Passione di John Turturro, che è il padrino del clan locale.

Tatanka è il ritratto realistico di una situazione tristemente attuale, forse nella parte finale il film perde tensione a causa di alcune digressioni in terra tedesca, ma è ben poca cosa davanti al valore morale dell’operazione, che potrebbe risultare persino didattica in certi territori.

Le regole del pugilato sono incompatibili con quelle dei clan. Uno contro uno, faccia a faccia. La fatica dell’allenamento, il rispetto della sconfitta. La lenta costruzione della vittoria.
Roberto Saviano

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tatanka
  • Regia: Giuseppe Gagliardi
  • Con: Clemente Russo, Rade Serbedzija,
    Giorgio Colangeli, Carmine Recano, Susanne Wolff, Raiz, Sascha Zacharias, Damir Todorovic, Claudia Ruffo, Lorenza Scialla, Vincenzo Pane, Luisa Di Natale, Enzo Casertano, Luis Molteni
  • Soggetto: Roberto Saviano dal suo scritto Tatanka Skatenato
  • Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Giuseppe Gagliardi, Massimo Gaudioso, Salvatore Sansone, Stefano Sardo
  • Fotografia: Michele Paradisi
  • Musica: Peppe Voltarelli
  • Montaggio: Simone Manetti
  • Scenografia: Antonio Farina
  • Costumi: Fiorenza Cipollone
  • Produzione: Margherita Film e Gianluca Curti per Minerva Film in collaborazione con Rai Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia, 2011
  • Durata: 100’ minuti


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina
- Il campione olimpico dei pesi massimi
  Clemente Russo, Tatanka
- Michele e Carmine, ragazzi e adulti
- Clemente Russo e Roberto Saviano
- Carmine Recano / Raiz /
  Rade Serbedzija / Giorgio Colangeli
- Il regista Giuseppe Gagliardi sul set