Tagli d’artista
di // pubblicato il 30 Maggio, 2010
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma mette in mostra i suoi tesori. I saloni centrali del museo ospiteranno infatti, fino al gennaio 2011, Tagli d’artista: una storia lunga un secolo.
L’idea dell’esposizione, curata da Livia Velani, nasce dalla necessità di contestualizzare Ambiente spaziale con tagli, monumentale soffitto (400 x 814,3 cm) che Lucio Fontana realizzò nel 1960 per la casa milanese dell’architetto Antonio Melandri e che costituisce il perno della mostra.

“Non potrei fare uno di questi grandi tagli mentre qualcuno si muove attorno a me, ho bisogno di molta concentrazione. Cioè non è che entro in studio, mi levo la giacca, e trac! Faccio tre o quattro anni! No, a volte, la tela, la lascio lì appesa per settimane prima di essere sicuro di cosa ne farò, e solo quando mi sento sicuro, parto […]. Devo proprio sentirmi in forma per fare queste cose”. Sono le parole dello stesso Fontana, che fanno ben capire come le sue opere nascano in maniera meditata e presuppongano una grande, quasi ascetica, concentrazione.
Attorno al soffitto (posizionato in modo da lasciar vedere anche il retro, espressione tangibile della maniera in cui l’artista affronta l’opera) si snoda un percorso che attraversa tutto il XX secolo, partendo da Klimt e passando per Mondrian e Calder fino ad arrivare a Mochetti e Pascali.

Si tratta di artisti che sono accomunati dall’utilizzo del taglio (non sempre da intendere come “ferita” sulla tela) e dal progressivo allontanamento della figurazione: si parte, all’inizio del ‘900, con gli sfondi dorati di Klimt, così influenzati dai mosaici bizantini di Ravenna e per questo piatti, bidimensionali, passando per lo sfondamento della materia delle sculture di Moore ed alle grandi masse bianche di Martini fino ad arrivare alle campiture di colore puro di Klein. Alcuni di queste opere, come Concetto Spaziale. Attese di Fontana ed il Ritratto di Hanka Zborowska di Amedeo Modigliani saranno anche oggetto di un curioso esperimento di “arte totale” che porterà alla creazione di brani musicali (fruibili attraverso speciali audio guide) pensati per accompagnare e coinvolgere maggiormente il visitatore nella scoperta di tali opere, che spesso risultano distanti dai gusti del grande pubblico.
