Sweet Dreams, Baby! I Baap! scuotono come un pugno

di Ferdinando D'Urso // pubblicato il 12 Febbraio, 2012

Senza nessun preavviso contrabbasso e batteria cominciano a delineare un riff - una linea ritmica - semplice, rilassato quanto basta per essere carico di groove, quasi reggae, che comincia a ballare nell’indifferenza del distratto pubblico da Jazz Club. Su questa base il trombone e il sassofono baritono disegnano una melodia distesa, cantabile, tipica di molte composizioni originali che Tony Cattano (trombone) ha eseguito con i suoi Baap! durante il concerto tenutosi il 27 Gennaio 2012 presso l’Enola Jazz Club di Catania. Lo strano nome del gruppo - completato da Giacomo Ancillotto alla chitarra, Roberto Raciti al contrabbasso, Daniele Paoletti alla batteria e, in qualità di ospite speciale ma perfettamente inserito, da Carlo Cattano al sassofono baritono e al flauto - richiama il suono del pugno nei fumetti (chi non ricorda Il grande Blek del gruppo piemontese EsseGesse?) o nella serie TV degli anni Sessanta, decisamente kitsch, Batman.

Il concerto è abbastanza vario e i musicisti tendono a stupire l’ascoltatore, disorientandolo e portandolo da un mondo all’altro. Si va da Controluce, un tempo rock rimaneggiato come farebbe John Tchicai, a Tricortine, una rarefatta ballad alla Mingus in cui i fiati espongono una melodia piana mentre la chitarra fa loro eco da lontano; da Murnau’s Love Chant, colonna sonora in potenza per una scena di “Tabù” (ultima fatica del regista Friedrich Wilhelm Murnau, ricordato soprattutto per “Nosferatu”), a Reggae Street Blues, che associa le sonorità rurali alla ritmica centroamericana in un modo che ricorda da vicino l’Art Ensemble of Chicago di Coming Home Jamaica. Una menzione a parte merita Outbound. La composizione è un inseguimento da film poliziesco: il contrabbasso e la batteria si lanciano in un frenetico tempo swing che si interrompe solo quando i due fiati eseguono frasi brevi e incisive all’unisono per riprendere subito dopo. Durante questo walking, talmente scalmanato da riportare alla mente alcune prove di Ornette Coleman, Ancillotto stupisce tutti con l’inaspettato uso di effetti elettronici: ad un tratto irrompe una sirena della polizia. I due fiati guizzano, scappano, corrono in brevi assolo fino quasi ad esplodere. Tutto finisce in un’orgia Free Jazz che rappresenta una possibile sparatoria finale. Il pubblico, finora piuttosto disattento come solitamente avviene nei locali, resta inchiodato alle sedie e ai tavoli, quasi impaurito.
Come è giusto che sia, i componenti del gruppo pongono particolare attenzione alla produzione del suono, alla sua originalità. Giacomo Ancillotto fa largo uso dell’elettronica perché la sua chitarra rompa i limiti del timbro, sconfinando in suoni spaziali, onirici, o per richiamare un’ambientazione come quando fa suonare delle campane per intendere la situazione sognante di Sweet Dreams, Baby! o come nel caso della sirena di Outbound. Grandissima l’attenzione che Tony Cattano riserva all’utilizzo delle sordine che deformano il timbro del trombone; grazie ad esse lo strumento parla, borbotta, urla, viaggia nel tempo producendo un ʿmediosoʾ suono vintage. Anche Daniele Paoletti crea interessanti effetti percuotendo una ciotola di metallo con i battenti, le bacchette con la punta ricoperta di cotone.

I componenti di Baap! sono tutti ottimi solisti. Bluesy e puntinistico Ancillotto; misurato, attento all’interplay e mai invadente Paoletti. Roberto Raciti interpreta i suoi assolo rimanendo sempre vicino - eppure lontano - all’idea tematica mostrando di aver compreso cosa intendeva dire Gunther Schuller nel suo noto articolo “Sonny Rollins and the Challenge of Thematic Improvisation”. Tony e Carlo Cattano, da buoni fratelli, suonano bene insieme ora puntellandosi, ora inseguendosi, ora rispondendo all’altro che predica in un call and response decisamente nero; separati risultano entrambi molto espressivi nella ricerca della melodia e - dove necessario - decisi e compenetrati nell’uso del linguaggio più moderno, debitore all’avanguardia del jazz e non solo.
I Baap! hanno infine voluto omaggiare un grande musicista, purtroppo poco noto al grande pubblico: il pianista inglese Keith Tippett con il quale tutti i membri del gruppo - e anche chi scrive - hanno avuto il piacere e l’onore di collaborare. Film Blues è una sua commovente melodia,  suonata a tempo lentissimo, che trasuda pathos in tutti gli assolo, un’esecuzione sentita e sofferta.
Il colore di Baap! è il piano tendente al pianissimo che solo quando necessario esplode in imponenti forte; gli ottimi maestri sono riusciti a mantenere questa loro caratteristica nonostante la presenza di una tanto rumorosa quanto tipica tavolata, più interessata al cibo che alla musica. Ma - come quella sera mi ha detto lo stesso Tony Cattano - in questi casi è meglio suonare ancor più piano.

 

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In copertina:
Sweet Dreams Baby

- La copertina del disco

- Tony Cattaneo
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