Suspense all’Ex3
di // pubblicato il 21 Febbraio, 2011
Suspese. Sculture Sospese, è il titolo della mostra inaugurata Sabato 19 febbraio (e visitabile fino all'8 maggio) negli imponenti spazi di Ex3 il centro per l'arte contemporanea di Viale Giannotti a Firenze.
L'esposizione raccoglie le opere di 16 artisti internazionali di generazioni molto diverse che hanno come denominatore comune e tratto distintivo la sospensione e la leggerezza in antitesi alla pesantezza e alla staticità della scultura tradizionale.

“Leggerezza, instabilità, mutevolezza, inconsistenza, debolezza – spiega Lorenzo Giusti, curatore della mostra insieme ad Arabella Natalini – sono tutti elementi connotativi, riconoscibili in gran parte della produzione scultorea di oggi. Elementi che consentono un fin troppo facile parallelo con alcuni dei fattori considerati distintivi del nostro tempo, segnato da una profonda discontinuità, da una 'liquidità' – per citare una nota definizione di Bauman – generatrice di insicurezza, disgregazioni, indeterminazioni, delegittimazioni. Condizioni un tempo considerate sfavorevoli, che oggi, sulla scia di riflessioni elaborate nell'ambito del cosiddetto pensiero postmoderno, assumono un valore alternativo, potenziale, di apertura al diverso, al mutevole, al difforme, in una prospettiva di continua metamorfosi, di perenne cambiamento”.

Il venir meno di ogni certezza sia in campo filosofico, politico e religioso, induce quindi gli artisti contemporanei alla realizzazione sempre maggiore di opere precarie, effimere, appunto sospese, rinunciando al tradizionale piedistallo e svincolandosi addirittura da ogni rapporto con il suolo. Le installazioni in mostra, tutte caratterizzate da un generale rifiuto di una forma stabile, suggeriscono attraverso l'utilizzo dei materiali più svariati, che vanno dal tessuto al legno, dai fili elettrici fino alle foglie di ligustro, l'idea di una possibile manipolazione o di una possibile interazione tra la scultura e il visitatore che si aggira tra i saloni dello spazio, diventando parte attiva dell'esposizione.

L'opera del livornese Franco Mecagli costituita da sottili strisce di legno unite da semplici fascette di plastica che formano delle linee sinuosoidali, produce al contempo una sensazione di leggerezza e di fragilità. Così come il microcosmo acquatico e fluttuante dell'argentino Tomas Saraceno realizza perfettamente quell'idea di sospensione che sta alla base della mostra.
Di grande suggestione anche il lavoro della fiorentina Daniela Di Lorenzo che attraverso una particolare lavorazione del feltro riesce a creare un connubio tra la forme anatomiche della scultura tradizionale – gli strati di feltro infatti sono stati precedentemente modellati sul corpo dell'artista stesso – e la attuale disgregazione e instabilità della figura umana.