SUPERHUMAN PERFORMANCE. L’evoluzione del tessuto per lo sport
di // pubblicato il 25 Giugno, 2008
E' stata appena inaugurata l’interessante mostra “Superhuman Performance. L’evoluzione del tessuto per lo sport” al Museo del Tessuto di Prato e vi segnalo il sito del museo per visionare il ricco calendario delle attività dell’associazione Amici del Museo e il programma culturale in corso www.museodeltessuto.it .
Il Museo del Tessuto ha riaperto per l'evento dopo un mese e mezzo di chiusura a seguito dei lavori di condizionamento in una parte dell’edificio.
La mostra presenta al pubblico come l’abbigliamento sportivo si è evoluto nelle diverse discipline agonistiche e come un campione sportivo moderno possa diventare un “supereroe” grazie anche allo sviluppo della tecnologia tessile.
L’esposizione è articolata in due sezioni, la prima mette in evidenza il confronto tra passato e presente per illustrare come nell’ultimo secolo i tessuti si siano modificati, si trovano infatti campioni del passato come Gino Bartali, Tazio Nuvolari, Celina Seghi che si confrontano con gli sportivi del nostro tempo, Valentino Rossi, Fiona May, Carolina Kostner e tanti altri.
Proprio da questo confronto è possibile verificare l’evoluzione dei tessuti nelle diverse discipline: atletica, automobilismo, calcio, ciclismo, motociclismo, nuoto, sci, tennis.
La seconda sezione evidenzia invece le innovazioni tecnologiche nel settore dello sportswear, indicando come la ricerca su nuove fibre e tessuti favorisca la realizzazione di indumenti atti perfino ad amplificare le prestazioni dei campioni.
Tale esposizione include progetti e indumenti che garantiscono tre tipi di funzionalità: performance, protezione, intelligenza.

Si tratta dunque di una mostra che ripercorre la trasformazione della tenuta dell’atleta, interessante per tutti gli appassionati di sport che vorranno ammirare tenute di campioni mai esposte in precedenza, e che si inserisce a “cavallo” del periodo in cui si svolgeranno le Olimpiadi di Pechino, con inizio il prossimo 8 agosto, proprio perché il Museo del Tessuto dedica allo sport il principale evento espositivo dell’anno.
Quale anno migliore dell’anno Olimpico?
Lo studio sui tessuti sintetici risale ai primi del Novecento ma solo più tardi furono messi a punto materiali innovativi. Il poliestere fu introdotto solo nel 1951 ma il suo prezzo economico e la praticità del tessuto rispetto alle fibre naturali fece decollare il prodotto in breve tempo.
Per gli sportivi i materiali sintetici erano vantaggiosi in quanto non assorbivano l’acqua e una volta bagnati non si deformavano, inoltre la leggerezza rispetto agli indumenti composti da sole fibre naturali era certamente maggiore, tuttavia lo svantaggio consisteva nel fatto che si otteneva una minore traspirazione del corpo che indossava tali indumenti. Si lavorò pertanto su una tessitura a maglia larga che limitava questo inconveniente.

Lo stilista Emilio Pucci, che fu a sua volta uno sciatore a livello agonistico, mischiò le fibre sintetiche a quelle naturali per gli indumenti da sci, per ottenere tenute di gran lunga superiori a quelle di lana a cui gli sciatori erano abituati ma che presentavano notevoli problemi sulla neve, a causa della pesantezza e del contatto con l’umidità.
Anche l’elastan, a partire dalla fine degli anni ’50 ebbe un grande successo in quanto questa tecnofibra era in grado di allungarsi e riacquistare la propria forma originale in breve tempo.
Ebbe fondamentale importanza anche l’elemento colore degli indumenti sportivi, soprattutto negli anni ’70, con l’avvento della televisione a colori, quando la stampa cosiddetta a sublimazione ebbe il maggior successo.
La tecnologia innovativa ha permesso di realizzare inoltre il “body mapping” atto a differenziare le diverse zone del corpo, quelle più ventilate rispetto a quelle più calde anche per una apposita protezione muscolare laddove necessiti.
Tenendo conto anche delle condizioni ambientali infine, esistono polimeri termoplastici , “shape memory membranes” che con il clima freddo permettono di trattenere il calore mentre con quello caldo si dilatano per farlo espellere.
Il materiale tecnologico ha portato però oltre a questa grande innovazione, notevoli polemiche, soprattutto lo scorso febbraio quando nella disciplina natatoria si sono battuti oltre trenta primati grazie anche all’avvento del nuovo costume messo a punto da uno fra i più noti produttori.
C’è chi non è d’accordo dunque sull’uso di questi costumi innovativi che pare permettano notevoli miglioramenti di tempo. D’altra parte però la tecnologia deve andare avanti e ricordiamoci che chi indossa queste speciali tenute nelle grandi manifestazioni ha comunque un talento indipendente dalla tecnologia!