Suoni: una storia di colori

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 14 Ottobre, 2012

Il corno delle Alpi e la cornamusa sono strumenti aerofoni antichissimi che raramente si ascoltano insieme, entrambi collegati al mondo e alla vita del pastore e creati dai materiali dei campi e dei boschi. Se la cornamusa ha una grande famiglia in area europea, il corno delle alpi è apparentato con strumenti di lontane aree geografiche come la tromba di conchiglia, il didgeridoo australiano o il dungchem tibetano.
Martin Mayes e Alberto Bortolotti durante il concerto
Infatti ha una forma che si origina in natura e ricavata da tronchi di abete cresciuti storti sui pendii delle vallate alpine. Inoltre, nella sua cultura originaria, svolgeva, tra persone lontane, un ruolo di comunicazione che andava ben oltre quello strettamente musicale.
Di grande impatto emotivo il suono potente capace di toccare profondamente l’ascoltatore e, collegandosi tramite questo richiamo "spirituale", ai suoi cugini asiatici ed oceanici.

Il repertorio ieri e oggi (ore 17.30) proposto da Martin Mayes e Alberto Bortolotti nei due concerti al Borgo Medievale è composto da brani folk e rinascimentali, semplici e orecchiabili, capaci di coinvolgere il pubblico in un gioco di sonorità un po’ inusuali all’ascolto, ma di grande suggestione.
I PoliErranti durante una esibizione

I DUE MUSICISTI

Martin Mayes (corno delle alpi e corni) cornista e compositore, dopo studi musicali all’Università di York ha iniziato la carriera esibendosi in concerti, performance e teatro di strada nell’ambiente sperimentale della Londra e dell’Europa degli anni 70. Abita a Torino dal 1982. Ha lavorato in solo e con musicisti e artisti di vario genere e ha partecipato a importanti festival in Europa, USA, Canada e Giappone. Fa parte del progetto internazionale MUS-E per l' arte nelle scuole, di numerose formazioni musicali che spaziano dalla musica medievale all’ improvvisazione a momenti anche teatrali ed è un componente dell’Equipaggio dei Corni da Caccia della Reggia di Venaria. Collabora con Scuole e Istituzioni Culturali torinesi tra cui Torino Musei meritando a pieno titolo la definizione di architetto dell’immaginazione musicale” datagli dal City of London Festival” perché i suoi progetti musicali intrecciano improvvisazione, composizione, testi poetici e spazi architettonici.

Alberto Bertolotti (zampogne e cornamuse) diplomato in tromba presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha collaborato con diverse formazioni orchestrali tra cui l’Orchestra del Teatro alla Scala e l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. È prima Tromba nell’Orchestra del Teatro di Savona. Ha fondato e diretto l’Orchestra da Camera "Ticinensis" con la quale ha approfondito lo studio del repertorio musicale barocco. Nel 2001, nel corso dei suoi studi di alcuni strumenti e repertori musicali popolari incontra la zampogna e dall’incontro con il gruppo di suonatori erranti di nome "I Pedra" nasce la passione per questo strumento con cui si esibisce in diversi concerti in collaborazione con formazioni strumentali, orchestrali e corali.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. I PoliErranti durante una esibizione

In copertina:
Martin Mayes e Alberto Bortolotti durante il concerto

Mappa

Dove e quando

I POLIERRANTI presentano: SUONI: una storia di colori

  • Date : 13 Ottobre, 2012 - 14 Ottobre, 2012
  • Indirizzo: Borgo Medievale - Torino

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