Sulla via della seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente

di Elisa Bergami // pubblicato il 22 Ottobre, 2012

"Via della Seta" è un'espressione entrata ormai nel gergo comune. Chiunque, almeno una volta nella vita, ne ha sentito parlare e ciascuno la identifica in maniera più o meno precisa con uno degli aspetti dell'antico legame tra Oriente e Occidente.

Sicuramente il barone  Ferdinand von Richthofen, insigne geografo e geologo tedesco, quando - nell'introduzione all'opera Tagebücher aus China, pubblicata a Berlino nel 1907- stabilì di chiamare Via della Seta il groviglio delle vie carovaniere lungo le quali nell'antichità si erano snodati i commerci tra gli imperi orientali e occidentali, non si aspettava che la sua geniale intuizione sarebbe rimasta tanto impressa nelle menti da essere tuttora utilizzata.
Su quelle strade si incrociarono profumi, spezie, metalli, porcellane, medicinali e qualsiasi bene fosse disponibile nel primo millennio dell'Era cristiana. Ugualmente ambascerie, eserciti, missionari ed esploratori ne solcarono le vie in un instancabile cammino verso alleanze, indottrinamenti e indagini. Fu la seta tra le tante, però, a permettere che quegli scambi commerciali e culturali cominciassero a fiorire e da qui il nome che, ad oggi, identifica una delle più antiche vie commerciali d'Oriente.

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita dal 27 ottobre 2012 al 24 marzo 2013 una mostra che, organizzata dall'American Museum of Natural History di New York in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Codice. Idee per la Cultura di Torino, ripercorre il lungo viaggio da est a ovest nel periodo tra il VII e il XIV secolo d.C, rappresentando la moltitudine di culture che animavano la Via della Seta attraverso la ricostruzione di quattro città simbolo: Chang'an, odierna Xi'an; Turfan, città-oasi nel deserto del Gobi; Samarcanda, grande centro mercantile e culturale e, infine, Baghdad capitale del mondo islamico e sede del Califfato.
Una sezione, realizzata in esclusiva per l'esposizione capitolina, a cura di Luca Molà, Alexandra Wetzel e Ludovuca Rosati, approfondisce il rapporto di alcune città italiane - soprattutto Venezia e Genova - con l'Estremo Oriente negli ultimi secoli del Medioevo.

Si parte, dunque, dalla capitale della Dinastia Tang (618-907 d.C), situata nel cuore della pianura centrale cinese. Chang'an, nota nei resoconti databili intorno al 750 come "Città da un milione di persone", si caratterizzava all'epoca come luogo particolarmente tollerante nei confronti di religioni come lo Zoroastrismo o il Nestorianesimo che, arrivate da poco nel territorio cinese, si affiancavano al Buddhismo e al Taoismo.

I numerosi reperti di statuine raffiguranti cammelli carichi di merce e palafrenieri, dignitari, attori, musici con tratti marcatamente stranieri e molto probabilmente riprodotti dal vero, creano un'immagine viva e movimentata della metropoli da cui partivano le carovane dirette a nord ovest, fornendo del materiale iconografico importante per ricostruire gli spostamenti di cose e persone lunghe la tortuose e talvolta impervia Via della Seta.

Successivamente, grazie al suo  sofisticato sistema di irrigazione, l'oasi di Turfan, situata sulla rotta che circonda a nord il deserto Taklamakan e punto di incontro tra il tratto meridionale e settentrionale, diventò uno dei grandi centri della rotta commerciale. La fedele ricostruzione di un "karez" di irrigazione consente al visitatore di rendersi conto della portata di quest'invenzione, fondamentale per trasformare piccole oasi isolate in organizzati centri urbani circondati da terreni agricoli produttivi. Le carovane, infatti, avevano bisogno di cibo per gli animali, edifici in cui riposare, bazar per commerciare e rifornimenti d'acqua e cibo.

Situata nell'odierno Uzbekistan, Samarcanda è una delle più antiche città del mondo. Cuore della civiltà songdiana, vi si poteva trovare ogni bene di lusso e genere di svago, rappresentando uno dei più importanti centri d'incontro tra culture lontane e, conseguentemente, imprescindibile sede di transazioni commerciali e diffusione di testi sacri.

Baghdad, infine,  dalla sua fondazione nel 762, è  stato nel corso dei secoli  il centro e l'incrocio di tutte le rotte commerciali d'Oriente, sede della corte abbaside, e bacino di raccolta di spezie indiane così come di sete cinesi. Già dalla fine dell'VIII secolo, Baghdad era il centro intellettuale del mondo islamico, in cui la ricerca nei campi della scienza, della letteratura e dell'artigianato era una delle più fiorenti dell'epoca.
Una continua ricerca tecnologica fece della città irachena uno dei centri principali della produzione di oggetti in vetro e, quindi, importante snodo per le carovane dirette ad ovest.
Da qui le strade si dividevano: a sud le carovane proseguivano verso il Golfo Persico, mentre a nordovest arrivavano al Mar Mediterraneo.
In questo senso, la maggior versatilità e rapidità del trasporto marittimo fece incrementare sempre più il commercio via mare, incentivato dai cambiamenti politici continui che spesso impedivano per giorni i viaggi via terra, rendendo a volte impossibile proseguire il cammino.
Tra il IX e il X secolo, il trasporto via mare crebbe sempre più e le merci iniziarono a partire dalle coste meridionale della Cina.

La sezione realizzata appositamente per la tappa italiana, poi, mette a fuoco il rapporto tra la Via della Seta e l'Italia all'epoca dell'Impero Mongolo (XIII-XIV secolo) quando un gruppo di mercanti italiani si stabilì nella Cina dominata da Kubilai Khan e dai suoi successori (1272-1368), missionari europei giunsero in Estremo Oriente e ambasciate mongole arrivarono fino alla sede del Papato.

Le miniature presenti in mostra, documentano l'immaginario esotico nato attorno alle notizie che provenivano da quelle terre lontane, mentre un manoscritto mercantile del XIV secolo offriva consigli pratici per il viaggio, inclusi itinerari, tempi di percorrenza, dazi, popoli e città.
Una selezione dei prodotti importati dall' Oriente documenta, infine, come il commercio dell'epoca non fosse unilaterale né tantomeno limitato alla seta, bensì imperniato sullo scambio reciproco di svariati articoli di lusso.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Coppa con punti in rilievo,
Iran, 500-600, vetro
(Corning Museum of Glass, New York)

1.Astrolabio,
Iran,1730 - 1775
Metallo
Library, New York

2.Jacopo di Cione
Madonna dell'Umiltà
1365 - 1375 ca.
tempera su tavola fondo oro
Galleria dell'Accademia, Firenze
 
3.Visione di porto dal Trattato dei Septem Vitiis (carta sciolta da Codice Cocarelli) Nord Italia o Mar Nero, ultimo quarto del XIV sec.
miniatura, inchiostro e acquarelli su pergamena Museo Nazionale del Bargello, Firenze

Mappa

Dove e quando

SULLA VIA DELLA SETA. ANTICHI SENTIERI TRA ORIENTE E OCCIDENTE

  • Date : 27 Ottobre, 2012 - 24 Marzo, 2013
  • Sito web

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