Sul mare

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 16 Aprile, 2010

Isola di Ventotene, Salvatore è un ragazzo di vent’anni con una vita a due lati, come dice lui, uno estivo e l’altro invernale come un materasso, durante l’estate si guadagna da vivere facendo il barcaiolo e portando i turisti in escursione attorno alla sua amata isola, l’inverno quando tutto si ferma e il luogo non offre niente è costretto a trasferirsi sulla costa impiegandosi a nero come manovale nei cantieri, sfruttato e con un misero stipendio al pari degli immigrati clandestini che si trova a fianco.
Anche la vita familiare di Salvatore è divisa in due, l’estate vive sull’isola con la madre casalinga e il padre impiegato nella compagnia di traghetti, l’inverno divide un appartamento a Formia con un altro manovale, Vincenzo, e la sua fidanzata polacca. Le stagioni s’inseguono senza cambiamenti e Salvatore trascina la sua vita priva di prospettive senza porsi troppe domande su un futuro che all’orizzonte non c’è.

Fino al giorno in cui entra nella sua vita Martina, una studentessa di Genova in vacanza sull’isola per fare immersioni con cui il ragazzo trascorre una romantica notte in barca sotto le stelle. Per innamorarsi basta una notte, l’aveva avvertito una turista disillusa sull’amore che aveva portato in barca con la famiglia, infatti il giorno dopo quando la ragazza riparte per tornare al nord e non risponde ai suoi sms, Salvatore che fino a quel giorno era stato uno sciupa femmine impenitente cade in uno stato di depressione che gli causa disturbi fisici inibendogli ogni attività.

Sul mare racconta la cronaca di una perdita dell’innocenza, il personaggio protagonista di Salvatore è un ragazzo che vive felice isolato in un suo mondo incontaminato dalla modernità, non naviga su internet, la passione per il mare e la libertà di una vita da barcaiolo, cullato dal mare al calore del sole, sono tutto ciò di cui ha bisogno. Fino all’incontro con Martina, ragazza borghese figlia di un giornalista ucciso per mafia che ha perso il contatto con sé stessa e vive le sue scelte, professionali e di vita, in funzione di ciò che gli altri si aspettano da lei. Martina è portatrice d’un’insoddisfazione profonda e come una malattia infettiva contamina la vita di Salvatore con la sua stessa infelicità.

Al suo settimo lungometraggio da regista Alessandro D’Alatri con Sul mare vince la scommessa, sua e dei soci con cui ha fondato la nuova casa di produzione Buddy Gang di cui questo è il primo progetto, di realizzare un film, come lui stesso l’ha definito con un termine molto alla moda, ad impatto zero; adottando telecamere digitali con una troupe molto piccola di appena 33 persone, girando il 90% del film in esterni con l’intera attrezzatura trasportata da due piccoli fugoncini elettrici, senza gruppi elettrogeni da accendere e utilizzando energia solare con qualche batteria a ricarica elettrica, per portare avanti su un piano concreto il rispetto per l’ambiente di un’isola incontaminata da realtà industriali come quella di Ventotene.

La snellezza della struttura produttiva insieme all’utilizzo delle nuove tecnologie hanno dato all’intera lavorazione del film una velocità propulsiva e un’intensità inconsuete nel mondo del cinema, dopo pochi mesi di preparazione sul lavoro di scrittura del film il primo ciak è stato battuto il 3 settembre 2009 e con dieci settimane di riprese terrestri, marine, aeree e subaquee il film è uscito nelle sale il 2 aprile 2010, ma la velocità di realizzazione non ha in alcun modo danneggiato il risultato di un film dall’alta qualità fotografica, dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che sono le idee il vero motore per produrre anche in Italia grande cinema con piccoli mezzi. In più, al di là di ogni indiscutibile risparmio economico, questo nuovo percorso ha consentito, come ha dichiarato D’Alatri, la conquista di una forte e insospettata libertà espressiva.

I due ragazzi protagonisti sono raccontati con una tale carica di verità che in nessun momento nel corso della vicenda fa mai capolino la percezione della finzione. L’esordiente assoluto Dario Castiglio nel ruolo del protagonista riempie lo schermo con tutta la sua fresca spontaneità e dà corpo alla purezza di un ragazzo semplice e romantico che, contro tutti gli atteggiamenti da don Giovanni che gli incontri con gli amici richiedono di mettere in scena e ribaltando gli stereotipi più diffusi, scopre suo malgrado l’intensità del primo vero amore, forte e totalizzante come solo un sentimento inaspettato e sconosciuto può essere. Soffrendo per amore il suo vivere si blocca costretto come in una gabbia, pur comprendendo, mentre sfoglia furtivamente le foto sul cellulare di Martina, di appartenere a un mondo estraneo molto lontano da quello in cui vive la ragazza.
Martina Codecasa, che aveva esordito in un piccolissimo ruolo in Io sono l’Amore di Luca Guadagnino, è Martina, figlia di una famiglia bene del nord, viziata e molto confusa, che non è consapevole fino in fondo dell’arma distruttiva che può essere il suo corpo, capace di attirare su di sé sentimenti così puri che nemmeno lei è in grado di comprenderli senza inevitabilmente farne scempio.

Scritto a quattro mani dal regista e da Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice che ha collaborato a tutti i film di Massimo Troisi, conquistandosi anche una candidatura agli Oscar per Il postino, la sceneggiatura è tratta dal suo libro In bilico sul mare e ha il pregio di disegnare attraverso pochi rapidi tratti, ma in modo molto efficace, la psicologia dei personaggi, anche quelli di secondo piano.

Il padre di Salvatore ad esempio che a tavola parla col figlio dello stipendio iniquo che il cantiere vuole corrispondergli mentre con un orecchio è attento alla sorte dei pacchi nel gioco televisivo Affari tuoi è quanto mai realistico e sincero, affettuoso e preoccupato per i malesseri del figlio sa anche battere il pugno sul tavolo, con una battuta indimenticabile e un guizzo di verità, appena Martina esce dalla stanza. La madre del protagonista, sempre pronta dietro l’angolo a trepidare per le sorti del figlio, è rappresentata senza patetismi con piccoli cenni, come lo spegnimento della tv che trasmette La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek o un sommesso pianto notturno, e persino la figura della nonna, che appare per meno di un minuto, ha con la sua battuta in napoletano stretto sulle ragazze di oggi uno spessore che non necessita d’altro.

L’amico di Salvatore, Capadiciuccio, barcaiolo come lui, interpretato da Raffaele Vassallo ha ereditato i farfugliamenti del mai compianto abbastanza Massimo Troisi e regala una nota di divertimento a un film che nonostante i toni leggeri della commedia ha il coraggio di affrontare anche tematiche scomode di questa nostra triste attualità. Si, perché Sul mare è un’opera che coglie in contropiede quando ti predisponi ad assistere ad una fresca storia d’amore estiva tra adolescenti, romantica e sincera, ma ti trovi davanti anche una forte denuncia sulla piaga inaccettabile delle morti bianche che con cadenza quotidiana miete vittime nel nostro paese, con la voce narrante del protagonista che amaramente si domanda: “Perché morti bianche? Lavori a nero senza sicurezza ma poi sono morti bianche?

Con la sequenza dell’ispezione sul cantiere e l’incidente all’operaio camerunense il film mette a nudo responsabilità e ipocrisie di un sistema fatto di connivenze, tra l’omertà del bisogno di chi non ha altre alternative di lavoro se non vuole arrendersi ad emigrare lontano da casa e l’indecenza delle aziende appaltatrici che, davanti all’ennesimo incidente di lavoratori sfruttati a nero, mentono assicurando che era il primo giorno di lavoro di operai in prova che il giorno seguente certamente sarebbero stati contrattualmente regolarizzati. Un piccolo film in cui mi sono imbattuto quasi per caso ma che mi ha conquistato per la sua onestà.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Sul mare
  • Regia: Alessandro D’Alatri
  • Con: Dario Castiglio, Martina Codecasa, Nunzia Schiano, Vincenzo Merolla, Raffaele Vassallo,Kevin Notsa Mao, Salvio Semioli, Anna Ferzetti, Mino Manni, Roberta Stellato, Adriana Marega
  • Soggetto: Anna Pavignano dal suo romanzo In bilico sul mare
  • Sceneggiatura: Anna Pavignano, Alessandro D’Alatri
  • Fotografia: Alessio Gelsini Torresi
  • Musica: Freaks
  • Montaggio: Osvaldo Bargero
  • Scenografia: Monica Vittucci
  • Costumi: Gemma Mascagni
  • Produzione: Alessio Gramazio e Paolo Calabresi Marconi per Buddy Gang e Warner Bros Entertainment Italia
  • Origine: Italia, 2010
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 100’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina
- L’esordiente Dario Castiglio è
  il protagonista Salvatore
- Salvatore e Martina ascoltano
  canzoni di Caroline Cohen
- Martina Codecasa è la
  protagonista femminile
- Salvatore e l’amico camerunense
  Atangana sul cantiere / Nunzia Schiano e
  Vincenzo Merolla sono i genitori di Salvatore
- Il regista Alessandro D’Alatri