Storia, musica e architettura in Repubblica Ceca
di // pubblicato il 08 Agosto, 2011
Pochi luoghi in Europa sono ricchi di cultura e suggestioni come la Repubblica Ceca: meta ideale per chi ama i viaggi dal ritmo lento, questo paese è in grado di offrire un’ampia e variegata offerta culturale ma anche paesaggi naturali di rara bellezza. Uno dei modi più originali per esplorare questi due aspetti dell’offerta turistica Ceca consiste nell’attraversare il paese seguendo il corso del fiume Moldava (Vlatva in ceco, Moldau in tedesco).
Seguendo la melodia de La Moldava
La Moldava rappresenta non solo il principale corso d’acqua della Repubblica Ceca, ma anche un elemento simbolico molto importante: infatti questo fiume dà anche il titolo al celebre brano musicale Vlatva, parte del gruppo di sei poemi sinfonici Má vlast - letteralmente ‘La mia patria’ - composti da Bedřich Smetana tra il 1874 ed il 1879; l’opera costituisce un affresco inneggiante al popolo Boemo, e rappresenta un forte elemento identitario.
Il poema sinfonico Vlatva descrive in musica il corso del fiume, dalla sorgente - situata nella selva Boema - al suo passaggio attraverso la capitale, Praga, fino alla sua confluenza nell’Elba, comprendendo anche alcuni passaggi che cercano di evocare elementi della cultura e del folklore locale, come il ‘rito’ della caccia e una festa di notte contadina. In particolare il ritornello, che evoca il movimento dello scorrere dell’acqua, è comunemente considerato una metafora dello scorrere della vita, ed è uno dei brani più famosi al mondo, utilizzato spesso come colonna sonora - ad esempio nel recente The Tree of Life di Malick - per il suo particolare potere evocativo.

Volendo quindi seguire l’itinerario suggerito da Smetana, cominceremo a seguire il corso del fiume partendo dalla sua sorgente situata in Boemia (più precisamente nella regione ceca di Šumava): ecco quindi aprirsi davanti ai nostri occhi le immagini dell’imponente Selva Boema; in questo Parco Naturale si apriranno ai nostri occhi panorami immersi nel verde, con foreste imponenti, corsi d’acqua, laghi e natura incontaminata. Non a caso questa regione, al confine con la Germania e l’Austria, è conosciuta anche come “il tetto verde dell’Europa” ed è quasi interamente composta da una foresta vergine che si estende per circa 120km lungo lo spartiacque naturale che divide la Moldava dal Danubio.
Il Parco è interamente visitabile grazie a una fitta rete di sentieri - che si estendono per una lungezza complessiva di circa 500km - e piste ciclabili ed è attrezzato per gli sport invernali, soprattutto sci di fondo e sci alpino.
Český Krumlov
Proseguendo per il nostro itinerario ci imbatteremo in uno dei più importanti centri abitati attraversati dalla Moldava: Český Krumlov. Dichiarata parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1992, questa cittadina di origine medievale rappresenta un gioiello dell’architettura ceca, oltre ad essere un importante centro culturale. Famoso il castello che domina tutto l’abitato di Český Krumlov: situato in un punto strategico del corso del fiume, fu costruito intorno al XIII secolo ed è il secondo castello più grande del paese, dopo il celebre castello Hradčany di Praga.

Fanno parte del complesso la famosa cattedrale di S. Vito (Kostel Sv. Víta) e l’altrettanto celebre teatro Barocco, presso il quale ancora oggi si rappresentano spettacoli operistici al lume di candela. Sempre a Český Krumlov esiste un altro palcoscenico molto speciale: il teatro girevole all’aperto che ospita ogni estate il Festival Teatrale della Boemia Meridionale. Progettato negli anni ‘50, il teatro dispone di un auditorium girevole, che può ruotare di 360°, permettendo così di ambientare le performance teatrali in qualunque parte dell’area circostante: opere e balletti avranno quindi come scenografia il parco e i giardini del castello, lasciando a registi e scenografi una libertà assoluta per l’ambientazione.
Per gli appassionati di musica inoltre ricordiamo che fino al 28 Agosto andrà in scena l’annuale Festival internazionale di musica di Český Krumlov.
České Budějovice
Proseguendo verso Praga lungo il corso del fiume, gli amanti del turismo eno-gastronomico non potranno evitare una sosta a České Budějovice: questa città, il cui nome in lingua tedesca è Budweis, può infatti vantare l’invenzione di una delle più famose birre lager, la Budweiser - ricordiamo però che la Boemia è la patria della pilsener, prodotta a Plzeň, nella parte occidentale della regione. Gustando un boccale di birra è possibile ammirare gli edifici del centro storico, con notevoli esempi di stile gotico, rinascimentale, ma soprattutto barocco come ben dimostrano il municipio cittadino e la chiesa di S. Nicola.
A pochi chilometri dal centro storico è inoltre possibile visitare un altro sito sotto tutela dell’UNESCO: Holašovice, piccolo villaggio contadino in cui il tempo sembra essersi fermato e i cui edifici sono esempi notevoli di stile barocco rurale, molto diffuso in boemia.

Lasciandoci alle spalle la città e proseguendo in direzione di Praga potremo inoltre visitare alcuni siti storici di grande importanza storica e artisitca, tra i quali il castello di Orlík presso Orlík nad Vltavou e il castello Rožmberk, entrambi affacciati sulle rive del fiume

Praga
L'ambigua città vltavina non giuoca a carte scoperte. La civetteria antiquaria, con cui va fingendo di essere ormai solamente natura morta, taciturna sequela di trapassati splendori, spento paesaggio in un globo di vetro, non fa che accrescere il suo maleficio. Si insinua sorniona nell'anima con stregamenti ed enigmi, dei quali solo essa possiede la chiave. Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato.
A. M. Ripellino, Praga magica, Torino, Einaudi, 1991, p. 11
La Moldava prosegue quindi il suo corso attraversando la capitale, Praga. Chiunque entri a Praga per la prima volta non può che rimanere colpito dalla bellezza della città e dalla maestosità dei suoi monumenti principali: non è quindi difficile immaginare perché Smetana abbia deciso di attribuire un carattere trionfale al movimento del suo poema dedicato al passaggio del fiume all’interno di Praga.

Fondata secondo la leggenda nell’ 800 attorno all’area che oggi ospita il Castello - la cui costruzione comincia attorno al 885 - Praga sorge in realtà su un insediamento ben più antico risalente probabilmente al paleolitico. Risalgono invece al X secolo le basiliche di S. Vito (Katedrála svatého Víta) - maestoso esempio di architettura gotica - e di S. Giorgio (Bazilika Sv. Jiří), così come l’altro grande simbolo della città, il castello di Vyšehrad: proprio qui si dice che la principessa Libuše - fondatrice della prima dinastia reale ceca - con le sue doti di veggente, avesse previsto che Praga in futuro avrebbe goduto di grande fama e gloria. In effetti la città è stata a lungo capitale dei re Boemi, alcuni dei quali sono stati anche a capo del Sacro Romano Impero, mentre in epoche più recenti è stata un centro politico di grande importanza nell’ambito dell’Impero Austroungarico.
Forse ancora più importante della storia politica della città è la sua storia culturale: Praga infatti ha dato i natali a molti artisti e intellettuali, al tempo stesso artefici e fruitori di un clima culturale di straordinaria vivacità nel pur incredibile panorama mitteleuropeo. Tra i nomi “eccellenti” Franz Kafka, Antonín Dvořák, Alfons Mucha, lo stesso Smetana, Milan Kundera, Miloš Forman e il premio Nobel Jaroslav Seifert.
Molti altri intellettuali inoltre, pur non essendo nati a Praga hanno trovato ospitalità tra le vie della “città magica”: Arcimboldo - che qui seguì l’imperatore Rodolfo II - ma anche Giordano Bruno, Jan Hus, Giovanni Keplero/Johannes Kepler, Albert Einstein, che insegnò per alcuni anni presso l'università praghese.
Itinerari architettonici
Praga può quindi vantare trascorsi culturali molto vari, e questa caratteristica è ancora visibile nelle pieghe del centro storico. Numerose sono ancora oggi le testimonianze architettoniche di questo illustre passato, nei vari quartieri della città sono infatti rappresentati tutti gli stili costruttivi che si sono sviluppati in occidente negli ultimi mille anni. Per questo motivo una passeggiata alla ricerca dei tesori dell’architettura praghese ci aiuterà a capire meglio la storia di una città cosmopolita da sempre crocevia di culture:
A Hradčany, il quartiere che ospita il Castello (Hrad in ceco) sono presenti superbi esempi di edifici gotici, mentre il celebre Vicolo dell’Oro (Zlatá ulička) fa ancora oggi bella mostra del suo stile manierista.

Il quartiere di Malà Strana (piccolo quartiere o “parte piccola”), che si snoda ai piedi del Castello, comprende invece alcuni edifici rinascimentali, e il vero gioiello barocco della capitale, la Chiesa di S. Nicola (Kostel svatého Mikuláše) che si affaccia sulla piazza centrale; attraversando il fiume lungo il Ponte Carlo (Karlův Most) si può ammirare la sua struttura trecentesca, e il contrasto con le statue seicentesche di santi che adornano i due lati,

Dall’altro lato del ponte la Città vecchia (Staré Město) - che ha da sempre ospitato comunità straniere importanti, tra le quali quella italiana - ha esempi di edifici romanici e gotici, tra cui il famoso orologio astronomico che si affaccia sulla piazza principale (Staroměstské náměstí) e tardo-rinascimentali - il complesso del Klementinum;
Risale invece al XIV secolo il quartiere ebraico, Josefov: la comunità ebraica praghese è una delle più importanti dell’europa dell’est ed è presente in città sin dal X secolo, intrecciando con alterne fortune la sua storia a quella di Praga - non a caso la leggenda più famosa riguardo alla città è quella del Golem creato da Rabbi Loew - e qui sono ancora visitabili alcune tra le sinagoghe più antiche e importanti d’europa - in particolare la Staronová synagoga o Nuova-Vecchia sinagoga, il luogo di culto ebraico più antico in Europa e meraviglioso edificio gotico - oltre al celebre cimitero ebraico (Starý židovský hřbitov);
La Città Nuova (Nové Město) è invece il trionfo dell’Art Nouveau: qui Alfons Mucha, uno degli esponenti più illustri di questo stile, ha lasciato testimonianza del suo genio e molte decorazioni in stile floreale adornano ancora intatte le facciate dei palazzi che si trovano nelle strade attorno a piazza S. Venceslao (Václavské náměstí) e nella cattedale di S.Vito (Katedrála svatého Víta).

Infine non può essere ignorato il contributo di Praga all’ architettura del ‘900: la città fu ad esempio considerata la seconda capitale del Cubismo dopo Parigi, e qui sono stati tentati alcuni arditi esperimenti per portare in architettura gli insegnamenti di Picasso e Braque; nascono così le opere di Josef Gočár, tra le quali l’edificio detto della “Madonna Nera” che non a caso ospita oggi il museo del cubismo ceco; altrettanto importante lo sviluppo del cosiddeto rondocubismo, uno stile più morbido, intriso di riferimenti nazionalisti slavi, rappresentato ad esempio nel famoso palazzo Adria;

Anche il funzionalismo è ben rappresentato a Praga dal Palazzo delle Esposizioni, che con i suoi volumi perfetti attirò l’attenzione di Le Corbusier; non dimentichiamo infine che sempre in Repubblica Ceca - a Brno - sorge villa Tugendhat, capolavoro di van der Rohe e Patrimonio Mondiale dell’Umanità secondo l’UNESCO.
Praga non perde nemmeno in tempi più recenti la sua vocazione di città aperta alle innovazioni artistiche e culturali, infatti dal 1996 il centro cittadino si è ulteriormente arricchito con la costruzione della famosa "Casa Danzante" (in ceco Tančící dům) o "Ginger e Fred" progettata nel 1996 da Frank Gehry in collaborazione con l'architetto ceco-croato Vlado Milunić.
