Storia di un’anima

di Elisa Bergami // pubblicato il 01 Giugno, 2010

Una biografia illustrata. La mostra Storia di un’anima. Immagini e memorie dal Diario di Olivia Cushing (1871-1917), si prefigura, infatti, come una sorta di attraversamento visivo di alcune importanti tappe personali nella vita di questa giovane aristocratica americana.
Allestita al Museo Hendrik C. Andersen di Roma dal 4 giugno al 3 ottobre 2010, la mostra arricchisce temporaneamente la già grandiosa collezione delle creazioni (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo; oltre duecento dipinti; oltre trecento opere grafiche) conservate nelle sale e realizzate dal pittore e scultore omonimo.
In modo particolare, le opere scelte, mettono in evidenza la storia del rapporto della donna con la famiglia Andersen sullo sfondo di un’epoca sconvolta da grandi cambiamenti; questi ultimi permettono, inoltre, di comprendere appieno come le convenzioni sociali, implicite ed imposte, non riuscissero a tenere a bada gli slanci e i fermenti dell’animo femminile. Come un’eroina appena uscita da un romanzo di Henry James, ella viene presentata come una donna forte in cerca di una realizzazione personale al di là e al di sopra delle pastoie imposte dal legame matrimoniale.

Olivia nasce nel 1871 a Newport (Rhode Island) da una facoltosa famiglia di educazione puritana appartenente alla società dei “nuovi ricchi” anglo-americani; abituata fin da bambina a viaggiare e ad arricchire la propria formazione, deciderà a vent’anni di entrare concretamente in contatto con la cultura del mondo, toccando attraverso un lungo tour alcune importanti città europee e non. Nel 1892, giunta in una Parigi ricca di stimoli e possibilità, avviene l’incontro che cambierà la sua vita con Andreas Andersen; fu subito amore con il giovane artista americano, appena giunto nella capitale e grande amico di Howard Cushing (fratello di Olivia), con cui peraltro divideva lo studio. Il loro matrimonio durò solo un mese, ma in tutti gli anni in cui fecero coppia ella non mancò mai di offrire il proprio supporto sia spirituale che finanziario, affinché l’arte del fidanzato potesse continuare a progredire; purtroppo, la brillante carriera di ritrattista ma anche di pittore di paesaggi del giovane venne improvvisamente stroncata dalla morte a soli trentatre anni. I disegni e dipinti raffigurano gli affetti a lui più cari così come le colte ed abituali frequentazioni dell’artista: l’amata moglie, il cognato Howard con la bella consorte Ethel Cochrane, la cognata Louisa Cushing, sposata ad un nipote di Henry James .

Successivamente, la dedizione verso l’arte, sia nello studio che nella pratica, porterà Olivia a dedicarsi anima e corpo all’operato del genero Hendrik Andersen, anch’egli scultore fine disegnatore e pittore dilettante.
Diventandone nume tutelare, sorella ed amica intima, i due collaboreranno intensamente condividendo ambiziosi progetti come La Città mondiale della comunicazione o i suoi Drammi religiosi, sempre con lo sguardo rivolto ai mutamenti sociali del tempo.
In un continuo susseguirsi di viaggi tra l’America e l’Italia, con lo scopo di concretizzare le ambizioni da scrittrice e per cercare di trasformare in realtà i progetti solo teoricamente creati con Hendrik, la vita della donna sembra piena e soddisfacente sia dal punto di vista spirituale che da quello materiale.

L’allestimento dell’esposizione si articola attraverso una cinquantina di opere e svariate foto e cartoline (dipinti e sculture di Andreas e Hendrik, disegni e pastelli di Howard Cushing e dell’inseparabile amico pittore James Brigg Potter) in grado di presentare al pubblico una Signora dell’alta società amante dei viaggi e delle amicizie chic, in fuga perenne dalle convenzioni famigliari e dal ruolo esclusivo di moglie-madre imposto dalla società, appassionata di cultura e vogliosa di coltivare le proprio aspirazioni artistiche; una donna forte intenzionata a fare propri i cambiamenti del suo tempo, a non farsi scivolare semplicemente addosso le situazioni ed essere artefice del proprio destino.

L’iscrizione posta sulla tomba della famiglia Andersen al Cimitero aCattolico di Roma racchiude in sé la dimensione ideologica all’interno di cui Olivia si muoveva quotidianamente : “Il nostro sogno di una città per tutte le nazioni, dedicata allo spirito creativo di Dio nell’uomo, fu nostra speranza e preghiera in vita. Qui i sognatori dormono”. (traduzione dall’inglese)

 

Dettagli

  • Casa Cushing
  • Andreas Andersen,
    Ritratto di Olivia Cushing, 1895
  • Ritratto Fotografico di Hendrik C. Andersen
  • Andreas Andersen,
    Interno con Hendrik C. Andersen e
    John Briggs Potter a Firenze
    , 1894


IN COPERTINA
un particolare di
Andersen e Olivia Cushing
alla scrivania

Mappa

Dove e quando

Storia di un’anima. Immagini e memorie dal Diario di Olivia Cushing (1871-1917)

  • Date : 04 Giugno, 2010 - 03 Ottobre, 2010
  • Indirizzo: Museo Hendrik Christian Andersen, Roma, via Pasquale Stanislao Mancini 20
  • Sito web

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