STEEL LIFE
di // pubblicato il 30 Luglio, 2009
di Fabio Giuliani
STEEL LIFE (acciaio vivo)
E l'acciaio si fa arte
Una riflessione sulla contemporaneità mondiale Non è un errore di stampa il titolo di questa mostra eccezionale, ma la parola vuole indicare esattamente il contrario: infatti la similare ‘still life’ indica il genere di ‘natura morta’ mentre qui si vuole indicare la vitalità dell’acciaio attraverso l’arte.
E’ questa la prima mostra al mondo dedicata al materiale e ai suoi interpreti. Essa è stata ideata per festeggiare il cinquantesimo anno di fondazione di Marcegaglia, il famoso gruppo industriale e finanziario italiano, leader in Europa e nel mondo nella trasformazione dell’acciaio. Con questo evento la società che ha fatto dell’abilità nel lavorarlo la propria caratteristica distintiva, slega il materiale dalla sua funzione pratica selezionando otto giovani artisti provenienti da culture e zone geografiche differenti, chiedendo loro di creare installazioni o sculture con l’unico vincolo che fossero di acciaio, in modo che, come sottolinea il titolo, questa lega di ferro e carbonio prendesse vita attraverso il fatto artistico, creando così una vera e propria cultura di impresa.
Il presidente della Triennale – luogo dove si svolge l’esposizione – Davide Rampello afferma che questo evento ripropone in chiave moderna l’antico rapporto tra committente ed artista, applicazione esemplare di quanto avveniva nel Rinascimento tra mecenate ed artista, un modello da seguire in futuro per sostenere l’arte contemporanea.
La curatrice dell’esposizione Elisabetta Pozzetti parla di un progetto in divenire, un percorso alla ricerca della creatività che si esprime attraverso l’acciaio, materiale dal fascino lucente e di difficile manipolazione per cui di non frequente utilizzo, strumento espressivo di quei “pochi talentuosi capaci di sfruttarne e valorizzarne le qualità formali, strutturali e plastiche.”

Gli artisti selezionati, nati dal 1960 al 1980, giovani come giovane ed innovatovo è il rapporto con il materiale utilizzato sono: Magdalena Fernandez Arriaga (Venezuela), capace di restituire lievità ad un materiale solitamente metafora di solidità con installazioni che vibrano al mutare atmosferico di luce e spazio. Julia Bornefeld (Germania) agisce attraverso opere che coinvolgono vista, tatto ed udito. Tetsuja Nakamure (Giappone), attingendo dal mondo fantastico dei cartoons, crea macchine futuribili, navicelle spaziali con le quali traghettare i nostri sogni migliori. Luc Mattemberger (Svizzera) attraverso la cinetica crea macchine infernali dalla vitalità robotica. Adeela Suleman (Pakistan) attraverso il riciclo crea copricapi policromi secondo la tradizione orientale. Francesco Bocchini (Italia) lavora la lamiera recuperata creando macchinari a manovella e mostra ‘BELPAESE’, l’Italia un tempo famosa per i tesori artistici e naturalistici, oggi, a suo avviso, rappresentata dalle teste dei morti. Subodh Gupta (India) crea installazioni con oggetti di uso comune che, decontestualizzati, acquistano valenza scultorea. Zang Huan (Cina)concentra sul corpo umano le sue attenzioni, facendo di esso il tempio della spiritualità: riflessione non solo sul mondo orientale ma sul mondo intero.

“Il Papa, il Duce o il Re! Così da piccolo rispondevo a chi mi chiedeva cosa avessi voluto fare da grande, subito manifestando le mie ambiziose intenzioni.” Questo è l’esordio del Presidente Steno Marcegaglia, giovanissimo settantenne. In effetti egli è diventato il re dell’acciaio. Egli prosegue narrando come questa sua ciclopica impresa sia nata dal nulla e ce ne insegna la formula vincente: “Una grande ambizione, la capacità di rischiare, la tenacia e la dedizione di tutti i collaboratori.”
E’ da ricordare che ‘Marcegaglia’ non è impegnata solo nella trasformazione dell’acciaio nei cinquanta stabilimenti produttivi in tutto il mondo ma anche nel turismo con la gestione alberghiera ed immobiliare dell’isola di Albarella nella Laguna di Venezia, sul promontorio del Gargano e in Sardegna. Il percorso è arricchito dai reportages del fotografo ferrarese Alberto Givanni su elaborazione, realizzazione ed installazione delle opere.
Da parte nostra segnaliamo che questa giovane scultura in acciaio ha avuto un antesignano strepitoso nella seconda metà del secolo scorso in Emile Gilioli, il grande scultore francese di origine italiana (Reggiolo-RE) che, proprio in acciaio, ha realizzato alcune fra le sue più significative sculture. Il catalogo della mostra ‘Steellife, steel lives through art’ è edito da Studio Chiesa (Porto Mantovano, Mantova).