Stazione futuro: un passo avanti verso l’innovazione
di // pubblicato il 30 Aprile, 2011
Se c' è un merito attribuibile alle manifestazioni, numerose e puntuali, che hanno costellato le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, è di aver riportato l'attenzione sui problemi di un Paese fortemente provato da importanti questioni diplomatiche e in uno stato di generale disorientamento sul proprio avvenire.
Non solo dunque uno sguardo al passato con mostre sul Risorgimento e Torino capitale, ma un’ interessante occasione per valutare in concertazione con enti pubblici, istituzioni private, classe dirigente e intellettuali di fama mondiale l’impatto che le scelte in materia di economia e politica avranno sulle generazioni future e sulle dinamiche di scambio internazionale.

Un saggio del dibattito in corso, quando ancora si valuta l’eccezionale bilancio di Biennale Democrazia 2011, lo propone la mostra Stazione Futuro allestita nei restaurati capannoni delle ex Officine Grandi Riparazioni a Torino.
Dodici aree tematiche -internet, energia, chimica verde, rifiuti, territorio, cibo, salute, casa, lavoro, spazio, mobilità e tessuti- illustrate attraverso un allestimento di tipo interattivo e interdisciplinare.

È così infatti che l’indagine scientifica più avanzata intende procedere, ed è questa in fondo la più grande rivoluzione degli ultimi tempi, propensa a vedere l’ambiente e il pianeta come un sistema organico, quanto mai bisognoso di cure olistiche per un celere risanamento.
Non una panacea, ma un tentativo di superare vecchi stereotipi e campi di osservazione desueti, alla ricerca di soluzioni tecnologiche che possano, entro i prossimi dieci anni, migliorare la qualità di vita dell’essere umano nel rispetto della biodiversità e del patrimonio paesaggistico.

Camminando, con un lieve senso di disagio per la disposizione labirintica dei padiglioni cubici, ci si addentra in uno spazio cibernetico arredato con billboard, cartelloni pubblicitari che promuovono invenzioni futuribili, totem ad illuminazione led con il rapporto Censis sull’Italia del 2020, aforismi di grandi scienziati moderni che anticipano quanto viene approfondito all’interno di ogni stand.

Un’utopia urbana, una “città delle idee” progettata dall’architetto Joseph Grima dove ‘l’innovazione supera l’inerzia dell’ortodossia’.
Negli intenti del curatore Riccardo Luna, un posto dove “rifare l’Italia” con sei laboratori permanenti nei quali i visitatori possono toccare con mano i progressi nel campo della telemedicina, del riciclo della carta, della plastica biodegradabile, della stampa di oggetti in 3D, delle coltivazioni idroponiche e dei materiali più avanzati.
Tavoli esplicativi, rendering 3D, plastici e prototipi industriali illustrano 150 progetti italiani sostenuti da istituzioni pubbliche come le Università, il CNR, l’ENEA, dai centri di ricerca privati e di singoli inventori.

Nel Virtual Lab, realizzato in collaborazione con Thales Alenia Space, l’astronauta Paolo Nespoli descrive sensazioni e abitudini dalla Stazione Spaziale Internazionale che orbiterà attorno al globo terrestre fino a maggio, dopo sei mesi di permanenza oltre l’atmosfera.
Quale sarà in conclusione il futuro del Paese? Ipotesi autorevoli sono formulate da otto esperti mondiali di varie discipline, riprodotti in ologrammi che esprimono valutazioni di grande interesse, per esempio, sulla riduzione dei consumi, sull’approccio assertivo ai problemi con i quali saremo chiamati a misurarci e sulla necessità di investire nell’intelligenza umana. Come sostiene Irene Tinagli, editorialista per La Stampa, l'Italia ha un modello economico vecchio basato su statalismo e piccole botteghe, starà ai giovani confrontarsi con i propri coetanei capaci di idee coraggiose e innovative, per dare impulso a un nuovo tipo di imprenditoria, per lo più a carattere sociale.

A tale proposito “Cerchiamo i Nuovi Mille”, importante iniziativa di scouting di talenti e idee originali, è un primo tentativo in questa direzione, che porterà al termine della rassegna, nel mese di novembre, alla creazione di start up su cui si attesteranno le ricerche e gli investimenti del prossimo futuro.