Statica ed arte, matrimonio possibile
di // pubblicato il 18 Ottobre, 2010
Quando pensiamo al cemento, la maggior parte di noi pensa alle colate di questo materiale grigio che senza senso a volte popolano i nostri paesaggi, le nostre città, la nostra vita, quindi. Eppure, uno dei più grandi architetti del Novecento è riuscito, in tutta la sua carriera di progettista, a realizzare grandi strutture dalle forme armoniche e coinvolgenti, tanto che a distanza di tanti anni, sono ancora bellissime.
La mostra dedicata a Pierluigi Nervi, promossa dal CIVA Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage di Bruxelles insieme al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo e all'Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project - presieduta dal nipote di Nervi, Marco- è solo la seconda tappa di un viaggio ben più lungo!
L’iniziativa, che ha aperto a Venezia alla fine di Agosto, è il giusto riconoscimento per una delle più brillanti menti dell’architettura e ingegneria italiana.
La mostra in palazzo Giustinian Lolin, sede di rappresentanza di Permasteelisa, sul Canal Grande, fa parte di un tour espositivo che si è aperto in Giugno a Bruxelles e che dal 10 dicembre porterà l’architettura di Nervi al MAXXI di Roma fino a febbraio, per poi proseguire verso il Palazzo delle Esposizioni di Torino durante la seconda metà del 2011.

Ma non finisce qui: proseguirà il suo viaggio per l’Europa, da Metz nel Centre Pompidou, a Londra prima, poi a Stoccolma, per sbarcare di là dall’Oceano in Canada, a Montreal, nel 2013, e poi raggiungere gli Stati Uniti con New York, Washington e in California nel 2014.
Un lungo viaggio per riscoprire un nome importante dell’architettura italiana, famoso nel mondo per le innumerevoli collaborazioni internazionali. Le tappe di questo tour espositivo sono pensate proprio nelle città dove Nervi ha lavorato, lasciando testimonianza della sua sintesi di arte e scienza del costruire.
“La struttura è determinata da esigenze statiche e funzionali.(…)Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni”, così scriveva nel suo libro Costruire Correttamente del 1965.
La coerenza delle sue idee e della sua architettura è chiara in ogni sua struttura, a cominciare dal primo importante lavoro, lo stadio di Firenze, realizzato nel 1932 e al tempo chiamato Berta, dove la bellissima pensilina con le audaci scale elicoidali lo pone all’attenzione del paese.
Valtellinese di origine, Pierluigi Nervi studia a Bologna, dove si laurea in ingegneria civile nel 1913; in anni fecondi per la tecnologia costruttiva, Nervi comincia a diventare esperto nell’utilizzo del calcestruzzo armato, divenendone uno sperimentatore a 360 gradi. Nel 1920 fonda la propria impresa e per tutta la sua carriera vestirà i panni del progettista e del costruttore: l’estro dell’architetto si fonde con l’audacia dell’ingegnere e l’efficacia dell’imprenditore.
Le sue costruzioni, basate su ardite soluzioni tecnico-strutturali, raggiungono risultati di straordinaria eleganza e divengono icone di un nuovo modo di fare architettura. Le aviorimesse a struttura geodetica di Orbetello ed Orvieto sembrano librarsi nell’aria; componenti prefabbricati saranno da lui utilizzati per la prima volta, per poi restare una costante della sua progettazione. Nel 1949, a Torino, per il salone delle Esposizioni, utilizza per la prima volta la tecnologia del ferro-cemento, in una cupola a botte trasparente del diametro di 94 metri.
La tecnologia usata sarà poi la stessa per il palazzo dello Sport di Roma del 1960, realizzato in collaborazione con l’architetto Vitellozzi.
Famose collaborazioni con altri importanti architetti italiani non hanno dato forse i risultati sperati sotto il profilo estetico, ma la parte tecnologica, della quale si è sempre occupato personalmente Nervi, ha sempre dato risultati eccezionali; così, ad esempio, per il grattacielo Pirelli, in collaborazione con Giò Ponti, a Milano.
Il suo discorso progettuale fondato sul concetto secondo cui la bellezza architettonica non può che derivare dalla perfezione strutturale, continuerà a guidarlo negli ultimi suoi lavori, come la cartiera Burgo di Mantova, il Palazzo del Lavoro di Torino e l’aula delle udienze pontificie in Vaticano, che porta oggi il suo nome. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta, gli sarà accanto nel lavoro suo figlio Antonio Nervi.
All’estero realizzerà la sede dell’Unesco a Parigi in collaborazione con altri progettisti, per poi continuare a disegnare grattacieli, come a Montreal e Sidney, bus-terminal a New York, fino alla famosa sede dell’ambasciata italiana a Brasilia nel 1979.
Né va dimenticato che Nervi è stato un professore universitario della Facoltà di Architettura di Roma, lasciando molti scritti fondamentali per generazioni di architetti.

La mostra, dal titolo Pier Luigi Nervi - Architettura come Sfida, curato da Carlo Olmo, è una delle manifestazioni organizzate durante la 12^ Mostra Internazionale di Architettura. Il momento non è casuale, perché il tema della Biennale, "People meet in Architecture", rende ancora più evidente la modernità ed attualità del lavoro di Nervi, che nell'arco della sua lunga carriera di progettista e costruttore ha realizzato principalmente grandi strutture a servizio del vivere sociale.
L’esposizione, divisa in varie sezioni, si apre con il piano terra dove, nella corte interna ed in un elegante androne che mette in diretta comunicazione con il Canal Grande, è presente una spettacolare installazione che presenta 12 tra i progetti più famosi. Le creazioni di Pier Luigi Nervi sono interpretate dal fotografo Mario Carrieri, che ha realizzato una campagna fotografica dedicata. Nei grandi saloni dei piani superiori è esposta un’ampia selezione dei disegni progettuali in gran parte inediti e i modelli in scala delle due opere, tema principale della mostra: lo Stadio Berta di Firenze e il Palazzo delle Esposizioni a Torino.
La conclusione è affidata ad una installazione multimediale che anticipa i contenuti della vasta rassegna in programma al MAXXI di Roma e una sezione video con documentari d’epoca sull’attività di Pier Luigi Nervi; un film sul suo insegnamento, realizzato per l’esposizione da Folco Quilici con la direzione scientifica di Lucio Barbera, viene qui presentato in anteprima. Il catalogo, edito da Silvana Editore, è ovviamente offerto anche in inglese e francese.
