Spazi dinamici a Tokyo

di Elisa Bergami // pubblicato il 19 Maggio, 2010

La poetica di Alessandro Papetti vola in Giappone. L’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ospiterà, dal 31 maggio al 18 giugno 2010, alcune tele dell’artista milanese; 9 grandi oli, realizzati tra il 2007 e il 2008, diventeranno rappresentanti dell’arte contemporanea italiana all’estero.

Spazi dinamici non è solo il titolo della mostra, ma anche e soprattutto il riassunto lessicale di tutto ciò che si ritrova all’interno dei dipinti: immagini enormi e indagini tematiche incentrate su elementi come l’acqua, i cantieri e la città; la riproposizione di spazi quotidiani che attraverso la pittura si rinnovano, si riscoprono.

Il tema dell’Acqua, e nello specifico l’iconografia del “bagno di notte”, è rappresentato da tre tele aventi come protagoniste assolute figure umane immerse in spazi acquatici; luoghi accoglienti che trasmettono la sensazione di essere composti non tanto da un liquido sfuggente, quanto da una sostanza gelatinosa, in grado di sorreggere il peso del soggetto. Una sospensione fisica così come un arresto del qui e ora si uniscono per creare una sorta di fermo immagine, una pausa imposta alla scena, di cui esiste un prima e un dopo con cui non è dato di entrare in contatto. I bagnanti rappresentati sono figure enigmatiche, presenze-assenze in balia dell’elemento che li circonda, ovattati ritratti di persone comuni in cui chiunque può vedere il proprio riflesso.

La Città è raccontata attraverso un’altra triade di opere di dimensioni architettoniche: scorci urbani che inquadrano edifici storici, automobili, piazze e strade. L’uso del colore, sempre propenso alla monocromia, permette alla tensione insita nelle figure, così come nella pennellata, di diffondersi all’interno dello spazio di girare e posarsi sui muri, sulle traversine, sull’asfalto. Tutti gli elementi formano un ideale teatro dove l’intera narrazione viene condensata in un unico, preciso istante contenente un frammento di visione; un’istantanea pittorica governata dal movimento, in perenne contrasto con l’immobilità dei soggetti ritratti.

Si conclude l’esposizione con gli spazi industriali dei Cantieri: le fabbriche dismesse, le ferrovie, quella che si potrebbe definire una vera e propria archeologia industriale sono da sempre oggetto di indagine da parte dell’artista. Il dipingere grandi spazi, alcuni dei quali ormai in abbandono ma ancora memori della passata attività, permette l’adozione di una maggiore gestualità nell’atto stesso della stesura della pasta cromatica sulla tela; le ampie falcate impresse al braccio e al pennello, trasformatosi in una sua naturale prosecuzione, non permettono alcuna riflessione, nessun tentennamento, ma solo una maggiore velocità dell’azione quasi a voler imprimere sensazioni ed emozioni prima che esse si dileguino definitivamente. Le righe che a volte si incontrano sul dipinto non sono altro che il risultato del gesto fulmineo, ideali valvole di sfogo dell’energia espressa dal lavoro creativo. Lo studio, in particolare delle architetture industriali, consente inoltre di proseguire, anche nel campo delle arti visive, il confronto tra Italia e Giappone in tema di architettura contemporanea, settore al quale l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto di Cultura hanno deciso di dedicare particolare attenzione, promuovendo una serie articolata d’iniziative nell’ambito del progetto “Architettura & Design 2010”.

Una quantità di opere limitata ma altamente rappresentativa della più contemporanea poetica dell’artista; una finestra aperta sul panorama creativo italiano ed in particolare sulla ricerca di una nuova figurazione, libera dagli schemi di genere. In definitiva come afferma l’artista stesso: “È il modo che fa la differenza in pittura, non il tema”.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Alessandro Papetti

  • Metro di Passy, 2010
    ost, cm150x100
  • Milano, ost,
    cm135x200
  • Ile seguin, ost 2007,
    cm 205x150

Mappa

Dove e quando

SPAZI DINAMICI. ALESSANDRO PAPETTI

  • Date : 31 Maggio, 2010 - 18 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Istituto Italiano di Cultura, 2-1-30 Kudan Minami, Chioda-ku Tokyo
  • Sito web

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