SOS Museo Madre

di Cinzia Colzi // pubblicato il 21 Settembre, 2010

Alle 11.13 abbiamo ricevuto il seguente comunicato dall'Ufficio stampa del Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli e, ogni commento, in questo momento, appare superfluo.
Leggete voi stessi.

"Ieri, in data 20 settembre 2010, il Museo Madre ha ricevuto da Enel Energia, tramite raccomandata, un preavviso di distacco della fornitura elettrica, che concede al museo 5 giorni di tempo per provvedere al pagamento delle utenze arretrate. Passati questi, si arriverà all'inevitabile chiusura del museo. Ma la Fondazione Donnaregina, com’è noto, non ha più la possibilità di far fronte ad alcun pagamento, tant’è che i suoi stessi impiegati sono senza stipendio dal mese d’agosto.
Tale situazione è il triste epilogo della mancata liquidazione dei fondi spettanti al museo da parte della Regione Campania, da tre mesi informata anche del rischio di sospensione della fornitura elettrica, paventato dal gestore del museo Scabec. Esattamente dal 22 giugno 2010, quando con una lettera indirizzata al Presidente Caldoro, al Vice-Presidente e assessore ai Beni Culturali Giuseppe De Mita, e all'assessore all'istruzione con delega alla Promozione Culturale Musei e Biblioteche, Caterina Miraglia, il direttore del Madre Eduardo Cicelyn sollecitava un rapido intervento al fine di evitare il peggio, ricordando che la sospensione della fornitura di energia elettrica, oltre all'evidente impossibilità di garantire l'apertura delle sale al pubblico, avrebbe determinato l’interruzione della videosorveglianza e un deficit di climatizzazione estremamente pericoloso e non consentito dagli standard museali internazionali, con il rischio di provocare danni irreparabili a quadri, sculture e installazioni di significativo valore non solo culturale, ma anche economico peraltro provenienti in gran parte da collezioni pubbliche e private europee e americane. Nelle sale del museo Madre al momento sono esposte opere d’arte del valore assicurativo pari a 65.358.083 euro.
Cercheremo ogni via d’uscita alternativa. Abbiamo tra l’altro già contattato il San Paolo-Banco Napoli per verificare se sia possibile l’erogazione di un ulteriore affidamento bancario a favore della Fondazione che, com’è noto, dispone di crediti già documentati per circa 8 milioni di Euro. Ma se questo non accadrà e se l’Enel non ci concederà l’ennesima proroga, sabato prossimo le luci di via Settembrini si spegneranno non solo simbolicamente, molti giovani e qualificati dipendenti perderanno l’impiego e non ci sarà più né vita né arte a via Settembrini nel palazzo Donnaregina. Ci si domanda quindi: che cosa farà ora la Regione Campania per il “suo” museo d’arte contemporanea? Ormai noi tutti, dirigenti, funzionari, staff, assistenti di sala, vigilanti, manutentori, pulitori e gli altri lavoratori del Madre non abbiamo più gli strumenti per andare avanti. Chi ha la possibilità e la responsabilità faccia i passi necessari per affrontare e risolvere una crisi artificiosamente creata, ma ormai drammaticamente reale."


AGGIORNAMENTO DEL 22 SETTEMBRE

Comunicato stampa delle ore 17.35

"La direzione del Madre comunica che si è tenuto nel pomeriggio presso la sede del Museo un proficuo incontro con la dirigenza dell'Enel, in cui è stata concordata una proroga di 10 giorni per avviare un piano per il pagamento delle utenze arretrate.
Tale proroga è stata concessa grazie all'intervento dell'Assessore Caterina Miraglia che, nella giornata di ieri, ha finalmente sbloccato i primi 300 mila dovuti alla Fondazione Donaregina.
Grazie a ciò il Madre potrà pagare le utenze e gli stipendi arretrati dei suoi dipendenti, ma - sia chiaro - non potrà di certo assicurare la normalità gestionale e men che mai portare a termine la programmazione espositiva del 2010. Va infatti precisato che le risorse per organizzare la mostra prevista per il prossimo novembre sono disponibili e spendibili (si tratta di 500mila Euro circa di fondi europei, che ci consentirebbero anche diverse altre iniziative), ma non potranno ssere utilizzate perché Scabec (la società che gestisce i servizi del Madre) non è più in condizione di anticipare spese per il Museo. Ciò a causa della nota situazione debitoria provocata dai mancati pagamenti delle rendicontazioni regolarmente presentate dalla Fondazione Donnaregina, approvate ma mai liquidate dalla Regione Campania. Si tratta di una cifra di 8 milioni di Euro per il solo esercizio 2009, in gran parte da restituire al gestore Scabec.
Allo stato attuale, come già comunicato, dal 1 ottobre il Madre potrà essere aperto al pubblico soltanto dalle 10 alle 14. Benché sia chiaro che la Fondazione non abbia responsabilità alcuna, a meno che Scabec non riesca a tagliare in altro modo le spese gestionali, le conseguenze per gli impiegati del Madre e per il suo pubblico (oltre 60 mila presenze dal 1 gennaio al 31 agosto scorsi) saranno la perdita di molti posti di lavoro e l'impoverimento di un servizio sociale e culturale di primaria importanza a Napoli e nel Mezzogiorno.
Si rilancia quindi la richiesta, sostenuta anche dalla dirigenza di Scabec con una comunicazione del 21 settembre, di avviare un tavolo di concertazione con la Regione Campania per individuare un piano di rientro e di investimenti per il futuro, fondato su soluzioni che evitino la chiusura del Madre e il licenziamento di parte del personale addetto al controllo delle sale, nel rispetto di una ragionevole ed equilibrata economia di gestione."

Per il momento una buona notizia, confidando che il Museo con i suoi addetti, e la cultura, potranno essere salvati.

 

Dettagli

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: MADRE Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina, via Luigi Settembrini 80, Napoli
  • Sito web