Soprattutto Picasso

di Flavia Molinari // pubblicato il 04 Ottobre, 2012

Il mio primo incontro con Picasso è avvenuto a Roma: ero una undicenne molto attratta dalle opere d’arte e mi ricordo ancora adesso lo stupore, la curiosità e l’ammirazione che Guernica aveva suscitato in me costringendomi a  fermarmi lì davanti per parecchio tempo. Il suo verde palpitante mi era talmente entrato dentro da chiedere ai miei genitori, dopo qualche giorno, di tornare a vedere se avrei provato la stessa forte emozione riguardando quel quadro: non rimasi delusa!
Naturalmente non tutte le sue opere mi entusiasmano, è impossibile che un artista crei solo capolavori e il giudizio che ognuno di noi può dare è sicuramente soggettivo e influenzato da ciò che si sa e anche da quello che ci bolle dentro nel momento che guardiamo, ma Picasso è Picasso quasi sempre e a Milano vale la pena di venire per vedere tanti suoi capolavori.
Sono partita in quarta ma è sicuramente meglio che ricominci daccapo dicendo che sono  nella bella Milano dove in molte sale del piano nobile di Palazzo Reale sono esposte, sino al 6 gennaio 2013, più di 250 opere per la mostra  “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi” realizzata grazie agli accordi intercorsi tra l’Assessorato alla Cultura, Moda e Design del Comune di Milano, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE con il Musée National Picasso e al sostegno del Gruppo Unipol.

Parecchie delle opere esposte escono per la prima volta dal Museo Picasso e la direttrice oltre che curatrice di questa mostra Anne Baldassari ha detto che  tutto è stato fatto perché era necessario sovvenzionare la ristrutturazione completa di questo museo nato una trentina di anni fa e mai ritoccato, tanto è vero che la mostra toccherà diverse nazioni ma l’Italia è l’unica di tutta l’Europa.
Questa è la terza volta che viene organizzata a Milano una personale del geniale Pablo Picasso e stranamente le date di queste mostre sono quelle di avvenimenti epocali in Italia o nel mondo: il 1953 (morte di Stalin, Tito diventa presidente della Jugoslavia, fine della guerra in Corea etc.) e il 2001 (primo cuore artificiale autosufficiente, caduta delle Torri gemelle etc.) e spero che questo appuntamento con la storia porti finalmente nel mondo qualcosa di veramente e sicuramente bello!
Questa mostra è un lungo percorso nella vita creativa di Pablo Ruiz Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973) perché sono esposte opere e capolavori appartenenti a periodi diversi per fare capire con pacata precisione come lui sia stato sempre all’avanguardia nel percepire il cambiamento dei tempi e dei sentimenti: questa è una caratteristica che possiedono parecchi artisti ma che pochi hanno saputo individuare e esprimere.
E’ con il 1901 che lo stile di Picasso diventa più chiaramente suo, inizia il “periodo blu” (1901- 1904) e i soggetti che lo ispirano appartengono soprattutto alla società dei poveri, diseredati e alcolizzati.
Durante il successivo “periodo rosa” la sua attenzione è attratta dai girovaghi, dai circhi, dagli attori e dagli arlecchini dipinti con profondi rimandi a un simbolismo personalizzato e unico caratterizzato da una ricerca del monocromo.

Dopo un incontro con Matisse cresce in lui l’interesse per l’arte primitiva africana, interesse che lo conduce a rivedere completamente il suo stile e le sue creazioni conducendolo, dopo il 2007, a una maggiore attenzione verso il volume e la tridimensionalità, chiaro preannuncio del cubismo analitico che diventa in seguito un cubismo sintetico caratterizzato da colori accesi e geometrie semplificate ma che rendono più difficili l’individuazione del oggetto rappresentato.
Durante la prima guerra mondiale a Parigi si occupa dell’ideazione di costumi per il teatro e questo lo porta a riprendere anche nella pittura la realtà instaurando in lui un’epoca nuova, un ritorno al neoclassico, al figurativo con reminiscenze pompeiane per raggiungere, alla fine degli anni venti, il surrealismo. Risale al 1923 il suo interesse per la scultura e anche qui eccelle per inventiva: secondo me si divertiva moltissimo a vedere cosa usciva dalle sue mani anche quando non aveva fatto dei precisi progetti preliminari!
Picasso ceramista lo possiamo vedere solo dal 1947 in poi, prima con in mano solo i disegni di ciò che voleva, poi come vero artefice delle sue opere tanto da allestire un suo esclusivo atelier di ceramica: affondare le mani nell’argilla informe e farne uscire un’opera è una sensazione che lascia dentro piacere e tanta soddisfazione, lo so per certo.

"La sua pittura diventa scultura e viceversa, nell’invenzione di dimensioni intermedie: pittura senza fondo né contorni, tavole piatte come icone, legni intagliati e lumeggiati di colore, gli inganni ottici dei papiers collés, dei tableaux‐reliefs, delle costruzioni piane, sculture cave, aperte, forate, grafismi spaziali filiformi, quadri a tutto tondo, modelli di carta piegata, lamiere tagliate e dispiegate nello spazio”.
Una notizia che mi ha colpito molto è l’avere saputo che Pablo ha creato nei suoi lunghi anni di vita più di 50.000 opere che ora sono sparpagliate in tutto il mondo vista la sua capacità eccezionale di riuscire a esprimere in anticipo i cambiamenti artistici.
Cosa mi sono portata a casa da questa mostra imperdibile? Dover scegliere tra tutte una sola opera è stata dura ma ho deciso: La Lecture. A tutti coloro che vedranno la mostra è permesso di fare una scelta personale assolutamente non discutibile.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Pablo Picasso, Deux femmes courant sur la plage (La course) 1922 circa, particolare
Gouache su compensato, cm 32,5 x 41,1
(© Succession Picasso by SIAE 2012)

  • Pablo Picasso, La Lecture, 2 gennaio 1932, Olio su tela, cm 130 x 97,5 © Succession Picasso by SIAE 2012
  • Pablo Picasso, Portrait de Dora Maar, 1937 Olio su tela, cm 92 x 65 © Succession Picasso by SIAE 2012
  • Pablo Picasso, La suppliante, 18 décembre 1937 Gouache su tavola, cm 24 x 18,5 © Succession Picasso by SIAE 2012

Mappa

Dove e quando

Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi

  • Fino al: - 06 Gennaio, 2013
  • Indirizzo: Palazzo Reale - Milano
  • Sito web

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