Solo o in compagnia, è l’Attore a Santarcangelo 41
di // pubblicato il 02 Luglio, 2011
Dall’8 al 17 luglio con lo svolgimento della 41° edizione del Festival di Santarcangelo si concluderà il triennio di direzione artistica romagnola dell’ormai storico appuntamento col teatro sperimentale.
Quest’anno il direttore Ermanna Montanari (Teatro delle Albe – Ravenna) proporrà un viaggio attorno alla “parola-baratro” Attore: visto nella sua doppia natura di ‘monade’ e ‘coro’.
Gli ‘artisti-mondo’ - come la stessa Montanari li definisce - e i diversi Cori daranno vita all’universo festivaliero santarcangiolese in “un peregrinare tortuoso” attraverso “lampi di teatro”, stigmatizzato nell’immagine delle due murene immerse negli abissi del Manifesto ideato da Leila Marzocchi.

Quest’ultima sezione del triennio vedrà il ritorno dei direttori artistici delle due edizioni precedenti che, assieme allo stesso Teatro della Albe e con i rispetti ensembles, renderanno omaggio al progetto partito nel 2009.
In Eresia della felicità, Marco Martinelli e Ermanna Montanari saranno impegnati a gestire orde di adolescenti - provenienti da Italia, Brasile, Belgio, USA e Senegal – che in magliette gialle declameranno versi di Vladimir Majakovskij.
Anche Chiara Guidi, direttore della 39° edizione, e la cesenate Socìetas Raffaello Sanzio penderanno verso l’universo dei giovanissimi con L’Uccello di Fuoco, spettacolo ispirato alla fiaba russa e incentrato sulle sperimentazioni vocali e le percezioni dell’orecchio infantile.
I riminesi Motus di Enrico Casagrande, direttore dell’anno scorso, avvieranno proprio a Santarcangelo il loro nuovo percorso intitolato Motus 2011 > 2068. Per l’occasione una madrina d’eccezione quale Judith Malina, cofondatrice del celebre Living Theatre, dividerà la scena con Silvia Calderoni per The Plot is The Revolution, prima tappa di questo lungo itinerario che riprende una frase di Paradise Now (1968), spettacolo storico della compagnia americana.
L’altra grande realtà romagnola, quella del Teatro Valdoca, sarà rappresentata nella poesia di Mariangela Gualtieri che in Bello Mondo, come un muezzin, dalla Torre Civica emetterà il suo canto-preghiera di ringraziamento.

Dall’estero quest’anno approderanno Antonia Baehr con Ridere, ‘partitura’ sul riso, Ivo Dimchev, coreografo bulgaro operante in Olanda, con Som Faves e i Seinendan, compagnia diretta dal drammaturgo e regista giapponese Oriza Hirata per The Yalta Conference e Tokyo Notes. L’ungherese Korněl Mundruczó, poi, con Frankenstein-Project denuncerà i meccanismi che originano l’avversione per il diverso. Gli sperimentali Rotozaza - l’inglese Anto Hampton e Silvia Mercuriali - in Etiquette introdurranno gli spettatori alla creazione di una ‘scrittura scenica guidata’.
Grazie alla collaborazione con la Prague Quadrennial per il progetto Intersection, inoltre, giungeranno a Santarcangelo le opere delle lettoni Dace Džeriņa e Monila Pormale, del finnico Hans Rosenström e quelle di Harun Farocki e Ulla von Brandenburg dalla Germania.

Per le presenze italiane le ‘monadi’ Virgilio Sieni e Armando Punzo - entrambi operanti in territorio toscano - incontreranno il pubblico, la romana Accademia degli Artefatti metterà in scena Orazi e Curiazi di Brecht, Claudio Morganti ci offrirà una lettura del Woyzeck da Büchner e i Masque Teatro con Just Intonation e Special Coil indagheranno il rapporto vigente tra macchina e corpo dell’attore. A questi si aggiungeranno, poi, Fanny Alexander, Fortebraccio Teatro e Teatrino Clandestino, Fuochi e molti altri.
In un mitico ‘ritorno alle origini’, la Sala Consiliare del Comune tornerà ad essere aire de jeux per Sonia Bergamasco e per il nuovo lavoro dei Teatro Sottorraneo, Homo Ridens_Santarcangelo.
Inoltre, verrà proiettato il ritrovato film di Guido Salvini L’Orizzonte Dipinto (1941), straordinaria testimonianza della vita teatrale dell’epoca, e si svolgeranno i consueti appuntamenti del Premio Lo Straniero e della finale del Premio Scenario.

Oltre alle coralità ‘asinine’ in giallo delle Albe, ben 5 Cori inciteranno le strade santarcangiolesi.
Una retrospettiva sulla vita del festival verrà offerta dal ‘coro’ ágō-go, nato dall’insieme di immagini e video proiettati sui muri delle case.
Il Coro Doppio, guidato da Dario Giovannini, sarà giocato sulla dispersione dei contrasti mentre il Coro Gregoriano, costituito dai cittadini di Santarcangelo - svariate volte critici e scettici nei confronti scelte elitarie del festival da loro ospitato - all’interno della Chiesa della Colleggiata e in piazza si esibirà nel suggestivo repertorio medioevale.
In Piazza Ganganelli l’istallazione-coro Chiamata Pubblica formata dalla moltitudine di sedie donate dai vari teatri italiani contattati e dalle compagnie invitate – ognuno segnalato con un apposita targa - testimonierà la caparbietà e la voglia di resistere dei ‘tecnici di Dioniso’ in totale protesta nei confronti dei tagli alla cultura e dell’indifferenza delle istituzioni. Questa “trincea di sedie”, sperando che si realizzi il sogno di Ermanna Montanari e di molti altri operatori, potrebbe costituire la platea del futuro e ipotetico ‘Teatro di Santarcangelo’: simbolo stesso della resistenza e vitalità del Teatrale Italiano.
A conclusione della presente edizione l’ultimo ‘coro’ festivo innalzerà il Sabar, ritmo tipico della cultura wolof e levato dalle diverse comunità senegalesi della Romagna invitate, in comunione dionisiaca con tutti i convenuti.