Skira raccoglie l’arte di Valentino Vago

di Silvia Groppa // pubblicato il 06 Agosto, 2012

Non è facile riuscire a raccontare attraverso pochi saggi l'arte di un'artista italiano del calibro di Valentino Vago e catalogare tutte le opere prodotte in più di 60 anni di attività.
La casa editrice Skira ci è riuscita e il risultato è un elegante cofanetto che abbraccia la storia e le opere del maestro milanese raccolte in ben tre tomi.
Questo prodotto editoriale è un tributo al grande maestro un po' come lo è stata la grande mostra antologica, “Valentino Vago. Dal visibile all'invisibile: un viaggio verso l'infinito” al Museo Diocesano di Milano (dal 17 Dicembre 2011 al 14 Febbraio 2012), dedicatagli per festeggiare il suo ottantesimo compleanno.

Il  catalogo ragionato delle opere su tela rientra nella collana  “Archivi dell’arte moderna” di Skira, i tre volumi rilegati in cofanetto, ripercorrono attraverso circa 4000 tele, diluite in complessive 1072 pagine, l'intera attività del maestro a partire dal 1951 fino ad oggi.
I tre tomi sono stati curati da Ornella Mignone, in particolare nel primo volume (Catalogo ragionato 1948-2012), oltre all'accurata Biografia di Vago da lei redatta dal 1931 (anno della nascita dell'artista a Barlassina in Brianza), fino al 2011, troviamo anche cinque splendidi saggi curati da Flavio Caroli, Chiara Gatti, Flavio Arensi, Claudio Cerritelli e Giancarlo Santi.
Nel primo saggio dal titolo “Valentino Vago, il più orientale degli artisti occidentali”, Flavio Caroli ci rivela come il nostro artista abbia seguito o meglio proseguito, mantenendo un forte ancoraggio nella cultura italiana, la strada dell'artista lettone Mark Rothko la cui arte astratta altro non è che l'estensione dell'iconografia Bizantina ereditata nel XX secolo.
Chiara Gatti in “Ricordi di un astratto. Dall'accademia all'orizzonte nero”, racconta da dove è partita la ricerca di Valentino Vago, a cominciare dagli anni dell'accademia fino alla svolta dei secondi anni sessanta, quando passò da una figurazione più classica, a manifestare un'astrazione decisamente più assoluta  e “sensuale”.
Nel terzo saggio “Il territorio fra due orizzonti. Valentino Vago, 1964-2004”, Flavio Arensi ripercorre l'attività dell'artista dall'anno in cui compie una vera e propria metamorfosi che si concretizza con l'abbandonare la fascinazione rothkiana evidente in opere come “Linea nera”.

In “Il soffio dell'altrove. Sul percorso di Valentino Vago”, l'autore Claudio Cerritelli analizza i tre elementi cardini della sensibilità pittorica di Vago: il “colore” che utilizza in maniera sapiente per riprodurre quella luce che altro non è che vera e propria fonte di profondità della superficie da cui emergono immagini smaterializzate che si dilatano nello spazio. Ceritelli vede Vago come un pittore che sogna il ritmo cromatico del pensiero, come “un lucido visionario che rinnova nella misura della superficie il desiderio di sconfinare oltre il limite fisico del colore, captando dentro la luce gialla, bianca o azzurra non il senso atmosferico ma la natura stessa del vedere”. Il secondo elemento è la “luce” appunto, che serve ad amplificare il colore delle opere murarie in tutte le direzioni possibili dello spazio e dell'ambiente in cui l'opera abita. Per finire il “cielo”, elemento ultimo che Vago ama rappresentare, perchè il cielo rappresenta l'infinito, quello spazio imponderabile che si apre oltre l'orizzonte del visibile, è la prova tangibile di ciò che per Vago è la luce ovvero per lui il cielo è la luce che sta dentro il colore.
L'ultimo saggio di monsignor Giancarlo Santi, “Le chiese dipinte di Valentino Vago”, ci fa scoprire quell'attività che a partire dal 1979 l'artista svolge con regolarità.
Con la pittura murale Vago, che pur rimane un pittore su tela, costituisce un caso raro sia in Italia che in Europa, egli realizza diversi interventi all'interno di edifici pubblici e privati italiani ed esteri. Il saggio si chiude con delle schede dettagliate dedicate alle opere realizzate nel solo ambito ecclesiastico.
Il secondo ed il terzo volume contengono il regesto, che garantisce una conoscenza filologica delle numerose opere autentiche e scioglie dubbi su eventuali falsi o copie. Inoltre, questi due volumi non sono che una splendida raccolta di immagini delle opere realizzate da Vago dal 1948 al 2010. Per la vastità della produzione dell'artista queste opere sono state divise in due momenti, infatti il secondo volume raccoglie le opere del periodo che va dal 1948 al 1977, mentre il terzo volume mette insieme le opere di trentadue anni (1978-2010).

Questo importante cofanetto mette in luce la vita di un'artista straordinario, Valentino Vago che ha vissuto una carriera per molti aspetti unica, nel panorama artistico italiano dalla seconda metà del XX secolo ad oggi, un cammino fatto di sofferenza e ripensamenti, di un pittore volto alla sperimentazione artistica così come alla ricerca spirituale, che lo hanno portato sin dagli anni dell'accademia a provare pulsioni espressioniste, sperimentazioni informali ed astratte, fino a quando liberatosi da qualsiasi residuo figurativo la sua pittura si è aperta verso cieli e spazi senza tempo al di là di ogni fisica percezione, in un mondo trasfigurato che si realizza in un'arte misticamente astratta. La pittura di Vago è una pittura fatta principalmente di luce, una luce che definisce immagini e segni, sulle tele come sulle pareti delle chiese affrescate dall'artista milanese, che emergono come epifanie di colore, come testimonianze di una fede personale che vuole condividere con tutti i fruitori della sua arte, come se volesse innalzare ogni suo osservatore in un universo poetico e puro dove tutto sembra dissolversi nella redenzione di una luce metafisica, un esempio di Paradiso da lui dipinto che offre a tutti noi.

 

Dettagli

  • VAGO, p.139, “R. 4” – 268, 2004, olio su tela, 200x150 cm, © 2011 Valentino Vago.
  • VAGO, p.419, “W.R. 4”, 1968, olio su tela, 92x73 cm, (1968/5) © 2011 Valentino Vago.
  • VAGO, “Immagine gialla”, 1961, olio su tela, 50x60 cm, (1961/9) © 2011 Valentino Vago.

 

Valentino Vago
Catalogo ragionato delle opere su tela

Curatore: Mignone Ornella
Descrizione: 3 tomi, 24 x 28 cm, 1056 pagine, 439 colori e 3075 b/n, cartonato con cofanetto
Collana: Archivi dell’arte moderna
Editore: Skira
Argomento: Arte contemporanea. Cataloghi ragionati
Lingua: Bilingue (italiano-inglese)
Anno: 2011

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