Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino entrati nell’Unesco

di Cinzia Colzi // pubblicato il 29 Giugno, 2011

A Parigi, la 35ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale in riunione fino a oggi, ha inserito i Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco, importantissimo riconoscimento frutto di una lunga attività di collaborazione transnazionale fra i sei Paesi coinvolti.
Le diciannove aree archeologiche italiane selezionate appartengono alle regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige fra cui le più antiche strutture palafitticole dell’area alpina, risalenti all’inizio del Neolitico, rinvenute sul lago di Varese e datate a ca. 5000 a.C.
Il fenomeno si intensifica durante l’Antica e la Media età del Bronzo (2200-1400 a.C.) per concludersi verso la fine del II millennio a.C. e la maggiore concentrazione di palafitte è localizzata nella regione del lago di Garda, dove sono noti più di trenta abitati ubicati sia sulle sponde del lago, sia nei bacini inframorenici.
Villaggi palafitticoli sono stati rinvenuti nei piccoli laghi alpini del Trentino, nei bacini del Piemonte, nella Pianura Padana, nella fascia delle risorgive e lungo i fiumi, e nella fascia pedemontana del Friuli.

I Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino si estendono anche sui territori di Svizzera Austria, Francia, Germania e Slovenia per una selezione totale di centoundici villaggi palafitticoli ritenuti i più interessanti tra i circa 1000 siti noti. Si tratta di resti di insediamenti preistorici databili fra il 5000 e il 500 a.C. solitamente ubicati sulle rive di laghi o di fiumi oppure in torbiere che hanno consentito un’eccellente conservazione dei materiali organici.
Per quantità e importanza dei risultati scientifici, le palafitte restituiscono un’immagine precisa e dettagliata del mondo delle prime comunità agricole in Europa, in particolare la vita quotidiana, le pratiche agricole, l’allevamento degli animali domestici e le innovazioni tecnologiche.
L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie, coincide con una delle fasi più importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne.
Attraverso la dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno analizzando nel dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico e i siti palafitticoli sono certamente le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche.
Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino godono della tutela legale conforme ai sistemi giuridici in vigore nei singoli paesi e i diversi sistemi di tutela nazionali sono integrati a un sistema di gestione internazionale per mezzo di un gruppo di coordinamento già formato sulla base di un protocollo d’intesa siglato fra tutti gli Stati membri così, gli obiettivi comuni, sono indicati in un piano di gestione realizzato e traducibile in progetti concreti a livello internazionale, nazionale, regionale e locale.

(continua)

 

Dettagli

DIDASCALIA IMMAGINE

  • Strutture dell’insediamento
    dell’età del bronzo medio
    Palizzata che cingeva il villaggio 
    Fiavè (TN)



Siti Internet


Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO

I siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino

MiBAC UNESCO  

Commissione nazionale italiana UNESCO

Dove e quando