Sissi/ Addosso

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 20 Maggio, 2010

La Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, in partnership con UniCreditGroup, propone una sua Project Room con un'area offerta a giovani artisti - singoli o in gruppo - che si siano distinti nell'operatività culturale italiana.
L'inaugurazione è avvenuta con Sissi e la sua mostra Addosso curata da Angela Vettese e Milovan Farronato.
Presente all'ultima Biennale di Venezia, Sissi è nata a Bologna nel 1977, vincitrice del premio Furla-Querini Stampalia nel 2002, insignita del Premio Francesca Alinovi nel 2003, Artista dell’anno nel 2005, ha già presentato personali e collettive di rilievo come quelle alla Galleria Civica di Trento e al Macro di Roma.

L'artista tende a identificare l’opera con il suo stesso corpo, modificato da abiti che lei stessa cuce e trasforma, un costante work in progress, quasi un diario di bordo della sua vita.
Usando la macchina da cucire anche poco prima di uscire di casa, l'abbigliamento non è un modo di apparire, ma solo un dare evidenza alla sua sostanza, al "sentirsi", portarsi addosso con leggerezza o pesantezza, un'esistenza ricca di sensibilità e forza vitale per affrontare le avversità.

Lontano dal glamour, il suo lavoro sul travestimento e sul "vestimento" si pone quindi come un tentativo estremo, anche se paradossale, di raccontarsi in piena sincerità e nella Project Room della Fondazione Arnaldo Pomodoro ha portato centinaia di gonne, camicie, cappotti, calzature, orecchini, gioielli modellati da lei stessa con materiali di ceramica, plastica, gomma fino a pellicce sintetiche e maglieria di filo elettrico.
Guardaroba che, scremato da ogni orpello decorativo, dallo spazio caldo della sua casa bolognese, arriva a quello freddo della Fondazione, così che, ogni elemento lo compone, viene accompagnato da una scheda la cui classificazione riporta l'anno di fattura e modifiche, ma anche, ove possibile, l'annotazione sintetica delle occasioni e delle emozioni di cui è stato protagonista.

In questo modo la vita personale di Sissi - non a caso usa lo pseudonimo - si manifesta in un continuo scambio fra scenario privato e pubblico.
Accompagna la mostra una guida con testi di Milovan Farronato e Angela Vettese, di quest'ultima si legge:
"Quest’estate, da una gita sulle pendici dello Stromboli, Sissi ha portato a casa la pelle completa che un serpente aveva lasciato per strada. La sua apparenza, perduta per poter crescere. Il suo stesso lavoro di artista ci parla delle apparenze, che sovente sono una buccia appropriata della sostanza.
Sissi, per esempio, è un nome d’arte. Portarlo ovunque tranne che nei rapporti familiari è una performance. Fin dai tempi in cui frequentava l’accademia a Bologna, del resto, l’artista ha usato se stessa come oggetto delle proprie opere. È di quegli anni il video che la ritrae mentre cerca di salire su un treno, nonostante una gonna di copertoni: una scultura animata e fatta per essere mossa dal suo stesso corpo, minuto e flesso come quello di una ginnasta. Ha usato la sua fisicità adolescente per esibirla sopra un pianoforte, come una ninfa o una musa; per appoggiare sopra il suo capo una struttura di fili elettrici e per sospendersi su un trono di catene dorate. Mettersi addosso degli abiti, costruiti con una macchina da cucire e spesso modificati appena prima di uscire, è il modo in cui Sissi si ripropone ogni giorno come luogo per l’opera. Gli abiti si stratificano nella sua camera come all’interno di una grotta, grondanti dall’alto come stalattiti, composti in improbabili mucchi e in un caos che ricorda la materia organica. Da questa caverna, sempre in crescita su se stessa come un diario per oggetti, l’artista emerge ogni giorno non solo e non tanto vestita, quanto pensata in una maniera diversa. Non si tratta di un lavoro da stilista prestata all’arte visiva. I gioielli di legno, gli anelli fatti di ceramica e adatti ad accogliere due o tre dita contemporaneamente, i polsini di pelo verde, i cappotti volutamente rotti e ricuciti sul dietro, gli abiti a cui uno strappo ha fatto assumere una forma volutamente asimmetrica, animale, viva, sono altrettante mute che le si posano addosso e che mettono alla prova la sua resistenza. La storia dell’abito, ma anche della performance che coinvolge i travestimenti, racconta bene quanto possa essere rassicurante trovare un proprio stile. Il modo di essere esteriore si confonde spesso con quello interiore e lo stesso soggetto che sceglie come vestirsi tende a sentire, vero o meno che sia, che l’abito in effetti faccia il monaco. Sissi sfida questa convenzione presentandosi in una continua metamorfosi. Non ha paura di essere continuamente una persona diversa da se stessa. Ci apre le porte dei propri armadi e volentieri espone al pubblico i suoi mille volti possibili. Per ciascuno una scheda: una storia dell’occasione in cui l’ha accompagnata, una descrizione e una definizione in base a una categoria. Per ciascuno la memoria di almeno un giorno della sua vita. In questa sua mostra personale, Sissi ci porta a conoscenza delle forme esteriori che ha assunto dal 1998 al 2010, in una pratica del travestimento che ha coinvolto, nel piacere e nella complicità, persino i nonni con i quali è cresciuta e che l’hanno fotografata nell’angolo della casa deputato alla costruzione del suo sé esterno.

Questo ossessivo cambiare e cambiarsi, le sue azioni reiterate di cambiare gli abiti e di cambiarsi d’abito, potrebbero apparire il sintomo di una ricerca esasperata d’identità. In effetti, provano proprio il contrario: una consapevolezza così forte della propria persona da sapere che essa può mutare le sue forme esteriori in ogni modo, perdere la propria pelle e riguadagnarla, senza che questo la intacchi. Tanto più è forte l’essenza, tantomeno, teme la muta. Quanto più pulsa la vita, tanto più forte è la necessità di non temere alcun cambiamento. Occorre, anzi, provocarlo e accoglierlo come un dono. O regalarlo a chi lo saprà vedere, come accade alla muta del serpente: miracolosa, fragile, fortissima
".

In contemporanea, la Fondazione Arnaldo Pomodoro, dà voce a giovani artisti italiani e internazionali con una rassegna che illustra il fenomeno in crescita, e rivelatore di come cambia il mondo dell’arte, con le residenze per artisti, luoghi di lavoro e studio capaci di offrire spazio e tempo alla concentrazione, alla formazione, alla sperimentazione, alla crescita di idee nuove, lontani dalle necessità quotidiane e al riparo dalla pressione del mercato.
Sempre fino all'11 luglio, la mostra ARS - Artists in Residence Show, sempre curata da Milovan Farronato e Angela Vettese, presenta venti opere realizzate da giovani selezionati da venti tra le più prestigiose residenze per artisti in Italia e nel mondo.
La mostra segue un'idea di scambio culturale continuo e di mescolanza tra le identità nazionali (di seguito gli artisti presenti e la rispettiva residenza di provenienza).

  • Tommy Støckel (Danimarca)
    Baltic Art Center, Visby (Svezia)
  • Invernomuto (Italia)
    Dena Foundation for Contemporary Art (Paris/France, Omi-New York/USA)
  • Jompet Kuswidananto (Indonesia)
    Cemeti Art House, Yogokarta (Indonesia)
  • Nick Evans (Zambia)  
    Glasgow Sculpture Studios, Glasgow (Scozia)
  • Mats Adelman (Svezia)
    HIAP, Tallberginkatu (Finlandia)
  • Andrea Nacciarriti (Italia)
    Nosadella.due, Bologna (Italia)
  • Corey McCorkle (USA)
    OCA, Oslo (Norvegia)
  • Jimmy Kuehnle (USA)
    Platform, Vasa (Finlandia)
  • Etcetera (Argentina)
    Platform Garantie, Istanbul (Turchia)
  • Koken Ergun (Turchia)
    The Israeli Center for Digital Art, Holon (Israele)
  • Yael Bartana (Israele)
    The Jerusalem Center for the Visual Arts, Gerusalemme (Israele)
  • Aya Tarek (Egitto)
    Townhouse Gallery, Il Cairo (Egitto)
  • Alberto Tadiello (Italia)
    Viafarini, Milano (Italia)
  • Alessandro Piangiamore (Italia)
    Spinola Banna per l’arte, Poirino (Italia)
  • Marianne Vierø (Olanda)
    Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam (Olanda)
  • Matteo Rubbi (Italia)
    Palais de Tokyo, Parigi (Francia)
  • Anneè Olofsson (Svezia)
    International Studio & Curatorial Program, New York 
  • Luigi Presicce (Italia)
    Fondazione Antonio Ratti, Como (Italia)
  • Luca Trevisani (Italia)
    Bethainen, Berlino (Germania)
  • F.De Pieri e D. Dhilly (Italia e Francia)
    Fundación InspirArte, Valencia
 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. Sissi
    Accesa, 2009
    credits Ela Bialkowska
  2. Sissi
    Daniela ha perso il treno
  3. Sissi
    Si è più nudi vestiti, 2010
    credits Ivan Mattioli
  4. logo Artists in Residence Show

Mappa

Dove e quando

SISSI/ Addosso

  • Fino al: - 11 Luglio, 2010
  • Indirizzo: Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, via Andrea Solari 35
  • Sito web

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