Simboli vivi. Il potere delle immagini nelle ceramiche preistoriche del Pakistan

di Federica Falleri // pubblicato il 08 Settembre, 2014

"Il solo colore, non contaminato dal significato, e distaccato dalla forma definita, può parlare all'anima in mille modi diversi." (Oscar Wilde)

Locandina simboli viviAncora due settimane per visitare la mostra “Simboli vivi” al  Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci' di Roma.
Sono esposti, per la prima volta in Italia, un cospicuo gruppo di vasi in terracotta dipinta, di periodo protostorico, provenienti in gran parte dal Beluchistan pakistano (Pakistan sud-occidentale). Tali manufatti, illegalmente trafugati dal Pakistan, furono sequestrati nel 2005 in Italia dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Nucleo di Monza e restituiti due anni più tardi alla Repubblica Islamica del Pakistan, in virtù del comune impegno nella lotta al commercio clandestino dei beni culturali. Alle ceramiche saranno affiancati oggetti di vita quotidiana in metallo, terracotta e pietra e fili di perle in pietre semipreziose, conservati nel Museo Giuseppe Tucci e appartenenti allo stesso ambito culturale e cronologico.

Simboli vivi giovanna lombardo e massimo vidaleRaffinate civiltà si sono infatti qui susseguite a partire dal V/IV millennio a.C.: da una relativa uniformità culturale alla fine del Neolitico, il Pakistan passa, tra la metà del IV e il III millennio a.C., ad una differenziazione regionale che è rivelata soprattutto dai diversi stili della ceramica dipinta e che documenta lo sviluppo di culture preurbane e poi urbane, come quelle, dette di Nal e di Kulli dal nome dei siti dove sono state ritrovate,  rappresentate dal gruppo di vasi esposti nella mostra, e come la più nota Civiltà della Valle dell’Indo (2600-1900 a.C. ca).
Nel mondo delle prime città della Valle dell’Indo, la costruzione di un nuovo tipo di società richiese, tra le altre cose, l’elaborazione di una serie di simboli religiosi e sociali al tempo stesso, quali la foglia dell’albero di pipal, il pesce, lo zebù, lo stambecco, la tigre, l’unicorno, alcuni motivi geometrici, come la croce o la scala. Difficili da decifrare ma affascinanti, questi simboli si sono perpetuati nei millenni, mantenendo parte dei significati originali e assumendone di nuovi, in un cangiante gioco di specchi nel quale possiamo ricercare frammenti della nostra stessa identità. I motivi decorativi, animali e vegetali, geometrici, dipinti sulla superficie dei vasi illustrano una simbologia di ambito centro-asiatico e del sub-continente indiano, estranea alla nostra cultura occidentale, sebbene alcuni elementi simbolici, come suggerito dal percorso della mostra, si siano radicati anche nella nostra cultura.
Simboli vivi i motivi decorativi
I MOTIVI DECORATIVI

  • 1) Percezioni, riflessi e allusioni dei colori:   
    "Le popolazioni dell'età del Bronzo in Eurasia, 5000 anni fa, vivevano in un mondo di colori vivissimi, che solo raramente sono giunti sino a      noi. Questi oggetti lo dimostrano. Nella preistoria del Pakistan, come in molte realtà culturali, i colori avevano forti significati simbolici      legati ai miti, alla religione e alla vita quotidiana. Gli archeologi possono provare a ricostruirli. "
  • 2) Le foglie a forma di cuore dell'albero Pipal:
    " Nelle terre dell'antico Subcontinente, le eleganti foglie dell'albero Pipal hanno accolto gli incontri umani nell'ombra di villaggi, templi e città - dalla nascita delle prime città all'illuminazione di Siddartha a Bodghaya. "
  • 3) Geometrie dell'animo umano:
    " I disegni geometrici che vedete su questi vasi preistorici probabilmente riflettono motivi che 5000 anni fa erano comuni sulle vesti, su cesti, sul mobilio; persino sul cibo e sulle pareti delle case. Simmetrie, equilibri e ritmi di questi intricati disegni erano legati a preghiere e canzoni perdute per sempre, ed esprimevano un mondo di speranze ed emozioni . "
  • 4) Esperienze cruciali:
    " La croce, spesso inquadrata da motivi scalariformi, è uno dei simboli più importanti delle antiche terre e culture del Pakistan. Nel definire la posizione dell'individuo nell'universo assiale, alludeva anche alla pianificazione urbana e alla costruzione degli edifici monumentali dell'antica valle dell'Indo. "
  • 5)  Lunghe corna falcate:
    " Cacciati come prestigiosi, ambiti trofei, oppure venerati come creature sacre, gli stambecchi, le grandi capre selvatiche dell'Asia Media colpirono per millenni la fantasia delle genti del Kohistan (parte montagnosa) del bacino dell'Indo. Disegni di questi animali sono tra i motivi più comuni e affascinanti tracciati dai vasi preistorici dell'antico Baluchistan e dell'Iran orientale. "
  • 6) Lo zebù, fulcro di civiltà:
    " Addomesticato nelle regioni nord-occidentali del Subcontinente Indo-pakistano più di 10.000 anni fa, lo zebù fu la ragione economica e il simbolo portante della fondazione dei più antichi villaggi sedentari. Vasi e figurine, in questa mostra, mostrano come l'immagine di questa creatura accompagnasse i nostri antenati in vita come in morte. "
  • 7) Tigre, Tigre:
    " Nel Subcontinente Indo-Pakistano, la temibile tigre è il simbolo demoniaco di un'intelligenza seduttiva, verbosa e traditrice; un nemico endemico della civiltà e della sensibilità umana. "

La mostra, organizzata dal Museo Nazionale d’Arte Orientale in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Islamica del Pakistan è una preziosa occasione per conoscere le civiltà che si avvicendarono nel Pakistan.

Completa l'esposizione il catalogo bilingue (italiano-inglese) a cura di Giovanna Lombardo e Massimo Vidale della casa editrice Artemide.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Simboli vivi - Living Simbols. Il potere delle immagini nelle ceramiche preistoriche del Pakistan di Giovanna Lombardo e Massimo Vidale
    Artemide Editoriale - Roma
  2. Simboli vivi i motivi decorativi

In copertina:
Locandina simboli vivi

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 21 Settembre, 2014

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