Silenzio

di Sara Bello // pubblicato il 21 Dicembre, 2011

Una sinfonia in bianco e nero annuncia il suono del silenzio.
In una società frenetica, quale quella occidentale, improntata sulla velocità, dalle comunicazioni agli spostamenti e persino nei rapporti interpersonali, scandita da input continui e dai ritmi frenetici della vita quotidiana, Marco Paoli sceglie di mettersi in ascolto e di evocare l'atmosfera ovattata alla quale ha prestato orecchio – e occhio – durante i suoi numerosi viaggi intercontinentali, dal 2003 al 2010, e di fermare quegli attimi in sublimi scatti fotografici, che parlano di luoghi e persone fuori dal tempo e dallo spazio. Viaggi della mente e dell'anima, oltre che del corpo.
Il risultato è confluito nel suo personale Silenzio, in mostra ad Ex3, Centro per l'Arte Contemporanea di Firenze, fino all'8 Gennaio 2012.
Fai silenzio intorno a te, se vuoi udir cantare l'anima tua”, questo il suo invito.

E' nel silenzio che si verifica il dialogo: una lingua universale, l'unico veicolo di comunicazione possibile oggi, l'unico modo per mettersi in ascolto della natura e dell'uomo. Non soltanto, quindi, predispone all'ascolto, ma ancor di più è il momento in cui avviene il dialogo, non più fuori, ma dentro di noi.
La stessa scelta del bianco e nero evoca l'assenza di rumore: nessun colore come nessun suono nelle sue fotografie. Ma è così che il linguaggio si fa poesia. Bianco e nero diventano colori, ed il silenzio acquista un suono, quello della spiritualità.

In una società volgare come quella in cui viviamo, il termine 'spiritualità' è facilmente confuso con qualche pratica religiosa. Niente di più lontano, per Marco Paoli, come per alcune persone che hanno capito l'inganno di un'esistenza condotta sui moduli della convenzione, la spiritualità è una corrispondenza prodigiosa che si percepisce a contatto con altri esseri e luoghi di silenzio, privo di stridori – anche visuali – di calma e armonia di ritmi, di empatia col microcosmo che si affaccia all'attenzione”, scrive Giuliana Scimé nel saggio del bel catalogo edito da Giunti.

Le fotografie parlano di luoghi ignoti, di facce sconosciute, ma che sentiamo vicini come non mai; e parlano con noi, in silenzio. Contemplano i ritmi silenti ma inesorabili della natura e la geografia dei volti incontrati, con cui Paoli si pone in tacito dialogo. E noi con lui.
L'effetto pittorico del tremolìo delle foglie della Foresta Pluviale e dell'increspatura delle distese d'acqua si alterna all'assoluta obiettività del mezzo fotografico che indugia sulla sensazione epidermica della pelle, delle crepe del suolo arido, e della scabrosità delle cortecce degli alberi.
Obiettività ribadita anche dai titoli delle fotografie, che non interpretano, ma si limitano a precisare luogo e anno in cui sono state scattate; e in virtù di questo "grado zero", inducono chi le osserva a penetrarvi in profondità.
Dalle sue immagini si evince anche un sottile gusto per la linea: i paesaggi naturali del Deserto del Namib, le orientali geometrie virtuosistiche del Marocco e dell'India, fino ai segni disegnati sul corpo degli Indios del Brasile. Un altro tipo di tacito linguaggio.
Altrove, visioni prospettiche verso l'infinito sottolineano lo slancio del silenzio, i cui punti di fuga si protendono verso l'eternità. Un'armonia stridente, un'elegia urlata attraverso la lente dell'obiettivo.
.
I venti grandi scatti, a cui si aggiunge una lunga sequenza di oltre ottanta immagini in formato ridotto, permettono di capire qualcosa anche su chi sta dietro l'obiettivo. Qualcuno che osserva, con rispettosa curiosità, al fine di imparare, di scoprire, senza giudicare.
Classe 1959, Marco Paoli, già collaboratore del gruppo dei Giancattivi, è una personalità poliedrica, dagli interessi interdisciplinari, dal teatro alla radio, dal cinema alle sperimentazioni tecnologiche, con un grande entusiasmo per la vita e per la scoperta; e, quindi, per il viaggio. In passato ha esposto i suoi lavori fotografici tra Firenze, Milano, Pietrasanta e Reggio Emilia.
Il suo fine è pienamente raggiunto: attraverso il silenzio evocato, le immagini trascendono la visione estetica pervenendo ad una visione estatica, e dalla piacevolezza per l'occhio arrivano alla pacificazione dell'anima.

Il silenzio ha un suono,
è il momento perfetto
di pace interiore
in cui la comunicazione
totale con il soggetto
si avvera.
Che sia fra me
e un albero, una distesa
d'acqua o un indio
della foresta pluviale,
il rumore si acquieta
e il silenzio risuona.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Lago Inle, Birmania,
2010
(Foto © Marco Paoli)

  • Mandalay, Birmania, 2010
    Foto © Marco Paoli
  • Isole Ioniche, Grecia, 2008
    Foto © Marco Paoli
  • Marrakech, Marocco, 2009
    Foto © Marco Paoli
  • Central Park, New York, 2008
    Foto © Marco Paoli
  • Sossusvlei, Deserto del Namib, 
    Namibia, 2003
    Foto © Marco Paoli


Catalogo Giunti

 

Mappa

Dove e quando

Silenzio

  • Date : 24 Novembre, 2011 - 07 Gennaio, 2012
  • Indirizzo: EX3: Viale Donato Giannotti, 81/83/85, 50126 Firenze
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)