Signori si parte!

di Amici in Visita // pubblicato il 18 Luglio, 2011

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, "Signori, si parte! Come viaggiavamo nella Mitteleuropa 1815-1915" è lo straordinario appuntamento che la Fondazione ci riserva annualmente.
Curata da Marina Bressan e Marino De Grassi, la mostra ospita più di 400 pezzi a testimonianza del modo di viaggiare, la scoperta e la valorizzazione turistica delle nostre terre.

La parola a Marina Bressan.


Come viaggiavano i nostri bisnonni, come si viaggiava nei secoli XIX e XX?

“Lasciare in fretta la città!”, “bisogno d’aria pura” erano gli imperativi categorici del periodo del Biedermeier. Non importava come: a piedi o in carrozza, non importava dove: bastava trovarsi in mezzo al verde. Il bisogno di aria pura, considerato legittimo per tutte le classi sociali, si realizzava nelle immediate vicinanze della città; non pochi erano tuttavia coloro che la lasciavano, per intraprendere un lungo viaggio di “formazione“ anche in luoghi relativamente lontani. . Protagonisti erano non solo nobili ricchi e colti, ma soprattutto esponenti della grande borghesia, istruiti, motivati, attenti e scrupolosi che al viaggio attribuivano una gradita occasione di svago non scevra dall’opportunità di completare la propria istruzione o di affinare le proprie ricerche. Fra questi anche diverse donne: vale per tutte la viennese Ida Pfeiffer che all’età di quarantacinque anni cominciò a girare il mondo, non per sentirsi emancipata ma per soddisfare la sua curiositas, allontanandosi dalla limitata realtà femminile viennese, pur difendendo il suo ruolo tradizionale di moglie e di madre. Era giunta a Trieste in carrozza nel 1838 perché il figlio Oskar potesse giovarsi della talassoterapia nel bagno il Soglio di Nettuno e da allora il suo amore per l’Adriatico, per Trieste, dove vivevano i suoi parenti Reyer non l’abbandonò più.
L’incontro con il porto prescelto dagli Asburgo, il movimento delle navi del nascente Lloyd la entusiasmarono a tal punto da scegliere nel 1845 un piroscafo del Lloyd per lasciare Vienna e confrontarsi con una realtà completamente diversa: l’Oriente. Allora alle donne era consentito recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa, oppure villeggiare nelle stazioni termali, mai e poi mai recarsi nella
Terra da Mille e una notte se non con la fantasia o con le letture intraprendendo dei Reisen auf dem Kanapé.

L’Oriente rappresentava allora per il mondo occidentale uno scrigno che racchiudeva un tempo eroico, idealizzato. Il viaggiatore dei vapori del Lloyd seguiva l’itinerario fluviale, danubiano, che attraverso i paesi balcanici, portava nel cuore dell’impero ottomano e da qui proseguiva per i porti mediterranei, oppure quello marittimo con partenza da Trieste. Era un viaggiatore spinto da motivazioni diverse. Era un viaggiatore colto che credeva ancora all’aspetto romantico del viaggio orientale; era un viaggiatore alla moda che andava alla ricerca delle eccitazioni dell’Oriente e della civiltà occidentale sulle rive del Nilo o sulle desolate colline della Giudea e manifestava il suo disappunto per la mancanza d’acqua e il pessimo stato degli alberghi. 

L’apertura del canale di Suez (1869) contribuì in maniera determinante allo sviluppo e alla trasformazione dell’impresa turistica in Oriente. L’anno precedente Thomas Cook aveva promosso per una trentina di persone un tour sperimentale di tre mesi e mezzo nei paesi del Vicino Oriente, dal Cairo a Gerusalemme, a Beirut, a Smirne, Costantinopoli e Atene. Il successo dell’iniziativa era stato decretato dalla soddisfazione piena del partecipante che, scevro da ogni preoccupazione contingente, non esposto né a disagi né a fatiche né a contatti con nativi, continuava nelle sue abitudini, mangiando cibi in scatola rigorosamente anglosassoni e a dormire in tende arredate con mobilio e piante. Il successo dell’impresa fu tale che esponenti delle famiglie reali europee, magnati americani si affidarono all’organizzazione Cook, a cominciare dal 1872. Quasi negli stessi anni il Lloyd Austriaco affidava a Moritz Busch il compito di “recuperare” le motivazioni del viaggio in Oriente. Sono libri illustrati da tavole disegnate dal vero, quasi a far capire la necessità di intraprendere il viaggio per motivi di studio, evasione dal disagio e dal conformismo del mondo occidentale, rigenerazione della propria vita interiore, stimolo letterario e artistico, senza tuttavia nascondere un contatto diretto talora traumatico con le popolazioni locali e i loro inviolabili confini culturali.

Erano state queste le motivazioni dei primi viaggiatori in Istria e in Dalmazia, attratti dalla natura lussureggiante, alternata alla costa scabra, dalla gente che viveva in condizioni ancora “primitive”, fedele ai suoi costumi tradizionali, desiderosi di “vivere appieno” la loro vacanza, scevra dalle “insidie” della moda. 
I letterati ebbero un ruolo fondamentale nella ridefinizione del litorale. Tedeschi, austriaci, francesi, inglesi, ungheresi riversarono le loro esperienze in memorie di viaggio, con cui seppero intrattenere i lettori alternando argomenti ameni a profonde riflessioni, a citazioni letterarie, ad emozioni di fronte alle testimonianze del passato. Molti di loro scrissero anche raffinate guide letterarie, i cui itinerari alla scoperta di sempre nuove emozioni, stimolarono la curiosità del viaggiatore e del turista ad intraprendere il viaggio nel giardino meridionale dell’Impero, senza uscire dai suoi confini. 
Con il piroscafo e con il treno si raggiungeva ormai ogni destinazione. A bordo dei piroscafi si viaggiava lungo il Danubio e il Reno, con il treno si raggiungeva l’Adriatico. Il 27 luglio 1857 il treno arrivò a Trieste. Si era concretizzato il disegno auspicato e fermamente voluto da Karl Ludwig von Bruck, più volte ministro e fondatore del Lloyd Austriaco di Trieste, personalità moderna e innovativa, considerato uno degli ideatori del concetto di Mitteleuropa, precursore dell’intermodalità tra vie marittime e trasporti terrestri e grande sostenitore di Carlo Ghega, di cui seppe riconoscere e apprezzare la genialità e il coraggio innovativo. Su alcuni tratti della Ferrovia Meridionale, in particolare da Vienna al Semmering, escursionisti domenicali di tutti i ceti potevano approfittare dei “treni di piacere”, composti da carrozze di prima, seconda, terza e quarta classe. “Viaggi di piacere” vennero organizzati anche con destinazione Trieste, il cui stabilimento balneario Maria, essendo la prima struttura galleggiante dell’Adriatico, diventò meta di numerosissimi forestieri, specialmente dalla Germania, dalla Stiria, dalla Carinzia, che “profittavano della tanto proficua cura dei bagni di mare, in una posizione amena e centrale, in una plaga bellissima, in uno Stabilimento a niun altro secondo.”
Negli “anni folli delle rotaie”, il treno, che nell’iconografia ottocentesca è spesso affiancato alla nave a vapore, trasformò il costume di viaggio e il turismo europeo. La curiosità di partecipare ad un “viaggio di piacere”, il
Drang nach Süden, l’anelito di arrivare all’Adriatico, di sottoporsi a cure elio-talassoretapiche contribuirono all’affermazione del mezzo meno costoso che raggiungeva ogni località: la fitta rete ferroviaria voluta dallo Stato austriaco, in cui convergevano le direttrici settentrionali, occidentali e orientali europee, toccava le più importanti località marine e montane. Ma anche per la “fuga dalla città” ci si serviva ormai del treno. Bastavano un paio d’ore per ritemprarsi nel “verde”e immagazzinare energia per ricominciare in forma la settimana. Il Semmering per i viennesi, le Alpi tirolesi, le Alpi di Villaco, per noi tutti il Tricorno e i suoi vassalli. Le Alpi Giulie per le scalate, la zona di Bohinj per escursioni intorno al lago e d’inverno per praticare sport come lo sci e lo slittino. Gli sport invernali erano pubblicizzati anche dalle Ferrovie dello Stato che predisponevano per gli appassionati treni speciali domenicali chiamati per l’appunto “Wintersportzüge”.
Per gli amanti del mare il Litorale offriva un’ampia scelta: da Grado a Sistiana, a Grignano e Trieste, località lungo l’Istria e la Dalmazia. Elioterapia e talassoterapia: con la graduale valorizzazione dell’importanza del bagno in mare miseri villaggi di pescatori si erano da tempo trasformati in eleganti stazioni termali raggiungibili con la ferrovia.
“Dalle Alpi all’Adriatico” era lo slogan promozionale dal Semmering all’Adriatico, da Vienna a Trieste lungo un percorso ricco di bellezze naturali e attrattive turistiche: dalle alture brulle del Carso alle grotte turistiche di Postumia e di San Canziano, dalla ridente pianura al castello di Miramare, dal porto di Trieste a quello di Fiume.

 

Dettagli

Orari visite
venerdì e sabato
10 - 13 e 15 - 19

domenica 10 - 19
e alle ore 17.30 visita guidata dei curatori

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Dove e quando

SIGNORI, SI PARTE! COME VIAGGIAVAMO NELLA MITTELEUROPA 1815-1915

  • Fino al: - 24 Luglio, 2011
  • Indirizzo: Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, via Carducci 2, Gorizia
  • Sito web

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